Redazione

Ci credevamo solo noi! 

Passati alcuni giorni dall’ulteriore occasione buttata al vento, è tempo di analisi a freddo più approfondite.

Partiamo dal dato numerico: due partite in casa, un punto. Aspetto algebrico di non poco conto e di per sé esplicativo.

Ma il misero punto conquistato avrebbe lasciato il tempo che trova, se in queste due partite avessimo visto un Napoli lottare contro i propri limiti, gettare il cuore oltre ostacolo e fermarsi davanti, solo e soltanto, alla cruda verità che dichiarava i nostri avversari più forti di noi. 

Niente di tutto questo. Se si vanno a rivedere le ultime due partite, l’amaro in bocca aumenta sempre di più. Purtroppo si capisce chiaramente che il Napoli ha perso le partite per suoi demeriti e non per meriti altrui.

Imbarazzanti le prove di alcuni calciatori, incapaci di lottare, compassati, arrendevoli al primo contrasto dell’avversario. 

Se con la Fiorentina si poteva pensare a un avversario tatticamente messo meglio in campo, e atleticamente più in palla, con la Roma abbiamo avuto la riprova che nulla di tutto questo fosse vero.

Contro i giallorossi, siamo passati in vantaggio dopo aver ingabbiato tatticamente sulle ali i giocatori avversari. Gli azzurri erano messi nella migliore condizione psicologica possibile, lo stadio era un alleato in più ma, nonostante tutto questo, gli azzurri sono caduti sempre negli stessi errori. 

Il copione al Maradona, dove abbiamo una media punti imbarazzante, è sempre lo stesso: primi venti minuti degli azzurri scoppiettanti, poi gli avversari prendono le misure e il Napoli crolla al primo soffio di vento.

Che si chiami Fiorentina, Roma o Spezia, gli avversari così come fa il cobra con la preda, soffocano gli azzurri a centrocampo, immobilizzano Victor Osimhen e progressivamente diventano padroni del campo con il puntuale mortifero gol che taglia gambe e speranze ai cuori azzurri. 

Dispiace dirlo ma i fatti parlano chiaro, ci credevamo davvero solo noi a questo tricolore.

Questa affermazione, per quanto faccia male a bocce ferme, ha tanto di vero, basti pensare all’ennesimo evanescente mercato di gennaio fatto dalla Società. 

Se una squadra ha la possibilità di vincere un tricolore, non può prima vendere un possibile titolare (Manolas) e sostituirlo solo a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato con Tuanzebe giocatore (in prestito) elegante comprimario che da anni non giocava nella sua squadra di proprietà.

Di Terzini sinistri manco a parlarne … e per fortuna che il destino ha voluto che Mario Rui reggesse egregiamente tutto il campionato, perché senza di lui sicuramente le nostre speranze tricolori sarebbero svanite ancora prima di iniziare. 

Fa male dirlo ma ci credevamo solo noi se, con una squadra spuntata che da tempo fatica a segnare, si lascia Mertens in panchina e non si osa mai un tandem Dries-Osimhen. 

Evidentemente quello che contava anche per Mr. Spalletti era in primis non prenderle, per raggiungere l’obiettivo da sempre dichiarato da lui e dalla società, la qualificazione in Champions, che per carità è risultato ragguardevole, ma certamente non quello che noi tutti, in questa situazione, ci aspettavamo. 

Nella vita non ci dovrebbero mai essere rimpianti e purtroppo, per le dinamiche del campionato, noi tifosi anche quest’anno ne avremo. 

La Champions per chi da anni flirta con il tricolore è, come si dice da queste parti, acqua che non toglie sete!

Il ritorno nell’Europa che conta mette sicuramente apposto i bilanci, ma non colma il nostro sogno nel cuore.

E a volerla dire tutta, il tifoso inizia anche a essere molto preoccupato perché ha assistito, da settembre ad oggi, a un’involuzione di gioco della nostra squadra che non lascia dormire tranquilli. 

La Champions sembra arrivare grazie al lavoro pregresso, non certo per quello che si sta vedendo da un paio di mesi a questa parte. Paradossalmente il risultato sportivo sembra che si stia raggiungendo più per i demeriti degli avversari, Atalanta e Juve su tutti, che per meriti nostri. 

In un anno in cui per vincere lo scudetto non serve una quota punti elevata, si può chiaramente affermare che sarebbe stato il momento buono per provarci!

E tutti noi tifosi l’avremmo voluto fare con un mercato invernale che portasse qualche sicurezza in più, introducendo in campo tutta l’artiglieria pesante e non tenendo in naftalina il goleador di tutti i tempi della storia del Calcio Napoli. 

Perché per noi il sogno nel cuore non è solo un coro da stadio o uno slogan da scrivere sulle magliette, per noi è un desiderio nel quale NOI veramente, e consapevolmente, crediamo! 

Gennaro Di Franco 

2 Risposte

  1. caro Gennaro, condivido la tua analisi ; come sempre precisa e realistica !
    A gennai avremmo potuto acquistare, ad una cifra ragionevole, un terzino sinistro di fascia giovane, che ha un futuro. Trattasi di Fabiano Parisi – 21 anni – alto 1,78 , di Serino (mio compaesano). L’ho visto giocare da ragazzino e sono convinto che esploderà. Ma il Napoli cerca giocatori all’estero , o comunque giocatori stranieri , e chissà se il costo del cartellino è veritiero o camuffato.
    E veniamo a questo campionato . Non mi risulta che in passato il Napoli abbia perso tante partite in casa e con un gioco indegno di una squadra che punta al titolo! Per segnare si ci affida a lanci lunghi (alti e non rasoterra – come dovrebbe essere) e non ad un gioco corale. L’unico giocatore che ama il fraseggio e segna tanto, viene rimasto fuori! (ovviamente, Mertens). Mi chiedo, inoltre, come mai tanti infortuni? Anche in questo siamo da record! Lo staff tecnico è indenne da colpe? Chi lo ha portato questo staff tecnico ? Sono disgustato. Seguo il Napoli da 70 anni (oggi ho 79 anni) e forse, come tanti , smetterò di seguirlo!
    Pompeo

  2. Analisi puntuale e condivisibile: ci credevano davvero solo i tifosi! Non voglio fare dietrologia spiccia ma per la società vincere lo scudetto, da un punto di vista economico, vale meno di un posto in Champions: sarebbe stato più dispendioso (leggasi premi e richieste di aumenti di stipendio) e non avrebbe consentito il rinnovamento della rosa ormai acclarato e accettato dalla maggioranza dei tifosi. Per rivincere lo scudetto dobbiamo sperare in un cambio al vertice della società.

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