Il programma del Lunedì sera

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A casa di Pedro

da | 4 Gen 2026 | Redazione, Serie A, Tifosi, TOP NEWS, Ultime news

All’Olimpico è andata in scena una di quelle partite che, al di là del risultato, raccontano molto del campionato e dell’anima delle due squadre. Lazio e Napoli si sono affrontate in un clima carico di aspettative, con lo stadio pieno e diviso, come sempre, tra passione, tensione e speranza.

È stata una gara che pesava, perché metteva di fronte ambizioni diverse ma ugualmente forti. Da una parte la Lazio, pronta a celebrare i suoi 126 anni di storia con l’orgoglio di chi vuole ritrovare centralità; dall’altra un Napoli chiamato a dare continuità ai risultati positivi in trasferta, con l’obiettivo di non perdere contatto con l’alta quota della classifica e confermare la propria statura da grande.

All’Olimpico, insomma, non si è giocata soltanto una partita di calcio, ma un frammento di stagione destinato a lasciare tracce, emotive e sportive, ben oltre il triplice fischio.

Sugli spalti, anche se ancora una volta i residenti in Campania non hanno potuto partecipare al match, non è mancato il calore delle due tifoserie. Identità e memorie recenti hanno portato anche i tifosi azzurri a unirsi ai cori per Maurizio Sarri che, di recente, ha subito un’operazione e che, nonostante questo, era regolarmente in panchina per la sua prima apparizione dell’anno. Ancora viva, nella mente dei tifosi partenopei, la grande bellezza del Napoli sarriano. Impossibile non partecipare al coro di incoraggiamento per l’ex di turno che, a Napoli, non sarà mai un avversario qualunque.

Un Napoli prepotente sin dai primi minuti di gioco ha fatto sì che la partita, per i laziali, si mettesse subito in salita. Gli azzurri, dominanti sulle fasce con Politano e Spinazzola, hanno imposto il proprio gioco attraverso un palleggio efficace e continuo. La Lazio ha provato a rispondere con ordine, intensità e ripartenze rapide, ma già nel primo quarto d’ora si percepiva chiaramente come il Napoli, anche a Roma sponda biancoceleste, fosse arrivato con la ferma convinzione di portare via i tre punti.

I duelli individuali hanno acceso la partita dell’Olimpico. Il Napoli ha dominato con un possesso palla del 65%, un dato davvero significativo, soprattutto contro una squadra allenata da Sarri. Il tabellino finale recita 0-2 per il Napoli, con le reti di Spinazzola e Rrahmani. Di Lorenzo e compagni strappano i tre punti con grande personalità, facendo loro una gara mai realmente in discussione. La squadra partenopea è stata padrona del campo e dei tempi di gioco, mentre la Lazio affondava tra sterilità offensiva e nervosismo, complice anche un mercato invernale necessario per la rosa di Lotito ma che, clamorosamente, nonostante i segnali già evidenti dallo stop estivo, tarda ancora a decollare.

Da segnalare, all’87’, l’ingresso in campo di Pedro, uno dei momenti emotivamente più intensi della gara. Quando lo spagnolo si è alzato dalla panchina, lo stadio ha reagito con entusiasmo, perché Pedro non è soltanto un calciatore amato dai tifosi laziali, ma anche un simbolo di vittoria per quelli del Napoli. Impossibile dimenticare il gol della scorsa stagione che, di fatto, diede una spinta decisiva alla corsa scudetto azzurra. Un episodio che intreccia passato e presente e rende il suo ingresso quasi cinematografico.

I tifosi azzurri saranno per sempre grati a chi, anche inconsapevolmente, ha scritto un pezzo di storia del campionato passato, culminato con la squadra di Antonio Conte laureatasi campione d’Italia. E stasera va in scena Bologna–Inter. Tra i felsinei gioca un certo Orsolini, anche lui un calciatore che, nei vicoli e nelle piazze di Napoli, l’anno scorso è stato a lungo osannato. Come dicono i latini, repetita iuvant…

Gennaro Di Franco