Ecco le dichiarazioni del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, al termine della stagione azzurra.
“Momento di crisi a metà campionato? Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione e in quel momento potrebbe aver pensato che questa è una piazza che pretende tantissimo. Io lo pregai di prendersi due settimane sabbatiche. Qualche mese fa lui mi ha chiamato chiedendo di incontrarci. La nostra amicizia è iniziata alle Maldive circa quindici anni fa. Qui per me è casa sua, ma se non si sentiva più sereno con una modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare in un certo modo…
“Il Napoli non è il Psg, il Bayern Monaco o le cinque squadre inglesi, abbiamo dei budget da rispettare e il campionato italiano che non è così straordinario. Poi complicazioni della Federcalcio, di procuratori che vogliono dire la loro, il governo…
“Prossimo allenatore? Calma, calma. Se Conte domani pomeriggio mi confermerà la sua decisione, valuteremo la soluzione migliore. Il Napoli sarà sempre competitivo.
“ll problema non è tanto cosa farà il Napoli, ma come va rifondato il calcio italiano. L’ho detto a Malagò, non è un problema da nulla. Potrebbe anche accadere che la Lega Calcio decida di uscire dalla Federazione, come in Inghilterra. Lotito controllava anni fa anche i voti della B, ma perché dobbiamo fare un campionato a destra e uno a sinistra della classifica?
“Guardate il campionato inglese, i livelli delle squadre sono alti. Il governo inglese ha investito un miliardo e mezzo di sterline. Guardate l’Arsenal, che era la settima o ottava forza, quest’anno ha vinto. Ci sono piccole squadre che hanno vinto il campionato e investono parecchi milioni nel mercato. Il Governo inglese diede un miliardo e mezzo di sterline all’Arsenal per poter costruire lo stadio; qui sorrido quando leggo le cifre degli stadi di Milano e Roma.
“[All’Arsenal, ndr] Gli hanno dato il permesso di fare edilizia urbana nel centro di Londra. Con questa forza, dopo Wenger, sono arrivati anche settimi e sesti: il signore che ha vinto, [Arteta, ndr], ci ha messo tre o quattro anni, e se lo sono potuti permettere perché avevano quella cifra da parte”, ha detto De Laurentiis.


