da Redazione | Dic 29, 2025 | Redazione, Serie A, TOP NEWS, Ultime news
Nell’ormai consueto tweet post-partita di Aurelio De Laurentiis, non sono mancati i complimenti alla squadra per la vittoria conseguita a Cremona. Eppure, stavolta il presidente del Napoli ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa nei confronti di Sky,
“Continua la striscia positiva. Bravo Conte, bravi i ragazzi. Mi sono molto ‘divertito’ con il commento di Sky… Forza Napoli Sempre!”, ha scritto sul proprio profilo X.
da Redazione | Nov 20, 2025 | aurelio de laurentis, Redazione, Serie A, Tifosi, TOP NEWS, Ultime news
Il GUP di Roma ha disposto il rinvio a giudizio del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, con l’accusa di falso in bilancio relativo agli esercizi 2019, 2020 e 2021. Insieme al numero uno del club partenopeo saranno processati anche il suo braccio destro, Andrea Chiavelli, e la stessa SSC Napoli.
Al centro dell’inchiesta ci sono le presunte plusvalenze fittizie legate alla compravendita del difensore Kostas Manolas, arrivato dalla Roma nell’estate 2019, e all’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen dal Lille nel 2020, oggi in forza al Galatasaray.
La posizione della SSC Napoli
In una nota ufficiale, la SSC Napoli ha espresso “stupore e sconcerto” per la decisione del giudice. Il club sottolinea come tutte le consulenze tecniche — definite di “altissimo livello” — abbiano dimostrato l’assoluta correttezza delle operazioni contestate, sia sotto il profilo contabile sia per quanto riguarda i trasferimenti dei calciatori.
La società evidenzia inoltre che la stessa accusa, durante la requisitoria, avrebbe riconosciuto che il Napoli non ha tratto alcun vantaggio dalle operazioni oggetto d’indagine.
Il club si dice quindi sereno e fiducioso in vista del processo, la cui prima udienza è fissata per il 2 dicembre 2026, convinto che in quella sede “la verità verrà ristabilita”.
La SSCN ricorda anche come, in relazione a una contestazione analoga nata dallo stesso fascicolo, la Procura di Milano abbia già richiesto l’archiviazione per l’Inter.
Le accuse sulle valutazioni di Osimhen
Alla base del rinvio a giudizio ci sarebbero soprattutto le presunte valutazioni gonfiate riguardanti l’acquisto di Victor Osimhen. Una contestazione che, sul piano sportivo, aveva già portato all’assoluzione del presidente De Laurentiis.
Gennaro Di Franco
da Redazione | Nov 8, 2025 | Redazione, Serie A, TOP NEWS, Ultime news
Era da tempo che non parlava, ma lo ha fatto alla vigilia di Bologna–Napoli, l’ennesimo crocevia della stagione per gli azzurri di Antonio Conte.
Aurelio De Laurentiis è uscito allo scoperto e, in un intervento al SDA Bocconi Football Business Forum tenutosi a Milano, ha attaccato senza mezzi termini l’impianto che ospita le gare casalinghe del Napoli, definendo lo Stadio Diego Armando Maradona di Fuorigrotta un “semicesso, vecchio, con una pista d’atletica che non è il massimo per il pubblico e addirittura un fossato che allontana ancora di più”.
Ha dichiarato:
«Il Napoli paga la stessa cifra del Paris Saint-Germain per l’uso dello stadio, ma loro hanno l’esclusiva e fatturano più di 100 milioni l’anno. Noi lo abbiamo solo per tre giorni».
«Quando Milan e Inter incassano 14 milioni in una serata di Champions, noi in quel “cesso” arriviamo a 3 milioni».
Ha inoltre illustrato la sua visione di uno stadio ideale:
«Vorrei uno stadio da 70 mila posti, con 120 skybox, 8 mila parcheggi. Servono 30 ettari».
Da semplice utente dello stadio, mettendo da parte i sentimentalismi, dare torto al nostro Presidente è impossibile.
Ogni volta che varco l’ingresso del Maradona mi trovo in un contesto che ha un fascino storico e un’atmosfera unica — lo stadio dove ha giocato il più grande di sempre. Ma, senza veli di romanticismo, lo stadio di Napoli evidenzia limiti assurdi per il calcio moderno e per una città che vuole stare in Europa.
La tanto odiata pista d’atletica allontana lo spettatore dal campo, la visuale non è per nulla ideale, e i servizi — parcheggi, accessi, comfort — definirli “mediocri” sarebbe un complimento. Oggi, semplicemente parcheggiare l’auto e andare alla partita è un’utopia.
Il Napoli è un club che ambisce a stare in alto. Le parole “semicesso” o “cesso” sono forti, ma rendono perfettamente la frustrazione di chi paga un biglietto e vuole vivere l’esperienza da tifoso al massimo, senza doversi preoccupare che, all’uscita dallo stadio, non ci sia una metropolitana per tornare a casa.
Il Napoli ha fatto passi enormi in campo, acquistando giocatori importanti, vincendo titoli e crescendo come brand internazionale. Ma l’infrastruttura non sta al passo: se le entrate da stadio, hospitality ed eventi collaterali restano basse per limitazioni strutturali o logistiche, diventa difficile competere ad alti livelli anche fuori dal campo.
Le dichiarazioni di De Laurentiis colgono un punto fondamentale: senza uno stadio moderno e redditizio, anche il progetto sportivo ne soffre.
In questi anni, grazie al livello europeo raggiunto dal Napoli, i tifosi azzurri hanno avuto modo di vedere come altri club investono su stadi nuovi, multifunzionali, con servizi che per i supporter napoletani restano chimere irraggiungibili. L’amore per la maglia non è in discussione, ma da utente dello stadio chiedo che anche l’esperienza del tifoso venga valorizzata: parcheggi inesistenti, facile accesso, comfort, servizi di qualità. Se lo stadio resta “vecchio”, anche il tifoso rischia di sentirsi lasciato indietro.
Pur comprendendo che le parole di ADL possano risultare dure, credo servano per scuotere istituzioni e gestione: magari senza queste dichiarazioni non si sarebbe acceso un dibattito così forte, in un momento in cui Napoli rischia addirittura di perdere gli Europei in Italia per un impianto non all’altezza dell’evento.
Sarebbe uno smacco per una comunità che vive il calcio non come un semplice sport, ma come una liturgia collettiva e aggregante, con un tifo tra i più intensi e identitari del pianeta.
Io sto con Aurelio De Laurentiis.
Appoggio le sue parole, che possono creare sdegno, ma che — proprio perché forti — possono finalmente segnare l’inizio di un progetto concreto, capace di coinvolgere tutti: società, istituzioni e tifosi.
Solo così potremo dare al Napoli uno stadio degno di questa meravigliosa città.
Gennaro Di Franco
da Redazione | Set 24, 2025 | Redazione, TOP NEWS, Ultime news
Il mondo del cinema si tinge ancora una volta d’azzurro! È uscito oggi nelle sale cinematografiche AG4IN, il film del quarto scudetto del Napoli, un titolo che gioca sul “di nuovo” evocando il numero quattro.
Il film non è una semplice cronaca sportiva, ma un viaggio narrativo, intimo e collettivo, che intreccia il sudore in campo con il respiro della città che vive per il calcio e che ha come unica fede la sua squadra.
La pellicola vede alla regia Giuseppe Marco Albano, affiancato da Filmauro e dalla SSC Napoli, che hanno voluto realizzare qualcosa di più di un documentario: un’opera capace di emozionare non solo i tifosi, ma chiunque ami il calcio che, pur con le sue mille contraddizioni, resta il gioco più bello del mondo.
L’attesa per il docufilm, tanto desiderato dai tifosi partenopei, è terminata oggi. L’anteprima è andata in scena al Cinema Metropolitan di Napoli, alla presenza di Aurelio De Laurentiis, che ha dichiarato: «Il film coinvolgerà i napoletani, ma anche i tifosi di calcio in generale potranno appassionarsi». Ha aggiunto che «il lavoro non è finito» e che il racconto contemporaneo del Napoli continuerà anche oltre questa pellicola, in vista, tra l’altro, del centenario del club previsto per il 2026.
AG4IN è un racconto frammentato, un mosaico di emozioni, non si limita a una mera ricostruzione cronologica. Attraverso una struttura narrativa che alterna sprazzi, contrasti, retroscena, il film mira a restituire la tensione che ha accompagnato ogni partita decisiva della stagione. Ci sono immagini dello spogliatoio, dialoghi del capitano Di Lorenzo, momenti in cui il tecnico Conte incita e rassicura, ma anche la decisione controversa riguardante la cessione di Kvaratskhelia.
È una stagione che, partendo dal precedente decimo posto in classifica, ha visto gli uomini di Antonio Conte trionfare al primo anno di sua gestione, contro ogni pronostico iniziale.
La stagione 2024/25 non viene raccontata come una marcia trionfale senza ostacoli, ma come un duello fino all’ultimo secondo: l’Inter come antagonista, la suspense pagina dopo pagina, fino alla vittoria decisiva del 23 maggio contro il Cagliari, siglata da McTominay che, per tutti i napoletani, è diventato “MC Fratm”, e da Lukaku, vero e proprio allenatore in campo e fedele paladino del mister salentino, primo uomo del Sud a vincere lo scudetto a Napoli.
E oltre al campo, meravigliose sono le immagini di una città che, a differenza del terzo scudetto, ha dovuto aspettare fino all’ultimo minuto per l’evento. Con una pazienza che non è certo la virtù migliore di questa città, ha infine urlato di gioia al triplice fischio finale dell’ultima giornata di campionato. La sapiente regia esalta il legame imprescindibile tra squadra e identità urbana, portando sullo schermo le luminarie, la festa per le strade, e lo spirito collettivo di una città che vive per il calcio.
AG4IN non vuole essere solo celebrazione di un trionfo, è un tentativo ambizioso di costruire memoria visiva, di dare forma e voce a quel legame impercettibile che unisce la comunità azzurra — nove milioni di tifosi sparsi nel mondo — alla propria squadra.
Gennaro Di Franco
da Redazione | Ago 21, 2025 | Redazione, TOP NEWS, Ultime news
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è stato intervistato da Paolo Condò per il settimanale “7”, del Corriere della Sera.
L’intervista completa sarà disponibile da domani, 22 agosto, ma nell’anteprima ci sono diversi spunti interessanti: ecco le dichiarazioni del presidente azzurro.
“Conte? Molti anni fa lo incontrai alle Maldive. Sul lavoro è instancabile, proprio come me. È chiaro che entrambi amiamo profondamente quello che facciamo, e per me questo è fondamentale.
“Io polemico? Lei dice polemico, io preferisco dire visionario. A 34 anni mi sentivo pronto per pronunciare la frase decisiva: ‘Da ora in poi si fa come dico io’. E, tutto sommato, è andata piuttosto bene.
“Kvaratskhelia? Ho dovuto cederlo perché il suo procuratore minacciava di ricorrere all’articolo 17 [che disciplina la possibilità per un calciatore di svincolarsi unilateralmente dal contratto con una società, previo pagamento di un indennizzo, ndr]. Dopo la prima straordinaria stagione del georgiano, ci siamo subito mossi per negoziare un rinnovo, aumentando il suo stipendio e proponendogli una cifra molto significativa, consapevoli che un compenso troppo basso avrebbe attirato l’interesse di molti club pronti a offrirgli contratti faraonici. Tuttavia, il suo agente, Mamuka Jugeli, aveva altri piani sia per sé sia per il giocatore.
“Alla fine del secondo anno contrattuale [giugno 2024, ndr], c’è stato l’Europeo in Germania. Io, insieme a Manna [direttore sportivo del Napoli, ndr] ed a Chiavelli [amministratore delegato del club, ndr], siamo volati a Düsseldorf per risolvere la situazione, ma Mamuka ha continuato a prendere tempo, sostenendo che Giuntoli gli avesse promesso dei soldi mai corrisposti. Una bugia, facile da verificare. Avrei potuto venderlo in quel momento: il PSG aveva offerto oltre 200 milioni di euro per il pacchetto Kvara-Osimhen. Tuttavia, avevo promesso a Conte di trattenerlo e non me la sono sentita [di accettare l’offerta, ndr]. Con quei fondi, l’idea era di acquistare Gyokeres“.
“Nuovo stadio? Sarà pronto in quattro anni, in tempo per gli Europei [del 2032, ndr]. Ci saranno 65/70mila posti e parcheggi per 9000 auto“, ha detto De Laurentiis in esclusiva al Corriere della Sera.
Fabrizio Parascandolo