Redazione

DODICESIMO UOMO – Angoli di Paradiso

Nella nostra città da oltre un mese si vive l’assenza del campione di calcio piu grande di sempre. 

Non c’è strada, piazza o palazzo dove non ci siano segni commemorativi in onore di Diego Armando Maradona…basta alzare lo sguardo per trovare murales, bandiere e manifesti in onore del capitano azzurro.

In parallelo, singolarmente, ogni tifoso azzurro sta cercando, con tutte le difficoltà del caso dovute alla pandemia, di rielaborare un vero e proprio lutto personale.

Capita così che, in attesa di poter varcare le soglie dello Stadio a lui dedicato, ogni napoletano spontaneamente effettui il proprio pellegrinaggio individuale presso tutti i luoghi cult e piu rappresentativi della permanenza di Diego nella nostra citta, cosi per darsi forza…per cercare in questo modo di sentirsi meno solo.

Via Scipione Capece, Forcella, Piazzetta Nilo, i Murales di Barra ed ora anche quelli di Quarto sono diventati meta di un vero e proprio cammino di Santiago sportivo. 

In questo caso, però, i pellegrini anziché portare la conghiglia al petto, proprio come si fa per il cammino spagnolo, indossano, come segno distintivo, una sciarpa, rigorosamente  bianca azzurra!

Così anche io, pellegrino del mio tempo, ho deciso di recarmi al Centro sportivo Paradiso, nome omen, di Soccavo.

In questo luogo, tutto ebbe inizio, e vi assicuro che per ogni tifoso rappresenta davvero un posto magico. Ed infatti, come per magia, non appena appresa la triste notizia, senza alcuna necessità di coordinamento, sono apparse spontaneamente “al mitico cancello azzurro” del campo sportivo, sciarpe, cappelli e bigliettini di amore e  di ringraziamento per il nostro campione.

Sul posto in un silenzio tombale, sciarpa al collo, con tanta commozione ho mestamente preso consapevolezza, una volta in più, di come la nostra città sia davvero un luogo dalle forti contraddizioni.

Come può essere che nel posto dove si è allenato il più grande di sempre, palcoscenico di spettacoli ineguagliabili, ci sia oggi soltanto sterpaglia e segni di devastazione? 

La vista di uno spettacolo così degradante per chi come me, giovanotto e tifoso in erba, ha passato tante ore in questo luogo a cantare e a sperare di vedere i propri beniamini, lascia davvero tanto amaro in bocca e spezza il cuore.

E così per scacciare la malinconia ti rifuggi nei tuoi ricordi personali…quelli piu’ intimi da tifoso che ti porterai per sempre con te nel tuo cuore e nella tua mente, dagli applausi e i cori all’arrivo della squadra, alla stretta di mano ricevuta da Policano, l’abbraccio di Altomare Capitano, Il sorriso ricambiato di “Batman” Tagliatela… e non possono mancare le tante “sbirciate” nella griglia del cancello per  vedere dal vivo come la squadra effettuava le ripetute sulla salitina all’ingresso. …..ah che bella cosa essere tifoso del Napoli!

Oggi sul muro perimetrale quasi come una dichiarazione testamentale accanto ad un murales che ritrae Diego, tenero papà, con sua figlia Giannina viene riportata una sua frase: “VOGLIO DIVENTARE L’IDOLO DEI RAGAZZI POVERI DI NAPOLI, PERCHÉ LORO SONO COME ERO IO A BUENOS AIRES”.

Ecco basta questa frase per far capire al mondo intero perché per noi Diego è stato e sarà per sempre il più grande di sempre.

Ecco da questa frase si deve partire per riqualificare il centro sportivo, con l’auspicio che si apra un giorno per i ragazzi di Napoli.

In una citta con pochi spazi verdi e di aggregazione, dove gli impianti sportivi sono merce rara, è necessario che questo spazio venga al più presto riqualificato. 

Ecco, sono sicuro che se oggi si chiedesse a tutti i cittadini qual è il luogo del cuore della propria città che vorrebbero salvare dall’incuria e dal degrado la stragrande maggioranza risponderebbe: il Centro Paradiso di Soccavo, la casa del più grande di sempre!

Gennaro Di Franco

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