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DODICESIMO UOMO – L’assordante silenzio del Napoli nei confronti dei propri tifosi

Benvenuti a Napoli, la nuova Pyongyang.

Nell’era della comunicazione di massa immediata e della diffusione dei social, città e tifosi sono a tutti gli effetti vittima di una censura comunicativa da far invidia anche ai più grandi regimi totalitari del mondo. Tutti noi, dopo un silenzio stampa durato tutto il girone di ritorno, aspettavamo con ansia la fine del campionato per sentire i nostri beniamini, l’allenatore ed il presidente, per fare finalmente chiarezza su quanto accaduto quest’anno. Ed invece, dopo la “sciagurata” notte di Napoli-Verona, nessuno ha ritenuto necessario, e nemmeno utile, darci quanto meno una spiegazione logica della nefasta sconfitta a culmine di un anno dai contorni grotteschi.

Evidentemente a nessuno importa il morale di una tifoseria che da oltre una settimana è in preda allo sconforto più totale. Sciolti come neve a sole, il giorno seguente all’ultima partita di campionato, allenatore e giocatori hanno dato vita ad un rompete le righe irriverente ed irritante. Non una parola di scuse, non una spiegazione tecnica su come si fosse sviluppata la partita. Nella migliore delle ipotesi solo commiati con un “ciao Napoli, ti saluto, baci e abbracci!”.

La società, subito dopo la partita, ha liquidato Gattuso con un messaggio social dal sapore beffardo, ma se era possibile, ha fatto ancora peggio nei confronti di noi tifosi, non ritenendo necessario indire una conferenza stampa per spiegare i contorni di una vicenda dai chiaroscuri marcati. Allo stesso modo non sono arrivate le scuse ad una tifoseria intera letteralmente  sedotta e abbondonata proprio sul più bello, a 90 minuti dalla fine di un percorso annuale tortuoso e difficilmente interpretabile.

La domanda da farci oggi allora è senza dubbio “a chi giova tutto questo silenzio”?

Ai tifosi certamente no! In un anno in cui la società si è fatta scudo della “scaramanzipartenopea” pur di non fare chiarezza, tutto questo silenzio non ha fatto altro che alimentare la cultura del sospetto e del complotto. Ecco che allora fa indubbiamente piacere l’arrivo a Napoli di un allenatore di provata esperienza come Luciano Spaletti, ma i saggi dicono che il tempo regge l’atto, ed ora sarebbe opportuno, prima di andare avanti, chiarire il passato, per avere un futuro senza nuvole, possibilmente azzurro!

Per amore dei tifosi la società dovrebbe essere dunque tenuta a fare luce, convocando magari una conferenza stampa che definisca tante cose rimaste nel dubbio. Sarebbe, ad esempio, bello capire se il rinnovo a Gattuso sia stato proposto, sarebbe bello capire come mai Demme, dimostratosi perno insostituibile del centrocampo azzurro, non ha giocato nella partita più importante dell’anno, sarebbe bello capire se noi tifosi, oltre al danno dell’autoproclamata Superlega, dobbiamo aggiungere pure la beffa, o se possiamo ancora sperare nella giustizia della FIFA che porti il nostro Napoli in Champions League.

Tutto questo non è dato sapere. Si pensa evidentemente che ai tifosi non è dato pensare, ma solo tifare. Questo sarebbe un errore madornale, perché il tempo di “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato” in questa città è ormai passato. I sostenitori azzurri, sparsi in tutto il mondo, meritano un rispetto che si può dare solo con la chiarezza!

Gennaro Di Franco

Risposta

  1. Ben detto, completamente in accordo Gennaro…Forza Napoli.

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