Il programma del Lunedì sera

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Napoli, la reazione c’è stata. Ora la parola d’ordine è una sola: continuità

Napoli, la reazione c’è stata. Ora la parola d’ordine è una sola: continuità

Dopo una sosta estremamente travagliata, viste le parole di Conte post-Bologna e tutte le voci destabilizzanti per l’ambiente azzurro, il Napoli ha reagito nel miglior modo possibile: facendo parlare il campo.

Nella sfida interna con l’Atalanta, l’atteggiamento dei calciatori era più determinato che mai a conquistare i 3 punti, e l’obiettivo è stato raggiunto.

Il test contro i bergamaschi non era facile per diversi motivi: dal dover rispondere alle pesanti dichiarazioni di Conte prima della sosta (“i trapianti di cuore non li posso fare), al nuovo assetto tattico (3-4-3); passando per l’assenza di Anguissa (infortunatosi con il Camerun, tornerà nel 2026) ed un avversario in cerca di riscatto sotto la guida di un nuovo allenatore (Palladino).

Tutti gli azzurri hanno risposto “presente” all’appello, compresi Sam Beukema e Noa Lang, rilanciati dal tecnico dopo un inizio di stagione complicato.

Con il successo per 3 a 1 sull’Atalanta, il Napoli ha riconquistato momentaneamente la testa della classifica di Serie A, aspettando Cremonese-Roma e Milan-Inter.

Il processo di ripartenza, però, dev’essere tutt’altro che finito. Anzi, forse non è ancora iniziato.

7 partite nei prossimi 25 giorni. E 0 margine di errore

Nei prossimi 25 giorni, il Napoli giocherà altre 7 partite, almeno 1 per ciascuna competizione stagionale (3 di campionato, 2 di Champions League, 1 di Coppa Italia e 1 di Supercoppa Italiana).

7 partite che, in base ai risultati, potranno indirizzare – positivamente o negativamente, soprattutto dal punto di vista psicologico ed emotivo – il prosieguo dell’annata.

Nei precedenti cicli di incontri ravvicinati, ovvero nei mesi di settembre, ottobre e novembre, gli azzurri non hanno mai inanellato una serie di 3 vittorie consecutive. Un chiaro segnale di quanto, almeno fin qui, la squadra di Conte non abbia trovato la continuità necessaria per competere su tutti i fronti.

Ora che l’ambiente ha riacquisito un minimo di serenità, grazie alla partita contro l’Atalanta, il prossimo passo da compiere è proprio quello: trovare continuità. Sia nelle prestazioni, che nei risultati.

Una continuità che, se dovesse arrivare, potrebbe dare non poca consapevolezza ai calciatori del Napoli. Quella consapevolezza che distingue le squadre “grandi” da quelle “forti” o “brave”; e di cui gli azzurri hanno bisogno per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Fabrizio Parascandolo

Napoli-Atalanta 3-1, Conte a fine partita: “Mi hanno sempre insegnato a intervenire. Sono trasparente e vero, con i miei calciatori ho un rapporto molto intenso”

Napoli-Atalanta 3-1, Conte a fine partita: “Mi hanno sempre insegnato a intervenire. Sono trasparente e vero, con i miei calciatori ho un rapporto molto intenso”

Al termine della vittoria per 3 a 1 del suo Napoli contro l’Atalanta, Antonio Conte ha commentato la partita ai microfoni della stampa.

“Il 3-4-3? L’ultima tegola di Anguissa, che si è fatto male in Nazionale, mi ha portato a fare delle riflessioni a livello oggettivo. A centrocampo siamo rimasti veramente in pochi. Elmas è un jolly, non è proprio un centrocampista. Quelli di ruolo sono Lobotka e McTominay, più un prospetto come Vergara che però è più offensivo.

“Siamo soddisfatti per la vittoria, per come è stata ottenuta. Nel primo tempo abbiamo portato ritmi molto alti, ma anche nel secondo abbiamo cercato di portare una pressione alta. Una squadra che sta perdendo si riversa nella metà campo avversaria, è inevitabile, anche se potevamo far meglio nella gestione della palla. Abbiamo vinto contro una squadra molto forte”, ha detto.

“L’abbraccio con Di Lorenzo? Questi sono aspetti di cui si preoccupa più chi è all’esterno e non conosce la realtà dei fatti. Io con i miei calciatori ho un rapporto molto intenso, molto forte. Cerchiamo sempre di dirci la verità, io sono uno molto trasparente e vero, non ho maschere, sono come mi vedete. E questo sicuramente a tanti non piace. Però a me hanno sempre insegnato a intervenire quando vedi delle cose, a non girarmi dall’altra parte. È giusto che i media parlino, ma noi dobbiamo continuare a lavorare.

“Potranno succedere tante cose ma il nostro rapporto sarà semore molto forte. Dopo Bologna ho pensato di non riuscire a tirare fuori il massimo da loro e mi sono preso la responsabilità. Spesso poi ci si dimentica di Anguissa, Lukaku, Gilmour, De Bruyne fuori. Queste cose non vengono messe in conto, si cerca di andare più sul gossip che i fatti reali. Martedì c’è il Qarabag, sicuramente una squadra rivelazione di questa Champions League. Dobbiamo arrivare preparati”, ha aggiunto.

“Io sono una persona a cui piace far parlare i fatti. Tante chiacchiere non mi fanno impazzire, e mai lo faranno. Anche perché spesso mi ci ritrovo dentro. Le accetto, perché faccio questo lavoro. Quello che è più importante per me è la realtà dei fatti che stasera dice che il Napoli ha vinto una partita difficile, contro un’ottima squadra. L’anno scorso ci aveva battuti in casa, quest’anno abbiamo cambiato musica.

“Oggi c’era un’energia positiva al Maradona che ha coinvolto tutti. Il primo tempo è stato importante sotto tutti i punti di vista. Il gol dell’Atalanta ci ha messo un po’ di ansia, potevamo fare meglio, ma va bene così. Abbiamo cercato di mantenere la stessa intensità, potevamo gestire meglio. I ragazzi sono stati molto bravi, mi è piaciuto tutto quello che hanno portato in campo. 

“Dobbiamo continuare sapendo che quest’energia positiva che ci hanno dato i tifosi, lo scorso anno ci ha portato a fare qualcosa di straordinario. Con la compattezza si superano tutti gli ostacoli. L’infortunio di Anguissa è stata una mazzata che si somma alle assenza di Kevin, di Billy, di Spinazzola… questi problemi non li dobbiamo dimenticare. Abbiamo una partita ogni tre giorni, cambiando anche sistema e i ragazzi son stati bravi a provare e riprovare situazioni in soli due giorni. Il lavoro che stiamo portando avanti dallo scorso anno, permette anche nell’emergenza e nelle difficoltà di cambiare”, ha sottolineato Conte.

Napoli-Atalanta 3-1: doppietta per Neres, si sblocca Lang. Dominio azzurro al Maradona

Napoli-Atalanta 3-1: doppietta per Neres, si sblocca Lang. Dominio azzurro al Maradona

Il Napoli riscatta la brutta sconfitta di Bologna con una fantastica vittoria contro l’Atalanta: è 3 a 1 al Maradona!

Gli uomini di Conte entrano in campo con un piglio decisamente diverso rispetto all’incontro antecedente alla sosta delle Nazionali, e passano in vantaggio dopo 17 minuti con la rete di Neres, servito brillantemente da Hojlund.

Verso la fine del primo tempo, arriva il raddoppio del brasiliano – su imbucata di McTominay – ed il primo gol in maglia azzurra per Noa Lang, bravo ad anticipare Bellanova di testa su un cross di Di Lorenzo.

Nella seconda frazione di gioco, i bergamaschi accorciano le distanze con Scamacca, subentrato all’intervallo.

Napoli-Atalanta, formazioni ufficiali: Conte cambia modulo, Beukema e Lang titolari

Napoli-Atalanta, formazioni ufficiali: Conte cambia modulo, Beukema e Lang titolari

Dodicesima giornata di Serie A. Il Napoli affronta l’Atalanta davanti al proprio pubblico con un solo obiettivo: conquistare i 3 punti, che significherebbero – almeno momentaneamente – ritrovarsi in testa alla classifica.

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Gutierrez; Neres, Lang; Hojlund. Allenatore: Conte.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, De Roon, Zappacosta: Pasalic, De Ketelaere; Lookman. Allenatore: Palladino.

Napoli-Atalanta, probabili formazioni: due sorprese tra gli azzurri

Napoli-Atalanta, probabili formazioni: due sorprese tra gli azzurri

A poche ore dalla sfida del Maradona tra Napoli e Atalanta, ecco le probabili formazioni delle due squadre.

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Gutierrez; Neres, Lang; Hojlund. Allenatore: Conte.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, De Roon, Zappacosta: De Ketelaere, Lookman; Scamacca. Allenatore: Palladino.

“L’assenza di Anguissa è una voragine. E allora, rivoluzione: ritorno al passato, 3-4-2-1; riposo per i più stanchi (Politano) e rilancio dei meno coinvolti che significa fiducia (Beukema e Lang). Qualcosa si muove, qualcosa sta cambiando. E tutto per rafforzare il gruppo”, si legge sull’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”.