Redazione

DODICESIMO UOMO – L’importanza del tifo

Nemmeno il tempo di gioire per una partita vinta che, nel post gara di Napoli Parma, ci siamo ritrovati in un altro incubo, in un film ahimè già visto tante volte…Gattuso-De Laurentiis ai titoli di coda.

Non bastava un Napoli che aveva perso una Supercoppa, non bastava vedere piangere Capitan Insigne per un rigore sbagliato, non bastava la sconfitta di Verona…no, nemmeno il tempo di prendere un brodino caldo corroborante dal gusto unico della Vittoria che ci siamo trovati nel post partita con Gattuso allenatore in pectore del Napoli a dire che lui qui a Napoli non è a suo agio…a dichiarare che lo è solo quando si trova a Castelvolturno, a lavorare con la propria squadra, e che si sentiva deluso dal Presidente che sta sondando altri allenatori per la sua successione…

Apriti cielo………ed eccoci rimpiombati nel solito gioco di fine mandato tra Società e allenatore di turno che si fanno una guerra silente, in questo caso nemmeno tanto silente, a danno di tutti… in primis di noi: squadra e tifosi. Situazione già vista con Mazzarri, Benitez e Sarri!

E pensare che, ironia della sorte, in altri luoghi e con altre squadre, dopo una partita come quella contro il Parma, si sarebbe sicuramente parlato di vittoria da grande squadra, che pur in piena emergenza, senza attacco e con una partita ogni tre giorni, riesce a strappare la vittoria. Invece ci siamo ritrovati a parlare di ennesima rifondazione.

Alla vigilia di un mese decisivo per il futuro, non di questo campionato ma del Napoli, tutto questo proprio non ci voleva. Senza esagerare infatti una mancata qualificazione alla Champions League, e conseguentemente la perdita dei suoi introiti, porterebbe Napoli, società e città, a rivedere i suoi piani futuri, facendo rimpiombare tutti in un progetto di ridimensionamento deleterio ad ogni compagine di questa vicenda.

E quindi è il momento di sgombrare il campo dagli equivoci. La richiesta di noi tifosi, che amiamo la maglia più di ogni altra cosa, è che, senza sé e senza ma, il Napoli e gli attori interessati risolvano in fretta le proprie beghe personali e i propri rancori, perché a noi interessa un Napoli vincente, che non finisca nelle paludi di un campionato italiano, e vogliamo che prevalga il bene comune, che in questo caso si chiama NAPOLI!

In questa vicenda la riflessione e la domanda che vorrei porre a tutti è: “Vi siete resi conto, a questo punto del campionato e del momento storico che viviamo, quanto sia importante la figura del tifoso allo Stadio?

Sono sempre più convinto che, in questo periodo maledetto, quello che davvero manca a Gattuso e ai suoi uomini sono i tifosi, quelli per cui giocatori come Demme e forse lo stesso Ringhio hanno scelto di venire a lavorare qua, magari rinunciando a partite di Champions o ad ingaggi più elevati.

In altri posti non è forse un dramma giocare senza tifosi, anzi…. in alcune piazze, da sempre abituate a stadi deserti, è diventato anche un vantaggio quando poi si gioca fuori casa in stadi come il San Siro, l’Olimpico o l’ex San Paolo. In questi stadi il tifo ha un peso specifico, che spesso porta alle proprie squadre almeno dai quattro ai sei punti in più a campionato.

Ma voi ve lo immaginate, dopo un goal come quello di Elmas, domenica il vecchio San Paolo cosa sarebbe diventato?Vi immaginate con quanta forza in più potrebbe correre oggi il ritrovato Lozano nelle sue scorribande sul prato  del Diego Armando Maradona?

Lo stesso Gattuso, sanguigno uomo del sud, ne avrebbe sicuramente giovato e sicuramente, dopo tanto manifestato affetto, ci avrebbe pensato più di una volta prima di dire che a Napoli non è a suo agio.

Auspico che questo incubo degli stadi deserti finisca quanto prima. Magari in questa assenza chi parlava di ‘stadio virtuale’ avrà capito che va bene tutto…ma questo sport è fatto di calore, passione, abbracci e folclore, e non soltanto di audience e dati statici utili a vendere gli spazi pubblicitari in tv o a dividersi gli introiti delle Pay-tv.

Chiudo con una riflessione per tutti noi …Un Vero Tifoso ha tutto il diritto di criticare un modulo, una prestazione sbagliata o un atteggiamento errato, ma senza poi sfociare oltre questo.

Per il bene della nostra squadra isoliamo i “leoni da tastiera” e facciamo che passi un concetto fondamentale: non si confonda mai la libertà di espressione con la libertà di insultare, al punto tale che un nostro allenatore o giocatore stanco non si senta più facente parte del progetto Napoli…progetto appunto.

E quindi testa sul manubrio, che c’è molto da pedalare… mercoledì è già semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta. Quale miglior occasione per tornare a sorridere?

Gennaro Di Franco

3 Risposte

  1. Spero solo che Noi tifosi Napoletani potremo presto ritornare al DIEGO ARMANDO MARADONA per dare tutto l’affetto alla nostra squadra e far sventolare le nostre bandiere di colore AZZURRO

  2. Disamina puntuale, competente e super partes: da prendere ad esempio. Complimenti!!
    Per quanto mi riguarda, in questo delicato periodo storico, tutte le squadre europee stanno affrontando difficoltà enormi (economiche e sportive) e molti allenatori finiscono sulla graticola ma, purtroppo per noi, hanno alle spalle società presenti e strutturate per assorbire i contraccolpi di questo calcio virtuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *