Il programma del Lunedì sera

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Napoli, Allegri: “Inter favorita per il titolo, ma non è una sfida scudetto. Badiashile sarà convocato”

Napoli, Allegri: “Inter favorita per il titolo, ma non è una sfida scudetto. Badiashile sarà convocato”

Ecco le dichiarazioni dell’allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, nella conferenza stampa pre-partita della sfida contro l’Inter.

“Quello con l’Inter può considerarsi ancora uno scontro diretto? Capisco che qui si vive un po’ di esaltazione e depressione. Siamo solo alla terza giornata. Siamo dispiaciuti di aver perso in casa col Como, ma non abbiamo fatto una brutta prestazione. La squadra deve migliorare sotto l’aspetto fisico. Domani affrontiamo una bellissima partita, tra la prima e la seconda dell’anno scorso. Poi penseremo al debutto in Champions contro l’Arsenal”.

“Vergara? Sta bene, ma dargli troppe responsabilità è sbagliato. Bisogna andarci piano. Domenica scorsa ho fatto una scelta diversa, non posso fare più di cinque sostituzioni, è rimasto in panchina. Vedremo domani. Valuterò. Lo scontro diretto con l’Inter va affrontato in totale fiducia”.

“Le assenze di McTominay e Giovane? Per il gruppo non significa niente, capitano gli infortuni. Con Scott abbiamo preso una decisione condivisa. Mancano quattro partite prima della sosta. Dopo la sosta ci saranno nove partite importanti in venticinque, ventisei giorni, e avremo bisogno di tutti al top della condizione. Meglio averli fermati ora”.

“San Siro? Giocare in uno stadio del genere è sempre meraviglioso. Sarà un bello spot per il calcio italiano. Si rinnova una sfida che ha caratterizzato le ultime stagioni. Domani sera dovremo fare una bella prestazione sotto il punto di vista tecnico e agonistico perché sono partite che non finiscono mai. Ed è questo il bello”.

“Inter favorita per lo scudetto? Sì, l’Inter è la favorita. Domenica scorsa abbiamo concesso due gol che potevamo evitare, il Como ha segnato con troppa facilità e dobbiamo avere più attenzione, ma su questo miglioreremo sicuramente. All’inizio della stagione c’è sempre meno attenzione, ma domani ce ne sarà di più. Come ce ne sarà di più con l’Arsenal”.

“La condizione fisica sta migliorando. Più partite si giocano, più migliora la condizione. Sono contento di quello che stanno facendo i ragazzi, poi i risultati condizionano sempre le valutazioni, ma noi dobbiamo restarne fuori. Abbiamo fatto errori tecnici e in fase difensiva e, come detto, su questo bisogna sicuramente alzare l’attenzione. Gli scontri diretti vanno sempre giocati mentre ci sono altre partite che vanno vinte. Quella di domani è una partita che va giocata”.

“De Bruyne? Sta crescendo fisicamente. Domani dovrò fare delle valutazioni vista l’assenza di McTominay e perché dopo quattro giorni si gioca di nuovo. Ormai si gioca in sedici e non in undici”.

“Badiashile sarà tra i convocati, sta crescendo e sono contento. Novità tattiche? Senza McTominay ci sarà un giocatore diverso in mezzo al campo”.

“Una valutazione sul mercato? Inutile guardare le rivali. La società è stata vigile fino alla fine, sono soddisfatto della rosa. In questo pezzo di stagione si devono mettere le basi per il finale, sperando di arrivare alla sosta nelle migliori condizioni. Bisogna fare uno step alla volta”, ha detto l’allenatore del Napoli.

Napoli, McTominay: “Tornerò più forte dopo l’intervento. Inter? Non vedo perché non potremmo batterli”

Napoli, McTominay: “Tornerò più forte dopo l’intervento. Inter? Non vedo perché non potremmo batterli”

Scott McTominay ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui si è raccontato tra passato, presente e futuro. Eccone la trascrizione.

Preoccupato per l’intervento?
“No, è un problema che devo affrontare. L’ho saputo ora dell’operazione. Ma ci vedremo presto, prestissimo. Più forte di prima”.

Alla vigilia di Inter e Arsenal non è proprio una gran notizia.
“Vero, vorrei sempre dare il mio contributo alla squadra, ma ci sono cose non prevedibili e non controllabili. I miei compagni saranno concentrati, l’Inter non è più forte di noi”.

Le era successo anche al Mondiale di non star bene.
“Sì ed è stato molto più difficile. Due giorni prima della prima partita sono stato male e non sapevo se avrei giocato o meno. È stata dura prepararmi mentalmente. Poi, le temperature alte hanno reso la situazione ancora più difficile. Guardando indietro, è un grande rimpianto della mia carriera”.

Scott, qual è il suo primo ricordo da bambino?
“Ho avuto un’infanzia bellissima con la mia famiglia. Sono cresciuto praticando sport. Solo ricordi felici”.

Uno in particolare?
“Il calcio, ho giocato sempre. A casa, per strada. Con un pallone piccolo come me che non ero così alto e grosso”.

Si immagini, ora, in un posto che le piace e la rilassa, dove si vede?

“A giocare a golf”.

Lei è sempre molto attento al recupero fisico: terapie con luce rossa, bagni nel ghiaccio, lenti per dormire.
“Quando non mi alleno, sono a casa a fare recupero per assicurarmi il massimo benessere. È una cosa molto importante nel calcio”.

L’Inter arriva dopo la sconfitta col Como. Lei non ci sarà.
“Purtroppo. È una partita importante, una sfida enorme. Dobbiamo arrivarci con la piena convinzione di poter andare lì e vincere. Li abbiamo già battuti una volta quindi non vedo perché non dovremmo riuscirci di nuovo”.

Forse perché l’Inter ha una rosa più forte?
“No. Non mi siederei mai qui a dire che altri sono migliori di noi, che hanno giocatori più forti, perché non è così che vedo il calcio. Ammettere una cosa del genere sarebbe un segnale di debolezza”.

Un giocatore che toglierebbe all’Inter.
“Uno solo?! Direi Lautaro, perché segna tantissimi gol”.

Da Conte ad Allegri, che cosa è cambiato?
“Sono allenatori diversi. Conte era molto orientato sulla tattica e ci allenavamo molto. Ho vissuto due anni bellissimi con lui. È straordinario, un vincente seriale. Solo il tempo dirà come andrà con il nuovo allenatore, ma finora è una brava persona e ha buone idee tattiche. Abbiamo solo bisogno di tempo per metterle in pratica e giocare un po’ meglio”.

Il Napoli che aspettative ha in questa stagione?

“Per ora vogliamo andare avanti in Champions, per noi è molto importante”.

È in contatto con Ferguson?
“Ho parlato con lui l’ultima volta al telefono un anno fa. È un uomo molto impegnato ma sono sicuro che se avessi bisogno mi aiuterebbe”.

Ha esordito in Premier con Mourinho, se la chiamasse per andare al Real Madrid, ci andrebbe?
“Se succedesse, ci penserei”.

Pizza, mare e sole: cosa preferisce?
“Non mangio la pizza, l’ho provata una volta sola da quando sono a Napoli. Mi piace invece il mare. Ma in questo periodo la temperatura è alta, se rimani troppo a lungo al sole puoi disidratarti e non fa bene al recupero quando ti alleni ogni singolo giorno”.

In Champions salterà l’Arsenal, non il derby con il City.
“Ogni partita di Champions è dura. Quest’anno abbiamo un allenatore più adattabile al calcio della Champions e questo dovrebbe aiutarci molto”.

McTominay e De Bruyne, insieme si può?
“Certo. Kevin è straordinario e ci conosciamo molto bene. Abbiamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo, questo aiuta. Ovviamente dipende dall’allenatore e dalla formazione che sceglie”.

Alcuni dei suoi gol sono diventati iconici. La rovesciata, per esempio.
“La provo solo quando sento che il momento è quello giusto. Non la farei mai solo per esibirmi o per cercare di segnare un gol spettacolare”.

Ha tranquillizzato i tifosi sui social, li usa spesso?
“Sul mio telefono non ho app di social media. Le persone intelligenti non sentono il bisogno di sentirsi amati o odiati”.

Famiglia, calcio, fidanzata: dia una priorità.
“Vorrei presto un figlio”.

Quante chat di gruppo ha sul telefono?
“Troppe. Ma sono pessimo con il telefono. Le uniche persone a cui scrivo e rispondo sono mia madre e la mia ragazza”.

Il gol più bello.
“Quello dello scudetto, non lo dimenticherò mai per il resto della mia vita”.

Si considera un leader?
“Il mio stile non è quello di urlare molto. La mia idea per la squadra è avere standard elevati, alzare sempre il livello e assicurarsi che ogni dettaglio sia curato. Non mi piace quando durante gli allenamenti ci sono troppe risate e si scherza troppo. Quindi sì, mi sento un leader, ma ce ne sono altri nel gruppo”.

Ci dica la verità, il suo cuore per chi batte forte?
“Il mio cuore è grande così. A presto”.

Napoli, Vergara: “Allegri mi ha impressionato con una frase. Ecco i miei obiettivi stagionali”

Napoli, Vergara: “Allegri mi ha impressionato con una frase. Ecco i miei obiettivi stagionali”

Antonio Vergara ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino: dalle prime impressioni su Allegri agli obiettivi stagionali, passando per il percorso fatto per arrivare a vestire la maglia del Napoli, ecco le sue parole.

Convinca Allegri a farla giocare domani titolare con il Como

“Spero di convincerlo in allenamento, ma anche come a Genoa mi sta bene. Metto la firma per subentrare in ogni gara, fare un gol e pure un assist. E in più vincere la partita”.

Frattamaggiore, per tutti, è Lorenzo Insigne.

“Pure per me. Io l’ho visto l’altro giorno nel ritiro di Genova, per me è stato sempre un mito come per tutti i ragazzini frattesi che lo vedevano in tv”.

Quante volte ha sognato la notte di Champions con il Chelsea?

“Tante, ma ogni volta ho cambiato il finale del sogno. Perché la vittoria e il passaggio di turno del turno non sono arrivati e questo ha reso amara quella serata”.

Quando era a Reggio Emilia si aspettava che un giorno sarebbe arrivato fin qui.

“Volevo diventare un calciatore del Napoli, ho lottato e stretto i denti per arrivare fin qui, ma non avrei mai creduto di poter essere un uomo chiave di questa squadra. Non ho mai mollato. Di sacrifici ne ho fatti tanti: a 18 anni ero in un monolocale a Vercelli, praticamente da solo. La mia gioventù è andata via così. Ma ne è valsa la pena”.

Stava mollando in questa lunga strada verso la gloria?

“Tante volte. Ma quando ho rotto il crociato stavo alzando bandiera bianca. Ho chiamato i miei e ho detto che ero pronto ad andare a lavorare nella nostra concessionaria d’auto a Caivano. È stato un momento buio”.

Che Serie A è questa?

“Vedo tante squadre che si sono rinforzate, mi sembra un campionato molto più equilibrato e competitivo rispetto a quello della passata stagione”.

Domani arriva il Como.

“Sono impressionato dal loro mercato. È una bella realtà. Io lì? So solo che il Napoli non ha mai pensato di cedermi. Neanche per un istante. E questa è una cosa che mi ha riempito d’orgoglio. Sentire la fiducia del mio club, rinnovare per la squadra del mio cuore è un’emozione difficile da descrivere. E il nuovo contratto è la prova che davvero credono in me”.

Di Lorenzo un giorno potrebbe lasciare a lei la fascia da capitano?

“Un giorno che spero sia molto lontano. Perché un capitano come lui non si trova. È unico, difficile averne uno di migliore”.

Ma in campo lei dove si vede?

“Trequarti, mezzala…. Intanto mi muovo per il campo, vado di qua e di là. Ma si vede, o no?”

C’è una distanza tra voi e l’Inter?

“Per adesso mi pare che ci sia zero: noi abbiamo tre punti come loro, conta la classifica”.

Cosa l’ha colpita di più di Allegri?

“Cerca di creare un legame personale e diretto con ognuno di noi. Scherza, ride, è ironico, fa battute. Una cosa che io apprezzo molto”.

E Conte?

“Era un maniaco della vittoria. Una mentalità unica. Anche se hai vinto 4-0 la sera prima, il giorno dopo lo vedi lì incazzato perché sta già pensando a come vincere la prossima partita”.

Di scudetto parlate tra di voi?

“No e credo che non sia una questione di scaramanzia. Giusto lavorare senza pensarci”.

Un passo indietro: Allegri arriva e le dice…

“Le prime parole mi sono impresse: “Dobbiamo migliorare sulla pulizia tecnica”. Ecco mi ha impressionato. Sapeva già tutto di me”.

Il miglior Vergara?

“Contro il Chelsea, nella notte di Champions. Ci è rimasta qui la qualificazione che non è arrivata. A me e a tutti gli altri”.

Ora arrivano le sfide al Manchester City, all’Arsenal, al Porto e così via

“Partite spettacolari. Non vediamo l’ora di vivere di nuovo quell’atmosfera straordinaria che le notti di Champions sanno regalare. Vogliamo fare bene in Europa”.

Quando si è fatto male dopo che era diventato titolare nel Napoli, ha maledetto il fato che si è accanito ancora su di lei?

“In realtà me la sono presa con me stesso. Sono stato stupido a non fermarmi subito, al primo fastidio. Avrei saltato solo un paio di partite”.

La stagione passata come la giudica?

“Secondi in classifica, la Supercoppa, ci siamo qualificati in Champions: per me è tutto tranne un fallimento. Non ho rimpianti. Ma neppure i miei compagni”.

Si aspettava l’addio di Conte?

“Era così legato al Napoli e a Napoli che mi ha sorpreso”.

Obiettivi di questa stagione?

“Non farmi male, per prima cosa. E poi fare più gol e assist dell’anno scorso”.

Scelga: semifinale di Champions League o lo scudetto?

“Ahi, se proprio devo: la semifinale in Champions”.

Napoli, De Bruyne: “Ecco la differenza tra Conte e Allegri, Gabriel Jesus ci aiuterebbe”. E sul futuro…

Napoli, De Bruyne: “Ecco la differenza tra Conte e Allegri, Gabriel Jesus ci aiuterebbe”. E sul futuro…

Dalla smentita sulle voci che lo vedevano lontano dal Napoli in estate al possibile arrivo di Gabriel Jesus, passando per le differenze tra Conte e Allegri e tanto altro: Kevin De Bruyne si racconta in una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport: eccone la trascrizione.

Sa che il prossimo sarà il 200° gol della sua carriera?

“No, ma è bello scoprirlo. Gioco da 18 anni, tanto tempo, ma ovviamente fa piacere raggiungere questo traguardo”.

Il numero 199 l’ha segnato sabato al Genoa. La famosa situazione-Vasquez: fallo o non fallo?

“Penso che sia 50/50, dipende da che angolazione la guardi: dalla mia, venivo da un lato e lui è venuto verso di me. Comunque la si voglia vedere, sono rimasto un po’ sorpreso ma fa parte del gioco. Le persone parlano tanto, a me non interessa”.

Cosa le rimane del suo primo anno italiano?

“Ho iniziato bene, ma l’infortunio ha rovinato l’intera stagione: rientrare a marzo e recuperare il ritmo quando tutti sono al top della forma è dura. Quando mi sono fermato eravamo primi e stavo giocando bene, ma se perdi cinque mesi cosa puoi dire?”.

Sarà il suo ultimo atto con il Napoli?

“Dipende. Per ora ho un’opzione per un altro anno e non c’è fretta di parlarne. Come ho detto, voglio essere felice, la mia famiglia deve essere felice e il club deve essere felice. Vedremo a marzo o giù di lì”.

Cosa vede nel suo futuro?

“A volte pensi di smettere oppure di giocare altri cinque anni. A 35 anni puoi valutare di stagione in stagione a seconda di come ti senti e delle sensazioni. Per me è importante divertirmi, stare bene e che la mia famiglia sia felice”.

E nella vita?

“È lo stesso. Quando decideremo che sarà finita, magari tra uno, due o tre anni, potrò viaggiare e sciare, giocare a golf e stare con i bambini. Al City ho preso la licenza Uefa A e B e mia moglie mi dice: sarai un buon allenatore. Quando smetterò le ho detto che per uno o due anni non farò nulla, e comunque non penso di voler allenare. Forse lavorerò nel calcio, ma nel management. Mi piace anche il business”.

Ha mai pensato al ritiro dopo l’infortunio?

“No, in quel momento no. Ma a volte ci penso. Penso al mio futuro, ai miei figli che non sono più piccolissimi e a quale sia la decisione migliore da prendere per il futuro. Tutto normale in questa fase della mia carriera”.

Ha mai pensato di lasciare il Napoli?

“Mai. Mai detto questo. Il fatto è che quando dico qualcosa sono molto diretto, ma a volte alla gente non piace e ci ricama sopra tante storie. Tutta l’estate a parlare di “Kevin qua, Kevin là”. Non sapevano dove fossi e dove fosse la mia famiglia. Tengo molto alla mia privacy”.

Cosa non ha funzionato con Conte?

“Succede, non è un grande problema: non puoi legare con tutti nella tua carriera e va bene così. Non sono l’unico, a volte le persone hanno visioni diverse del calcio. Tutto normale”.

Cosa può portare Gabriel Jesus al Napoli?

“Qualità. Qualità in attacco con la palla, nel gioco di sponda e nella manovra. Probabilmente è un profilo che non abbiamo, diverso rispetto a Rasmus o Lorenzo. Se arrivasse, potrebbe aiutarci. Anche con l’esperienza: sa come si vince. È importante, vedremo cosa accadrà”.

Differenze tra Conte e Allegri?

“Conte è molto rigido, più focalizzato sul rapporto professionale. Calcio, calcio, calcio. Pensa solo al calcio. Non c’è connessione personale con i giocatori. Allegri invece è un po’ più sciolto, più informale, e da quanto ho potuto vedere cura di più il legame personale. Ogni allenatore è diverso dall’altro e io ho lavorato con tanti allenatori diversi”.

Serie A, quota Scudetto mai così bassa dal 2001 ad oggi: il dato

Serie A, quota Scudetto mai così bassa dal 2001 ad oggi: il dato

Alla tredicesima giornata di Serie A, Milan e Napoli sono capoliste a quota 28 punti. Era dalla stagione 2001/2002 che la prima in classifica non aveva un punteggio così “basso”.

All’epoca in testa c’era l’Inter di Hector Cuper, ma quel campionato fu vinto dalla Juventus nell’ormai famoso 5 maggio.

I bianconeri conclusero la propria stagione vincente a 71 punti in una Serie A da 18 squadre. Ciò significa che la loro media punti era di 2,088 ad incontro.

In un campionato da 20 squadre come quello attuale, tale media comporta un punteggio finale di 79 punti. Sarebbe il secondo bottino più basso di sempre (l’Inter vinse con 76 nell’annata 2005/2006, beneficiando però della non assegnazione dello Scudetto alla Juventus per via del caso Calciopoli) per la squadra campione d’Italia.

Infine, è doveroso ricordare che la Juventus, alla tredicesima giornata, aveva totalizzato appena 21 punti. Guardando la classifica al giorno d’oggi ed ipotizzando che tutte le squadre con almeno 21 punti possano riuscire nella stessa impresa, la Serie A si ritrova con sette contendenti al titolo.

Fabrizio Parascandolo