Il programma del Lunedì sera

       

Il programma del Lunedì sera

   

DODICESIMO UOMO – Calcio e Pallone

DODICESIMO UOMO – Calcio e Pallone

E siamo tornati a casa.

Sull’aereo di ritorno da Riyadh, con Di Lorenzo e compagni, non sedeva in prima fila bella comoda la Supercoppa. Purtroppo, ancora complice un arbitraggio mediocre, come già successo a Pechino, il Napoli è tornato a casa a mani vuote.

Mani vuote, sì, ma con un elemento in organico in più. E questa volta non parliamo di nuovi calciatori arrivati nella “campagna di riparazione” di gennaio, che vista la somma messa sul mercato e i tanti nuovi volti arrivati, dovrebbe più propriamente essere definita “campagna di rivoluzione”. A far compagnia agli azzurri di ritorno dall’Arabia Saudita c’è qualcosa di nuovo, una qualità che nel viaggio di andata mancava, l’identità che i latini chiamavano identitas-atis.

Questa squadra, complice i risultati scadenti degli ultimi mesi, era partita da Napoli priva del proprio IO, con addosso cucito l’abito di Cenerentola della Supercoppa 2024. Se ne torna invece dal torneo senza coppa, ma con tanta consapevolezza in più.

La cura Mazzarri e, permettetemi di dire, del preparatore atletico Pondrelli, inizia a dare i suoi sperati frutti. Lo schiavo del 4-3-3 Walter ha spezzato le catene ed è tornato al suo vecchio amore, il 3-5-2, o se volete, 3-4-2-1, che sa tanto di calcio retrò ma che, a questo punto della stagione e alla luce dei fatti, è cosa buona e giusta.

Questa nuova dimensione proietta gli azzurri in un calcio proletario di altri tempi, un calcio se volete anche più romantico, fatto di pane e pallone più che di ostriche e champagne, giusto per ricordare contaminazioni francesi che da queste parti hanno fatto più danni della lava dei vulcani in piena estate.

Perdenti sì, ma con una consapevolezza in più. Il tre a zero rifilato alla Fiorentina di Vincenzo Italiano, allenatore tanto amato da De Laurentis, ha dato la stura a una latente convinzione che era arrivato il tempo di voltare pagina. La grande prova di resistenza mostrata contro l’Inter, schiacciasassi di questo campionato, ha messo il sigillo finale.

La New-Era, slogan tanto caro quest’anno alla società, a questo punto della stagione ha il sapore delle cose antiche, fatto di vittorie all’ultimo minuto e di cronometri che segnano l’inesorabile passare del tempo, e di tanto di giacche di ordinanza che saltano nei minuti finali.

Se il Napoli si cala a perfezione nella parte, allora potete giurarci che gli azzurri nel prossimo futuro avranno ancora una volta un ruolo da protagonisti in campionato.

Carte alla mano, i partenopei distano solo tre punti dal quarto posto in classifica. E se è vero che le prime due posizioni sono lontane e sembrano un affare unico di Juve e Inter, è altrettanto vero che a lottare per il quarto posto, nonostante tutto e tutti, ci siamo anche noi!

Fiorentina, Atalanta, Lazio e, se volete, lo stesso Bologna e magari anche la Roma, sono le dirette antagoniste degli azzurri. 

Partendo da questa fredda analisi numerica, indiscutibilmente la partita di domenica all’Olimpico contro il nemico/amico Sarri è di fondamentale importanza.

Il Napoli ci arriva dilaniato da infortuni, squalifiche e assenze eccellenti dovute alla Coppa d’Africa, ma, ora come ora, in un modo o in un altro, o se preferite ‘e rippe o ‘e rapp, per usare la lingua madre, gli azzurri devono portare a casa punti, che, contro una diretta antagonista, manco a dirlo, valgono decisamente doppio.

È arrivato il momento di non guardarsi più indietro. Bisogna smetterla di pensare a quello che poteva essere e non è. Il Napoli, forte degli arrivi di Mazzocchi, Traorè, e Cyril Ngonge (20 milioni più bonus, ad oggi, l’operazione più cara di questa sessione di calciomercato), e con il last minute Dendoncker, deve guardare avanti. E con lui, tutti noi tifosi. Bisogna riassaporare il gusto di un calcio antico, fatto di estrema difesa e contropiede, di partite dove più che il tatticismo conta la forma fisica e la fame di risultati.

Aspettando il verdetto del campo, si va a Roma con la convinzione che la pausa vacanza è finita e che ora si deve lottare su ogni pallone, mangiare l’erba per onorare la maglia. Quella maglia che oggi ricorda ancora a tutti che i Campioni d’Italia siamo noi.

Gennaro Di Franco

De Laurentiis: “Osimhen via? Lo sapevamo. Zielinski sente puzza dei soldi”

De Laurentiis: “Osimhen via? Lo sapevamo. Zielinski sente puzza dei soldi”

“Osimhen via? Noi sapevamo dalla scorsa estate che poteva andare via. La nostra trattativa è stata lunga e amicale, allungavamo il brodo ma sapevamo perfettamente che sarebbe andato al Real Madrid, al Paris Saint-Germain o a qualche squadra inglese” dice Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli che vuota il sacco all’uscita dall’Assemblea di Lega Calcio: “Zielinski è un bravissimo ragazzo, è stato otto anni al Napoli e penso che certe storie così lunghe vadano al termine da sole. Se lui volesse restare noi siamo qui ad abbracciarlo, ma se vuole partire perché ha un procuratore che sente l’odore o la puzza del denaro…Avrà convinto il ragazzo ad andare via da Napoli. Da noi Zielinski prende uno stipendio più alto rispetto a quello che andrebbe a prendere all’Inter. Ho detto a Marotta che non si sta comportando bene, ma in modo scherzoso”.

Un passaggio anche sulla panchina del futuro: “Mourinho non c’entra nulla con il Napoli. Era alla Roma, ora è libero ma non può andare altrove in Italia. È un bravo allenatore, molto simpatico e racconta la storia di un certo calcio. Amo molto i portoghesi, un popolo straordinario, ma il suo destino sarà fuori dall’Italia, non certo al Napoli” ha spiegato De Laurentiis “Il mercato? Abbiamo due calciatori in Coppa d’Africa. Poi ci sono gli infortuni. Abbiamo avuto problemi, il nuovo allenatore ha avuto pochissimo tempo per preparare la partita visti i tanti impegni. Mazzarri ha fatto il suo, mi sta molto simpatico. Ostigard serve al Napoli. Dobbiamo sperimentare gli acquisti, fino ad allora è difficile fare ragionamenti sulle cessioni”.

UFFICIALE – Napoli, ecco Dendoncker: il mediano arriva in prestito

UFFICIALE – Napoli, ecco Dendoncker: il mediano arriva in prestito

Tutto fatto tra il Napoli e l’Aston Villa per l’arrivo di Leander Dendoncker, il centrocampista belga classe 1995 che mercoledi pomeriggio ha svolto le visite mediche di rito a Villa Stuart a Roma per poi potersi aggregare al gruppo di lavoro di Walter Mazzarri e mettersi a disposizione dell’allenatore toscano.

Dendoncker è cresciuto calcisticamente nel vivaio dell’Anderlecht, con cui ha fatto tutta la trafila fino alla prima squadra. Ha vinto due volte il campionato belga e tre volte la Supercoppa di Belgio diventando anche capitano del club. Nel 2018 il passaggio al Wolverhampton dove resta per quattro stagioni prima di passare all’Aston Villa nel 2022. In Premier League colleziona più di 150 presenze: arriverà in prestito al Napoli fino al termine della stagione con possibilità di riscatto da parte del club di De Laurentiis.

Osimhen annuncia: “Napoli, ho già deciso il mio futuro”

Osimhen annuncia: “Napoli, ho già deciso il mio futuro”

«Ho già deciso. Ho già deciso il mio piano, so cosa voglio fare, il prossimo passo da prendere». Queste le parole di Victor Osimhen l’attaccante del Napoli che parla direttamente da Abidjan, ritiro della sua Nigeria impegnata in Coppa d’Africa. L’azzurro svela il futuro che verrà dopo l’azzurro, nonostante un rinnovo contrattuale firmato lo scorso Natale.

«Ho già preso la mia decisione sul prossimo step da fare a fine stagione» continua Osimhen nella sua intervista rilasciata ai microfoni di Cbs «Il 60% delle persone menzionano questi rumours che mi vorrebbero in Inghilterra, la Premier League è uno dei campionati più belli del mondo. Ora voglio finire la stagione bene con il Napoli e poi seguire la decisione che ho preso».