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Gattuso: “Oggi abbiamo toccato il fondo. La squadra ha deciso di andare in ritiro”

L’allenatore azzurro Gennaro Gattuso ha Parlato ai microfoni di Dazn al termine della sfida contro la Fiorentina: “Non c’è stato nessun passo indietro. Nel primo tempo abbiamo fatto qualcosina ma non basta. Oggi bisogna chiedere soltanto scusa ai tifosi e alla città tutta, è stata una prestazione imbarazzante. Per un allenatore è difficile spiegare quest’involuzione in così poco tempo. Nelle ultime gare abbiamo fatto prove migliori nonostante tutto, oggi qualcosina solo per 20-25 minuti. Siamo stati inguardabili”.

Sulla difficoltà di giocare al San Paolo: “Non pensiamo al San Paolo o all’ambiente. Siamo privilegiati, giochiamo a calcio e facciamo un lavoro che da bambini era un gioco. Non cerchiamo alibi assolutamente. Il primo responsabile sono io, devo analizzare cosa non funziona. Il problema non è uno o due giocatori, sembra che ci siamo incontrati stamattina con il gruppo, ci siamo messi la maglia e siamo andati in campo allo sbaraglio. Non possiamo continuare così, abbiamo toccato il fondo”.

Ed ancora Gattuso, con grande delusione, ha aggiunto: “Durante la settimana vedo una squadra viva, che si allena bene, che riesce a fare cose buone. Poi veniamo qui e siamo piatti, non proviamo a fare nulla, ci facciamo puntare da tutti e facciamo arrivare in area gli avversari ogni volta. Anche nella manovra oggi non ha funzionato nulla di quello che abbiamo preparato. In questo momento mi viene difficile anche spiegare la partita. Ero convinto di poter fare una grande prova, invece son rimasto deluso da tutti. C’è da rivedere qualcosa. Siamo una squadra senz’anima, malata. Pensavamo di esserne usciti quasi, invece siamo ancora malati”.

Sulle scelte in difesa: “Di Lorenzo ha giocato 3-4 partite, con Luperto quando andava a sinistra sul piede forte potevamo sviluppare sia in palleggio che andare a giocare in avanti. Abbiamo cambiato solo la posizione di Luperto, ma alla fine non ci è andata bene ugualmente”.

Insigne è apparso in difficoltà sui continui raddoppi effettuati dagli avversari e l’allenatore azzurro ha commentato così: “Insigne e Callejon devono giocare vicini a Milik, ma oggi è successo pochissime volte. Bisogna sviluppare in maniera diversa la manovra, non fare sempre le stesse giocate. C’è da rivedere tantissime cose, stiamo facendo grandissima fatica a fare tutto”.

Infine una battuta sulle assenze pesanti di Mertens e Koulibaly: “Sono giocatori forti, ma non deve essere un alibi per noi. Ora bisogna stare insieme, vedere anche cosa dicono i calciatori. È un periodo in cui non funziona nulla. Avevo visto una squadra un po’ più viva nelle ultime uscite, invece non abbiamo fatto passi indietro, siamo tornati addirittura alla partita col Parma, anzi anche peggio probabilmente”.

Sono poi giunte nuove importanti dichiarazioni nel corso della conferenza stampa: “Ho parlato con la squadra, ha deciso di andare in ritiro, è una decisione che hanno preso loro. C’è poco da dire, ero convinto della possibilità di fare una grande prova ed invece è stata imbarazzante. Il primo responsabile sono io. Ho visto una squadra piatta e confusa. Partiamo da questo, più che focalizzarci sul gioco, non siamo una vera squadra e sono deluso soprattutto per questo. C’è grande delusione, non abbiamo fatto niente per metterli in difficoltà”.

Sulla necessità di lottare e mostrare orgoglio in questo momento ha poi dichiarato: “Non pensiamo a cosa è successo prima, non pensiamo ai tifosi che non cantano, alle multe, non tutti hanno capito in che situazione ci siamo messi, molti scherzano col fuoco putroppo. Io in campo ero disposto a morire per il compagno, dando l’anima sempre e non è una questione di carattere, ma di amor proprio, di orgoglio. Dobbiamo cercare di fare questo perché siamo dei privilegiati, un gioco che è diventato un lavoro e veniamo pagati profumatamente. Bisogna dirselo in faccia, starò sulle palle a qualcuno, ma tornerà indietro quello che fai. La mia squadra può giocar male, ma non esiste che la squadra di Gattuso non dia una scarpata, non prenda un giallo perché non ci arrivano neanche, non dia l’anima. Ci siamo messi in un frullatore e non tutti l’hanno capito”.

Sulla mancata abitudine a lottare nelle zone basse della classifica: “L’ho detto dal primo giorno, qui s’è giocato per alti livelli per anni, hanno fatto centinaia di punti, ora dobbiamo ragionare da squadra e non perché ci chiamiamo Napoli ma bisogna vincere anche in maniera diversa, con una testa diversa. Parlerò con la squadra, li guarderò in faccia, mi hanno detto che è uscita la voce che voglio dimettermi, ma io sapevo bene cosa andavo ad affrontare, potevo andare in piazze più tranquille ma la mia bravura è di trovare la chiave per entrare nella loro mente e capire chi ha la voglia ed il veleno giusto per andare avanti”.

Sulle possibili mosse di mercato: “Voi la fate facile, ma c’è una lista e posti non ce ne sono attualmente, extracomunitari non ne possiamo prendere. Bisogna fare i conti con queste regole”.

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