Opinioni Redazione

DODICESIMO UOMO – La casetta in Canada

Aveva una casetta piccolina in Canada, con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà…Chi da bambino non ha mai  cantato questa canzone? Forse lo stesso capitano Lorenzo Insigne da piccolo, con il pallone al braccio, mentre andava ai campetti ad allenarsi, cantava e fischiettava questa canzone.

Forse sarà stato questo a far decidere al nostro Lorenzo di tentare l’avventura canadese. Molto più probabilmente, per i meno romantici, anche la montagna di dollari ha fatto tanto.
Di una cosa siamo certi, che la sua decisione, per quanto possa essere importante e remunerativa, non è stata presa a cuor leggero. Lasciare Napoli e la maglia azzurra peserà tantissimo al ragazzo di Frattamaggiore che sulla gamba, a mo’ di coperta di Linus, è bene ricordare a tutti, ha tatuato il nostro Diego Armando Maradona, come farebbe ognuno di noi, perché lui è uno di noi!

Poco conta questa scelta che, a scanso di equivoci, dichiaro subito, non mi farà mai cambiare idea sul Lorenzo uomo e giocatore. Insigne è, e resterà per sempre, un orgoglio per questa terra e per questi colori.
Ma non è ancora il tempo degli addii, e per quanto l’argomento sia importante, qua si corre il rischio di finire fuori strada e ancora una volta questo maledetto/benedetto calciomercato può portare gli azzurri fuori pista.
Riuscirà Luciano Spalletti a non far perdere la bussola agli azzurri? Riuscirà a tenere dritto il timone della nave in un mare in tempesta a causa della Coppa d’Africa, della pandemia e del mercato?
Certo è un compito davvero difficile che solo un condottiero navigato e di lungo corso come lui può portare a termine.

Un dato è certo: sia la squadra che la tifoseria appaiono smarriti e disorientati, la società, inoltre, con la cessione prematura di Manolas, ma soprattutto senza l’immediato rimpiazzo, appare confusa o forse, peggio ancora, lo è.
Il girone di andata è finito malamente. Diciamoci la verità, la sosta natalizia è iniziata con una sconfitta in casa contro la matricola Spezia che nemmeno il più ottimista dei tifosi liguri avrebbe mai pronosticato.
L’analisi è sempre la stessa, questa squadra è capace di tutto. Venivamo da una vittoria fuori casa al San Siro con il Milan, si pensava già a trascorrere un periodo di vacanze felice e sereno grazie alla speranza di avere un Napoli finalmente competitivo e con la giusta mentalità, capace di lottare fino all’ultimo per il tricolore, ed invece… solito film, solito copione.
Ancora una volta ci siamo dovuti arrendere ad un finale già scritto: Napoli versione Verona, che corre a vuoto, incapace di lottare, senza la mentalità giusta, quella da grande che, anche in maniera cinica e spietata, vince senza se e senza ma, magari con un solo tiro in porta.

Ed invece niente di tutto questo, ancora una volta usciamo fuori dal Maradona perdenti sul campo, ma soprattutto quello che più conta, ed è difficile da digerire, nella mente!
Speriamo a questo punto che la sosta sia almeno servita a scaricare le tossine accumulate, e che il periodo di vacanza sia stato utile per far capire ai nostri calciatori che più di tutto, più del terzino, del difensore centrale, più di ogni altra cosa al mondo, serve un’altra mentalità, uomini forti destini forti diceva qualcuno….
Si ricomincia con Juve Napoli, partita che per questa piazza definire adrenalinica è davvero riduttivo, per noi è la madre di tutte le partite.
Si va a Torino forti di ben cinque punti di vantaggio e per chi conosce le cose del Napoli sa che, da queste parti, questo non è solo un dettaglio numerico, ma è tanta, ma tanta roba.

Una vittoria in casa dei bianconeri sarebbe davvero il giusto toccasana per una squadra ed una tifoseria, servirebbe a mettere subito da parte i tanti fantasmi che si intravedono all’orizzonte e a iniziare nel migliore dei modi un 2022 che speriamo porti tante gioie a noi tifosi.
Vincere quindi, ma come? Spalletti può contare su una rosa davvero risicata. Fortunatamente recupera per l’attacco Petagna, di ritorno da un isolamento fiduciario. Per il resto la squadra da mettere in campo a Torino appare scelta obbligata e povera nei cambi.
La Juve, d’altra parte, non pare stare meglio di noi. Quindi, niente alibi, scendiamo in campo per vincere! Perché contro i bianconeri noi napoletani da sempre abbiamo un conto aperto, d’altronde, si sa, la befana tutte le feste porta via e magari trovare tre punti nella calza servirebbe a tutti noi tifosi a spazzare via anche la malinconia, che questo maledetta pandemia non ci porta ancora via.

Gennaro Di Franco

Risposta

  1. Nel girone d’andata Insigne ha totalizzato, in 15 presenze, 4 reti, tutte dal dischetto, e 4 assist. Medie al di sotto dei suoi standard degli ultimi anni. Probabilmente, tra le altre cose, ha pesato la prolungata trattativa per un rinnovo di contratto, che non si è concretizzato. Non entrando nel merito delle sue scelte, spero che almeno l’accordo raggiunto con il Toronto gli dia quella spensieratezza tale da fargli approcciare il girone di ritorno con altro piglio (sarebbe bello chiudere la sua esperienza partenopea in bellezza) e che non sia, invece, già con la testa (oltre che con la casetta!) in Canada. Ciò premesso, qualunque sia il futuro di Lorenzo, auguro sia a lui sia al Napoli tutto il meglio possibile.

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