Il programma del Lunedì sera

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Napoli, virus influenzale per Hojlund: le ultime in vista del Lecce

Napoli, virus influenzale per Hojlund: le ultime in vista del Lecce

A seguito della vittoria contro il Torino, Antonio Conte ha concesso tre giorni di riposo ai propri calciatori.

Ciò significa che la preparazione degli azzurri, in vista della partita contro il Lecce in programma questo sabato al Maradona, è ripresa nella giornata di martedì.

Giornata in cui, secondo quanto riportato da “La Repubblica”, Rasmus Hojlund è stato fermato da un virus influenzale. Al momento, non sembra esserci particolare preoccupazione a Castel Volturno, ma le condizioni del centravanti danese andranno valutate nei prossimi giorni.

Napoli, Hojlund: “Conte un vincitore seriale, chissà dove saremmo senza infortuni. Arbitri? Spero sbaglino di meno con me”

Napoli, Hojlund: “Conte un vincitore seriale, chissà dove saremmo senza infortuni. Arbitri? Spero sbaglino di meno con me”

L’attaccante del Napoli, Rasmus Hojlund, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni de Il Mattino: ecco le sue dichiarazioni.

“Credo che stia andando tutto come era nelle previsioni, che la mia sia una buona stagione. Ho giocato parecchie partite, sono stato coinvolto in molti gol e aiutato la squadra in ogni aspetto possibile. Mancano due mesi e mezzo e tredici partite al termine del campionato e continuerò a dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere il traguardo più alto possibile.

“Ho ancora tante cose da imparare e sono certo che Conte è l’allenatore giusto per farmi crescere in tanti aspetti. Come è già successo. È vero, rispetto al Rasmus di agosto sono un calciatore diverso, sto ancora migliorando e, anche se non sono giovanissimo, sono sicuro di avere ancora molti margini. Io ascolto Conte, lavoro tanto con lui in allenamento. Mentalmente fortissimo. Sono affascinato dalla sua mentalità: è appassionato, feroce. Ed è un vincente. Anzi: un serial winner, un vincitore seriale. E se non vince lo capiamo subito che non abbiamo vinto…

“Qualificazione Champions? È importante per noi come squadra e sotto l’aspetto finanziario per la nostra società. Ma sappiamo anche che i tifosi sognano di tornare a giocare quella competizione.

“L’eliminazione nel girone? Ci siamo rimasti male, ma non è stato uno choc, almeno io non lo penso. Perché stavamo attraversando un periodo di difficoltà, dovevamo lottare contro gli infortuni e scendendo in campo ogni 3 giorni. Una esperienza unica nella mia vita: non credo di aver mai giocato 9 volte in 27 giorni. Eppure vengo dalla Premier dove si gioca a un ritmo altissimo.

“I miei colleghi in Serie A? Facile dire che il mio preferito è Lukaku, l’ho detto molte volte e non vedo l’ora che torni in campo. Ma penso che David ora stia facendo bene. Poi c’è Lautaro che segna sempre molti gol da molti anni. Domenica ho visto da vicino Malen contro di noi ed è un attaccante particolare, con caratteristiche diverse rispetto alle mie ma è veramente forte.

“Arbitri? Non è facile fare l’arbitro e stare al Var. Bisogna affrontare le cose con maggiore serenità: io dico che il calcio è come la vita dove si può sbagliare. Ma spero che da qui alla fine sbaglino meno quando ci sto di mezzo io.

“Come sono cambiato rispetto a quando giocavo nell’Atalanta? Ho imparato molto e sono più maturo. Sono più forte fisicamente e il modo in cui gioco è migliorato tanto. Quando ero a Bergamo, ero impaziente, volevo ottenere tutto velocemente. Pressavo tutto il tempo, come se non avessi una seconda possibilità. Ora gestisco meglio le mie energie, Conte mi guida con costanza. Presso sempre forte perché è quello che mi chiede il mister, ma cerco di conservare energie per usarle al momento opportuno.

“I tanti infortuni? Chi può dire dove saremmo senza… Ma abbiamo dimostrato di avere comunque molti giocatori all’altezza. Per esempio Vergara, che è una scoperta degli ultimi tempi ma sta facendo molto bene. Ci sono aspetti positivi e negativi: per esempio mi sarebbe piaciuto molto giocare con De Bruyne tutta la stagione, ma il calcio funziona così. Non si può programmare qualcosa prima dell’inizio della stagione. Non posso dirvi dove saremmo ma avrebbe aiutato la squadra avere avuto tutti in salute: ma non so se saremmo ora più vicini all’Inter o tra le sedici migliori d’Europa“, ha detto Hojlund.

“Ti amo, ma allenati sui rigori”: Hojlund risponde all’appello di un tifoso

“Ti amo, ma allenati sui rigori”: Hojlund risponde all’appello di un tifoso

Rasmus Hojlund è stato decisivo in Genoa-Napoli, realizzando un calcio di rigore al 95′. Un calcio di rigore che è valso all’ex Manchester United la doppietta personale e che ha permesso agli azzurri di conquistare i 3 punti.

Eppure, il portiere avversario Bijlow aveva quasi neutralizzato il tentativo dagli 11 metri del danese; e ciò ha fatto trattenere il fiato ai tifosi del Napoli, prima dell’esplosione di gioia.

A fine partita, un tifoso ha lanciato un appello a Hojlund nella sezione commenti di un post Instagram pubblicato dal profilo ufficiale del club: “Ti amo, ma per favore prenditi mezz’ora in più in allenamento per calciare i rigori.”

L’attaccante azzurro ha risposto con un semplice, ma confortante: “Lo so”, senza farsi mancare l’emoji della risata.

Insomma, Hojlund sembra consapevole di aver spaventato per un attimo tutti i suoi tifosi, e soprattutto voglioso di migliorare sui tiri dal dischetto.

Copenaghen-Napoli, la conferenza stampa pre-partita di Conte e Højlund

Copenaghen-Napoli, la conferenza stampa pre-partita di Conte e Højlund

Ecco le dichiarazioni di Antonio Conte e Rasmus Højlund in vista della partita contro il Copenaghen, decisiva per accedere ai play-off di Champions League.

CONTE

“Sono partite importanti, decisive. Sappiamo il percorso che stiamo facendo in Champions, sicuramente domani cerchiamo la vittoria. Un altro risultato non sarebbe positivo. Nella borsetta ho medicine per tutti. Pensiamo a chi c’è e cerchiamo di trovare sempre le soluzioni come stiamo facendo da inizio anno. I giocatori sono qui e sono i più importanti, dovremmo cercare di fare un qualcosa di importante e di fare un’impresa”.

Come sta Lukaku? “Lukaku è da due giorni che lavora con noi. La settimana scorsa faceva una parte di allenamento, adesso sta iniziando ad allenarsi con la squadra a ritmi più intensi. Bisogna avere pazienza, quando sarà pronto darà il suo contribuito. Importante che sia con noi, poi vedremo. Non pensate che possa avere chissà quale tipo di disponibilità in questo momento. L’importante è fare gol, poi che segni un attaccante o un portiere è relativo. Vediamo il bicchiere mezzo pieno, facciamo gol e questa è la cosa più importante. Mancano i gol degli attaccanti? Io uno ne ho di attaccante”.

I tanti infortuni? “Oggi ha parlato il dottore così siamo andati su un argomento specifico. Quando accadono infortuni gravi c’è poco da dire, ci vogliono tre-quattro mesi come successo a Lukaku, De Bruyne, Anguissa. Meret si è fratturato da solo saltando e poi si è staccato il muscolo. Alcune cose puoi spiegarle, altre no. Quando giocano sempre gli stessi c’è un sovraccarico e qualcuno può pagare. La soluzione è semplice, io la vedo molto chiara la soluzione. Stiamo cercando di tenere botta, complimenti ai ragazzi. Inevitabile che siamo in grandissime difficoltà”.

L’infortunio di Neres? “Sono cose inspiegabili, non è questione di campi o di altre cose. Sono annate strane che nascono così, c’è negatività che arriva da altre parti, ma la accettiamo senza piangerci addosso. Ognuno di noi deve dare il massimo e cercare soluzioni. Non siamo maghi, non ci sono persone che fanno magie. Noi facciamo il nostro lavoro nel migliore dei modi onorando la maglia e lo scudetto”.

Il mio percorso a Napoli? “Stiamo facendo un percorso e siamo a metà del secondo anno, viviamo il presente che è la cosa più importante. Siamo focalizzati per fare del nostro meglio domani ed andare poi a guardare il presente. Col presente costruisci anche il futuro, non puoi guardare in là se non fai bene nel presente”.

Gli attaccanti stanno segnando poco? “L’importante è fare gol, poi se lo fanno gli attaccanti o il portiere non importa. Cerchiamo di trovare il bicchiere mezzo pieno, facciamo gol. Poi di attaccante ce n’è uno…”.

Con tutti questi infortuni sembra di essere su Scherzi a Parte? “Il discorso è stato molto chiaro con i ragazzi. Cerchiamo di concentrarci su chi c’è, cerchiamo di trovare sempre delle soluzioni. Lo abbiamo fatto anche in questi due giorni in cui abbiamo preparato la partita, mi auguro che questo possiamo portarlo in campo. Inevitabilmente devi cambiare qualcosina, nell’ultima partita abbiamo perso sia Politano che Rrahmani, anche Neres continua ad avere questo problema alla caviglia che non stiamo riuscendo a risolvere. Dobbiamo trovare le soluzioni senza piangerci addosso, concentriamoci su di noi e su quello che possiamo cambiare e fare bene. Poi quando accadono cose imponderabili diventa difficile. Ma sono fiducioso”.

Vergara? “I ragazzi come Vergara, Ambrosino, Marianucci, devono stare svegli e devono stare pronti perché abbiamo bisogno. Si sono allenati con noi, hanno fatto dei progressi importanti, giocare una partita nel Napoli vale giocare 30 partite in Serie B. Giocarne una in Champions forse ne vale anche 60. Quindi contenti di averli con noi e di vedere questa crescita, devono stare a disposizione pronti a dare il contributo. Ho detto a Vergara: ‘Noi ti aiuteremo, ma tu ci devi aiutare, perché se ti metto in campo è perché mi aspetto un aiuto’. Lui lo può fare, Ambrosino lo può fare, questi ragazzi sono pronti per darci una mano”.

Hojlund? “Posso parlare solo in modo fantastico di Rasmus. È un ragazzo fantastico, ha soli 22 anni ma secondo me ha grande margine di miglioramento. In soli 4-5 mesi è cresciuto molto sotto l’aspetto tattico e fisico, lui capisce molto bene quando attaccare la profondità, il modo di posizionarsi con il corpo quando abbiamo la palla… è un calciatore molto importante per noi, credo che può diventare ancora più forte nel futuro. Lui deve mantenere questa mentalità, essere umile. Lui è molto umile, questo è molto importante per lui e per noi. Lui è fortunato perché può camminare insieme a un calciatore fantastico come Romelu Lukaku, che può insegnargli dalla sua esperienza. Io sono contento di lui e lo è anche Napoli, perché è un calciatore fantastico e un ragazzo fantastico”.

HOJLUND

“Per noi è importante vincere, abbiamo gli stessi punti del Copenaghen ma vogliamo batterlo. Abbaimo un’altra partita in casa contro il Chelsea, ma è chiaro che saremo in una posizione più forte se vinciamo domani, tutti noi vogliamo andare avanti. Siamo un po’ sfortunati per le assenze, ma abbiamo un gruppo molto forte e anche una mentalità forte che ci rende in grado di andare avanti“.

Ritorno in Danimarca? È bellissimo essere tornato qui, è uno stadio in cui ho ricordi molto belli soprattutto con la Nazionale, ma ho anche segnato il primo gol da professionista, senza dimenticare quello siglato con il Manchester United. È uno stadio caldo, c’è una bella atmosfera. Da mesi attendevo questo match, ringrazio mister Neestrup e Cornelius per le belle parole, da ragazzo mi chiamavano ‘mini-Corni’. Il Copenaghen ha avuto una lunga pausa prima di questa partita, ma non è in ritmo partita come noi. Si può vedere in entrambi i modi. Abbiamo qualità per vincere anche se abbiamo giocato pochi giorni fa. Con Conte mi trovo benissimo, è simile a Gasperini ma parla anche in inglese”.

Lukaku? “È importante che Romelu sia con noi, ha personalità ed esperienza, ci può aiutare. Lukaku è veramente forte, l’ho sempre osservato. Per la squadra la sua presenza e il suo ritorno sono un’ulteriore ed enorme spinta. Penso che possiamo giocare insieme benissimo, sia io che lui abbiamo dimostrato di saper giocare insieme a un altro attaccante”.

Un fantastico problema

Un fantastico problema

“Lukaku e Hojlund insieme? Mi auguro ci siano tante partite. In quel caso, può giocare un po’ l’uno e un po’ l’altro, senza dimenticare la soluzione a due attaccanti, come a Udine con Lorenzo [Lucca, affiancato al danese nel finale di gara con l’obiettivo di trovare il gol del pareggio, ndr]”, ha detto Antonio Conte dopo la vittoria dei suoi ai danni del Milan in semifinale di Supercoppa Italiana.

L’allenatore del Napoli potrebbe ritrovarsi a dover gestire una situazione tutt’altro che comoda. Il Rasmus Hojlund visto ieri contro i rossoneri è stato devastante. Il danese ha dominato – soprattutto fisicamente – l’intera difesa avversaria, servito Neres per il gol del momentaneo 1 a 0 e realizzato personalmente la rete del raddoppio.

Nei primi mesi dell’annata 2025/26, le sue prestazioni sono state altalenanti ma, da quando gli azzurri sono stati schierati con l’assetto tattico del 3-4-2-1, l’ex Manchester United sta mettendo in mostra tutte le proprie qualità.

Nel frattempo, Lukaku continua a lavorare per recuperare appieno dall’infortunio che lo tiene fermo ai box sin dallo scorso agosto.

Il belga è stato convocato per la trasferta saudita, pur non essendo ancora neanche vicino alla sua miglior condizione. Prima o poi, però, sarà pronto e vorrà dare il suo contributo.

La domanda, dunque, sorge spontanea: cosa implica il ritorno di Big Rom per Conte? L’allenatore azzurro potrebbe ritrovarsi con un fantastico problema, quello che ogni allenatore vorrebbe avere: scegliere tra due giocatori estremamente importanti, consapevole che solo uno può avere una maglia da titolare.

Eppure, Hojlund non sembra subire la competizione: “Il ritorno di Lukaku? Il nostro rapporto è ottimo, spero che torni al più presto, perché abbiamo bisogno di giocatori forti come lui”.

Da una parte il recente passato di questo Napoli, Lukaku. Uno degli uomini più decisivi per lo Scudetto dello scorso anno, un leader nello spogliatoio ed un pupillo dell’allenatore.

Dall’altra il futuro del club, Hojlund. La cui carta di identità segna 22 anni. Il miglior marcatore della squadra in questa stagione.

In mezzo, il presente, in cui potrebbero giocare insieme oppure accomodarsi in panchina l’uno in favore dell’altro. Qualunque sia lo scenario, una cosa è certa: nessuno vorrebbe essere nei panni di Antonio Conte per prendere la decisione finale.

Fabrizio Parascandolo