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AIC, Calcagno: “L’Inter al San Paolo con la prima squadra”

Lunga intervista ai microfoni di Radio Punto Nuovo per il vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno, il quale ha dapprima affrontato la questione orari relativi alle partite di Coppa Italia e Serie A che si disputeranno a partire dal 13 giugno: “La nostra posizione è abbastanza chiara, dovrebbe essere una posizione di sistema, non solo dei calciatori. Giocare alle 16:00/16:30 in certi periodi dell’anno diventa un problema al Sud, ma anche altrove. È un modo per tutelare la salute dei calciatori che saranno sottoposti ad un tour de force, impiegarli in quegli orari potrebbe significare metterli ancora più a rischio. Credo sia interesse di tutti preservare i nostri calciatori che in un finale di stagione così difficile potrebbero avere infortuni sopra la norma. Giocare in due fasce orarie e spalmare le partite da giocare? Non abbiamo avuto riscontri su questo, la nostra richiesta è togliere lo slot del pomeriggio e giocare soltanto nei due pre serali e serali”.

Sulle polemiche relative alle date ravvicinate di semifinali e finale di Coppa Italia, motivo per cui l’Inter aveva minacciato di scendere in campo con la Primavera al San Paolo, Calcagno ha poi aggiunto: “Al di là delle minacce, penso che lo spostamento delle ultime date possa essere la soluzione definitiva. Non credo si darà seguito a questa situazione e penso invece che l’Inter scenderà in campo al San Paolo con la prima squadra, certamente ci sarà chi si troverà svantaggiato ma è una situazione difficile da ottemperare in maniera equa per tutti. Per quanto riguarda invece la questione diritti tv, penso che possa essere risolta solo dal Governo. Gli interessi economici in gioco sono elevati e non è giusto che qualcuno si avvantaggi o venga svantaggiato dalla ripresa. La ripresa è funzionale nel far ripartire il sistema, compresa Serie B e Serie C. Dare continuità è fondamentale, mi aspetto che sotto questo punto di vista si trovi una sintesi quanto prima”.

Piccola chiosa finale per Calcagno sull’attuale situazione contratti dei calciatori in scadenza: “Bisogna capire cosa si può fare giuridicamente. Noi abbiamo la responsabilità, come sistema sportivo, di non invadere campi che non ci competono. Se si scrivono cose non sostenibili giuridicamente, diventano anche impugnabili. La mia idea, condivisa da tanti colleghi avvocati, è che non si possa influire su rapporti privatistici di lavoro e che quindi non può esserci un ente esterno che modifichi unilateralmente la durata del contratto. Ad oggi, per come si sono sviluppate le raccomandazione della FIFA, nel caso in cui il calciatore abbia già un accordo con un’altra società o per un prestito, dovranno essere le due o tre parti coinvolte a prendere una decisione”.

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