Il programma del Lunedì sera

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Napoli, Beukema ko in allenamento: rischia di saltare la finale di Supercoppa

Napoli, Beukema ko in allenamento: rischia di saltare la finale di Supercoppa

In una stagione tormentata dagli infortuni, gli imprevisti per il Napoli sono sempre dietro l’angolo. In vista della finale di Supercoppa Italiana, è stato il turno di Sam Beukema.

Il difensore olandese non prenderà parte alla sessione di allenamento odierna a causa di un forte trauma contusivo. La sua presenza tra i convocati di domani per la partita contro la sua ex squadra, il Bologna, è in forte dubbio.

PSV-Napoli, la conferenza stampa pre-partita di Conte e Beukema

PSV-Napoli, la conferenza stampa pre-partita di Conte e Beukema

Alla vigilia di PSV-Napoli, Antonio Conte e Sam Beukema sono stati protagonisti della consueta conferenza stampa pre-partita.

Queste le parole dell’allenatore azzurro: “Nell’ultima partita abbiamo avuto tante occasioni per fare gol, è inevitabile che ci voglia più concretezza. La mole di gioco è aumentata rispetto alla scorsa stagione, sotto tutti i punti di vista. Forse anche questo ti espone al contropiede e al prenderti dei rischi che forse l’anno scorso prendevi di meno, visto che eri meno dominante durante la partita. Però, la strada nostra è questa. E’ quella anche della Champions in generale, tutti giocano di fare un gol in più dell’avversario. Chi deve pensare a salire di livello deve pensare a correre qualche rischio in più. Però è un percorso che bisogna fare per raggiungere uno stop successivo.

Ancora sul ko dell’Olimpico e sul PSV da affrontare domani

“A Torino ho detto che eravamo bellini e poco concreti. Nel secondo tempo la prestazione di Torino mi è piaciuta, il risultato è stato negativo e può condizionare i giudizi in generale. Domani c’è da affrontare una partita contro una squadra che è un’ottima squadra. Ha vinto il campionato l’anno scorso, è sempre protagonista. Giocano un calcio particolare. Bisogna fare grande attenzione. Non siamo venuti qui per fare la vittima sacrificale. Ci saranno due fasi, cercheremo di farle nel migliore dei modi.”

Contro il Torino ha parlato di scarpette da ballerina, che equipaggiamento serve per fare una buona partita contro il PSV?

“Sì, ne ho parlato del primo tempo che eravamo bellini e poco concreti. Ripeto, la prestazione di Torino mi è piaciuta, poi sicuramente il risultato è stato negativo e può condizionare i giudizi in generale. C’è da affrontare questa partita contro un’ottima squadra, che ha vinto il campionato olandese. Bisogna fare grande attenzione, perché comunque non siamo venuti qui per fare la vittima sacrificale ma per giocarci la partita. Ci saranno due fasi, cercheremo di farle nel migliore dei modi.”

Ci può dare un giudizio su Lang?

“Noa sta crescendo soprattutto a livello tattico. Qui aveva una libertà assoluta di spaziare. Noi nel momento in cui abbiamo deciso di far giocare i 4 centrocampisti, uno spazio doveva ridursi.  Sicuramente si è ridotto a sinistra. Abbiamo dovuto trovare una soluzione alternativa per dare ampiezza. E’ capitato anche coll 4-3-3 che ho fatto giocare Neres a sinistra, perché lo ritenevo più pronto. Al più presto Lang sicuramente partirà da titolare in una partita, deve solo continuare a lavorare come sta facendo.”

Qual è il passaggio di miglioramento che bisogna fare dal punto di vista del gioco?

“Rispetto all’anno scorso abbiamo concesso più gol però ne abbiamo fatti di più. Al livello di media si è alzata. Anche nell’ultima partita abbiamo avuto tante situazioni in cui potevamo fare gol, è inevitabile che poi ci vuole quella concretezza, perché rispetto alla stagione scorsa la mole di gioco è migliorata in maniera importante. Forse è anche questo che ti espone un po’ al contropiede e ad altri rischi, che l’anno scorso magari ne prendevi di meno perché eri meno dominante durante la partita. Però la strada nostra era ed è questa, è la strada europea: tutti giocano per cercare di fare un gol in più. Le grandi squadre, chi vuole salire di livello, deve pensare di prendersi qualche rischio in più, devi concedere campo alle spalle. Però è quello che bisogna fare se vogliamo fare lo step successivo.”

Come sta McTominay? È in condizione di giocare?

“Bisogna aspettare domani. Sarà il ragazzo a prendere la decisione. Ieri ha svolto lavoro differenziato, oggi ha svolto una parte dell’allenamento. Ha avuto questo problema di questo taglio sulla parte superiore della caviglia. Sicuramente starà a lui prendersi la responsabilità della decisione, tra virgolette. Io ho fatto il calciatore e forzarli non va mai bene. Aspettiamo la sua decisione, sapendo che per noi è un calciatore importante: se ci sarà saremo ben contenti, altrimenti c’è una soluzione pronta già.”

Il difensore olandese, invece, ha affermato: “Che ambiente troverà il Napoli? Per me e per Noa è sempre bello tornare in Olanda, ovviamente la cultura tra Italia e Olanda è diversa, soprattutto per i tifosi napoletani che sono unici. Anche in Olanda abbiamo grandi tifosi ma è diverso rispetto all’Italia. Anche Noa è molto carico di tornare in Olanda sopratto in questo stadio dove giocava lo scorso anno.

“I miei dati in Champions migliori rispetto allo scorso anno? La differenza principale è che ora gioco per il Napoli, spero sempre di migliorare e spero che prima o poi arrivi anche la convocazione in nazionale ma spero di fare il meglio con il Napoli.

“Cosa significa giocare per il Napoli? Quando si paragona Bologna e Napoli si parla di un altro livello, una passione anche dieci volte superiore. Quando siamo venuti al campo di allenamento alcuni tifosi si sono buttati davanti al minibus per un autografo. I tifosi napoletani sono unici.

“Perché Noa [Lang, ndr] non gioca? Credo abbia a che fare con il fatto che non consce ancora la lingua e poi deve ancora assimilare la tattica ma è un ottimo giocatore e sono sicuro che ben presto sarà tra i titolari.

“Se consiglio ai difensori olandesi di venire a giocare in Italia? Non solo ai difensori lo consiglio a tutti perché è davvero differente e spero di crescere ancora tanto.

“Sarà una partita importante per noi. Rahmani è importantissimo per noi, sia in campo che fuori dal campo e spero che tornerà presto”, ha concluso Beukema.

IL DIARIO DI DIMARO – Beukema: “Essere al Napoli è un onore. Ndoye? Lo chiamo quasi ogni giorno e…”

IL DIARIO DI DIMARO – Beukema: “Essere al Napoli è un onore. Ndoye? Lo chiamo quasi ogni giorno e…”

Sam Beukema, nuovo acquisto del Napoli, è stato presentato alla stampa nella nona giornata del ritiro estivo in quel di Dimaro Folgarida: ecco l’intera conferenza.

Cosa pensi di aggiungere alla miglior difesa del campionato?

“L’anno scorso il Napoli ha fatto una stagione incredibile quindi sono già molto contento di essere qui, con i campioni d’Italia. So che avremo tante partite e spero di aiutare la squadra, essere sempre disponibile, ho esperienza anche in Champions e posso aggiungere questo alla squadra ma abbiamo tanti elementi fortissimi e penso potremo fare molto bene”.

Il primo straniero olandese a Napoli fu Krol, che ti ha elogiato. Che effetto fa essere il difensore centrale olandese dopo di lui?

“È un onore essere dopo di lui qui, Krol non lo conoscevo così bene prima di arrivare qui, ma anche la mia famiglia mi ha detto che è stato un grande giocatore non solo per il Napoli, ma anche per la nazionale ed è un onore giocare qui”.

Come procede l’inserimento e cosa puoi imparare dai tuoi compagni?

“È un bel gruppo, conoscevo alcuni ragazzi, come Gilmour che ho incontrato in vacanza, è stato subito bello, è un bel gruppo, c’è una bella atmosfera e sono contentissimo di essere qui con loro. Non vedo l’ora di iniziare le nostre sfide”.

Napoli può farti crescere e può farti arrivare in nazionale? Ti manca questo gradino?

“Sì, è un obiettivo personale per me andare in nazionale, una delle ragioni per cui sono più. Napoli è una grande squadra, gioca in Champions, lotta per lo Scudetto e spero di andare in nazionale, è un obiettivo ed un sogno”.

Come sono i primi giorni di lavoro con Conte? Hai sentito anche Ndoye? Avete fatto vacanza insieme.

“Sì, sono abituato al calcio di Italiano, anche uomo su uomo è intenso, ma con Conte già abbiamo iniziato molto bene, duramente, questo farà la differenza e si è visto già l’anno scorso. Mi piace lavorare duro, quache volta però è pesante (ride, ndr). Sì, ho sentito Ndoye, è uno dei miei migliori amici, come Ferguson, lo chiamo quasi ogni giorno dopo gli allenamenti. Lui sta bene (ride, ndr)”.

Cosa ti ha colpito di più del Napoli che ha vinto lo Scudetto?

“Non mi ha sorpreso, alla seconda partita l’abbiamo affrontato a Bologna, perdemmo 3-0 e conoscevamo il valore, era già forte, non mi ha sorpreso la vittoria dello Scudetto. Quella squadra ha dimostrato in ogni partita la loro voglia, mi ha colpito la disciplina, ogni settimana ha fatto la differenza”.

C’è un difensore che hai come modello?

“Ora secondo me uno dei migliori è Van Dijk, fortissimo, moderno, un esempio, ma ce ne sono tanti, anche qui a Napoli abbiamo difensori forti e non vedo l’ora di iniziare con loro”.

Quali sono i punti di forza dei tuoi compagni in attacco?

“Giocavo contro di loro l’anno scorso, contro Lorenzo [Lucca, ndr] ad Udine, Romelu [Lukaku, ndr] a Napoli, sono forti fisicamente ma anche sugli esterni abbiamo tanta qualità, abbiamo un bell’attacco e speriamo di fare tanti gol insieme”.

Quando ti è servito iniziare da numero 10?

“Sì, ho iniziato da trequartista, ma poi quando sono diventato più alto sono passato più dietro, prima regista e poi ancora più alto sono passato indietro. Giocare in mezzo al campo ti aiuta poi a fare il difensore”.

Qual è stato l’impatto con i metodi di Conte e ti chiede qualcosa di particolare?

“Col mister ho parlato già un po’, ma sempre tatticamente per capire cosa mi attende nel gioco, ora ho capito quasi tutto sul tipo di gioco, ma è bello giocare avendo un mister così”.

Ti è sempre piaciuto giocare con tanto spazio alle spalle, hai preso un solo giallo, è più facile in anticipo?

“Giocando così è un rischio, ma se sai bene come giocare in questo modo diventa meno rischioso, perciò ho preso un solo giallo in campionato italiano, sono abituato a giocare così e mi piace anche essere aggressivo in anticipo, difendendo in avanti”.

L’anno scorso salivi spesso sulla linea di centrocampo, te lo chiede anche Conte?

“L’anno scorso ho fatto anche questo, ho pressato anche il portiere forse con la Lazio (ride, ndr), abbiamo parlato col mister prima dell’Arezzo e ci siamo detti che volevamo fare così, aggressivi, uomo su uomo, ma se non è il momento non lo facciamo ed aspettiamo il momento giusto per pressare”.

Volevi salire su un treno importante, hai detto poco tempo fa, il Napoli è quel treno giusto?

“Quando mi hanno chiamato, ho pensato subito ‘i campioni d’Italia mi hanno chiamato, non è difficile…’, è una società con grande storia, grande tifo, passionale, questo mi piace molto”.

Quali aspetti del tuo gioco che hai migliorato e le tue caratteristiche migliori?

“Penso, da quando sono arrivato in Italia, che sono migliorato molto sull’uomo, in Olanda non si gioca così aggressivi in difesa, mi sono migliorato molto. Spero di aggiungere alla squadra la mia esperienza in Champions e di fare il mio gioco da dietro, è il mio punto di forza iniziare bene da dietro”.

Risalta le tue caratteristiche più Motta o Italiano?

“Tutte e due, alcune volte mi piace giocare più diretto col lancio lungo, ma dipende dalla gara, altre volte contro un blocco basso serve pazienza e serve tutto per fare bene”.

Vi sentite ogni giorno tu e Ndoye, hai detto, cosa vi dite? Gli dai anche il consiglio divenire a Napoli?

“Cosa dici tu al tuo miglior amico? (ride, ndr). Parliamo di tutto, della vita, non nello specifico del Napoli. Vorresti giocare con lui? È un mio amico, vorrei sempre giocare con miei amici, ma non so cosa farà e spero farà ciò che vorrà”.

Fabrizio Parascandolo