Ai microfoni de Il Bello del Calcio per la rubrica “Il Diario di Dimaro”, Pietro Lo Monaco ha parlato di Zeballos, del mercato del Napoli e di tanto altro.
Sul mercato – “Bisogna fare una premessa: il Napoli ha più di 40 calciatori. Deve fare in modo che la rosa sia adeguata: è il momento delle scelte, soprattutto delle cessioni. Il direttore sportivo [Manna, ndr] dovrà fare il miglior lavoro possibile. Il Napoli ha giocatori di valore. In questo mestiere, la cosa più difficile non è comprare, è vendere. Bisogna saper vendere e fare in modo che il Napoli non abbia danni dal punto di vista del bilancio. Magari alla gente interessa poco, ma è molto importante”.
Su Allegri – “Capisco la scelta di De Laurentiis: ha scelto Allegri per garantire continuità nei risultati. Allegri non entrerà nel cuore degli esteti del calcio ma, dal punto di vista della valorizzazione del singolo, Allegri è bravo e ha occhio, ne ha valorizzati tanti nella sua carriera: ti cito solamente Dybala, come esempio. Il fatto che lui sia pragmatico – e tutta la storia del corto muso – è una filosofia che nessuno può obiettare. Non c’è scritto da nessuna parte che il calcio sia quello di Fabregas, o di altri allenatori”.
Sulle aspettative e gli obiettivi – “L’organico è un po’ avanti negli anni. Questo potrebbe portare a qualche problematica nel tempo ma, al momento, io sono convinto che lui farà rendere questi giocatori al massimo. Anche con chi rientra dal prestito, ad esempio Lucca: secondo me ci starebbe bene come alternativa di Hojlund, nel senso che può servire una punta con le sue caratteristiche”.
Su Zeballos – “Il mio legame con gli argentini? Ne avrò portati una trentina in Italia, perché sono i giocatori più interessanti per rapporto qualità-prezzo. Poi non hanno i vizi dei nostri giocatori: ad ogni contesa di palla, giocano per vincere”.
Sull’era De Laurentiis – “Da un punto di vista amministrativo, della gestione societaria, c’è solo da dire ‘chapeau'”.
Su stadio e centro sportivo – “Se ne parla talmente da tanti anni che inizio a perdere le speranze, però volere è potere. Lo Stadio Maradona ha tanta storia; una ristrutturazione ci starebbe, ma va fatta coi tempi giusti”.


