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ADL: “Ripartire con gli stadi chiusi significa autocastrazione”

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato durante il convegno “Ricostruire parola alle Imprese” tenutosi in serata presso il Palazzo dello Sport di Castel di Sangro, in collaborazione con la Regione Abruzzo. Ecco un estratto del suo discorso:

“Proviamo a guardare sempre avanti, ma da 20 anni troviamo un freno pazzesco. Confindustria è stata assente, pensavano al terzo millennio come caratterizzato dei beni immateriali, ma io nel cinema c’ero già dentro, nel calcio invece non sapevo nulla, mi interessava che in sala come al cinema, c’è uno spettacolo che unisce tutti.  Ricordo che quando ho preso il Napoli non sapevo nulla di calcio ma mi intendevo di industria. All’Unicredit mi dissero “No il calcio no! Noi siamo tifosi dell’Inter e non abbiamo dato a Moratti nemmeno un euro”. Io presi il Napoli con i miei soldi e non me ne sono mai pentito.”.

In risposta poi a Giuseppe Castagna: “Il coraggio devono averlo anche i banchieri, per non essere dei bancari. Ho sempre immaginato cosa voleva il pubblico prima di mettermi al lavoro, e su 400 film non ne ho sbagliato uno. Tra venti società italiane, la mia è l’unica non indebitata, anzi ha una riserva di liquidità notevole. Se lavori in modo corretto porti a casa i risultati..

“Il problema del calcio italiano è che va rivisitato completamente, sembra che siamo dei dipendenti della UEFA. Stanno aumentando i positivi, non so cosa succederà a Settembre.  Ripartire con gli stadi chiusi significa autocastrazione. Le squadre della Lega, che sono 20, nell’anno calcistico 19/20, hanno collezionato circa 4 miliardi di debiti.”

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