Trofei, record, emozioni: il 2025 da sogno del Napoli
Si chiude un anno estremamente speciale per il Napoli. Un anno che finirà nei libri di storia del club azzurro. Un anno fatto di vittorie, ma soprattutto di tensione, di gioia, di emozioni difficili da descrivere. Riviviamolo insieme attraverso i suoi momenti più iconici.
1) La rimonta contro la Juventus
Il Napoli inizia il 2025 da primo in classifica (a pari punti con l’Atalanta di Gasperini, che uscirà man mano dalla lotta per il titolo).
Dopo la vittoria di Bergamo, che permette agli azzurri di allontanare la Dea e mantenere l’Inter a debita distanza, la squadra di Conte ospita la Juventus allo Stadio Maradona.
Vincere contro i bianconeri sarebbe un altro grande segnale di forza, ma il primo tempo finisce con la Vecchia Signora in vantaggio, grazie alla rete di Kolo Muani.
Nel secondo tempo, però, il Napoli è devastante: applica un pressing forsennato, rinchiude la Juve nella propria metà campo e crea diverse occasioni da gol.
Il colpo di testa di Anguissa prima ed il rigore di Lukaku poi completano una fantastica rimonta. Una rimonta che mette in mostra, per l’ennesima volta, la forza degli uomini di Conte. E la loro estrema determinazione alla ricerca del quarto Scudetto nella storia del club.

Napoli-Juventus 2-1, 25 gennaio 2025, Stadio Maradona
2) Il pareggio Billing contro l’Inter
Il mese di febbrario si conclude con 0 vittorie per gli azzurri, che perdono la vetta del campionato ai danni dell’Inter appena prima dello scontro diretto del 1° marzo.
I nerazzurri trovano il vantaggio nella prima frazione con una stupenda punizione di Federico Dimarco, e per il Napoli la possibilità di ritrovarsi a -4 in classifica è sempre più concreta.
Come accaduto contro la Juventus, però, il secondo tempo della squadra di Antonio Conte è di altissima caratura.
Eppure, stavolta la porta sembra stregata. La strenua resistenza dell’Inter di Simone Inzaghi sembra non avere fine, e il tempo per pareggiare è sempre meno.
Appena prima del 90′, però, ecco che arriva il momento che svolta la stagione del Napoli: Lobotka sguscia tra le maglie avversarie e serve Billing in area di rigore. Dopo un riflesso del portiere dell’Inter, il centrocampista danese arrivato in prestito dal Bournemouth deposita il pallone in rete.

Napoli-Inter 1-1, 1 marzo 2025, Stadio Maradona
Lo Stadio Maradona esplode. La panchina azzurra invade il campo. Tutti i giocatori e lo staff esultano e si abbracciano. Sapevano perfettamente quanto sarebbe potuto rivelarsi importante quel gol a fine stagione. E avevano ragione.
3) La rovesciata di McTominay
È il 23 maggio. Il giorno decisivo per l’assegnazione dello Scudetto. Il giorno che stabilirà chi tra Napoli e Inter scriverà la storia, e chi “al massimo la potrà leggere”, per citare delle celebri dichiarazioni di Antonio Conte.
Gli azzurri sono primi in classifica con un punto di vantaggio sui rivali. Ergo: una vittoria contro il Cagliari vorrebbe dire titolo assicurato. Con qualsiasi altro risultato, bisognerebbe guardare alla partita di Como. E sperare.
La tensione è palpabile da giorni in città. C’è fiducia, ma anche tanta paura che un obiettivo mai stato così vicino possa sfuggire da un momento all’altro.
Nei primi 30 minuti dell’incontro, il Napoli crea diverse occasioni da gol, senza però concretizzarne neanche una. L’Inter, invece, passa in vantaggio e mette pressione: allo stato attuale delle cose, sarebbe campione d’Italia. Ma deve ancora fare i conti con quello che sarà poi premiato come l’MVP (Most Valuable Player, ovvero il Giocatore di Maggior Valore) della Serie A: Scott McTominay.
Lo scozzese, arrivato in azzurro dal Manchester United nell’estate 2024, ha trascinato i suoi a suon di reti fin qui. E non ha alcuna intenzione di invertire questa tendenza nell’ultima partita.
Al 42′, Politano crossa al centro dell’area di rigore, proprio in direzione del centrocampista. In quell’istante, il numero 8 si coordina per colpire il pallone con una rovesciata. Il mondo sembra fermarsi. Quell’attimo sembra durare anni, decenni, secoli.

Napoli-Cagliari 2-1, 23 maggio 2025, Stadio Maradona
McTominay impatta la sfera di gioco e non lascia alcuno scampo al portiere avversario. Il Napoli è in vantaggio. È virtualmente campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia. E lo Stadio Maradona non si contiene.
Il raddoppio di Lukaku nel secondo tempo sancirà la vittoria della partita e, di conseguenza, quella del titolo, regalando al Napoli il secondo Scudetto negli ultimi tre anni e un’altra giornata, quella del 23 maggio, indimenticabile.
4) Il quarto Scudetto
I festeggiamenti si protraggono per giorni, fino al lunedì successivo, il 26 maggio. Stavolta, la città ed il club hanno preparato qualcosa di mai visto prima a Napoli: un bus scoperto pronto a trasportare tutti i protagonisti del successo tra le strade del Lungomare Mergellina.
Centinaia di migliaia di tifosi sono vicini alla squadra ed esultano in maniera incontenibile, in quelle che sono delle immagini mozzafiato caratterizzate dall’azzurro.
L’azzurro del cielo, quello del mare, quello di un gruppo di calciatori e staff tecnico che ha scritto una pagina di storia indimenticabile per il club. E, forse soprattutto, per la sua gente.

Festeggiamenti per lo Scudetto, 26 maggio 2025, Lungomare Mergellina
5) La permanenza di Conte
I giorni successivi, però, sono caratterizzati da un sentimento di forte incertezza riguardo la prossima stagione, quella 2025/26.
Le voci dei giornali sono sempre più insistenti ed assolutamente non infondate: Antonio Conte potrebbe lasciare il Napoli dopo appena un anno.
Per l’allenatore si è presentata la possibilità concreta di tornare a guidare la propria squadra del cuore: la Juventus. Quella con cui è stato protagonista da calciatore prima e da tecnico poi, arricchendo significativamente il proprio palmarès.
Eppure, dopo qualche giorno di riflessione, arriva l’annuncio della sua permanenza: “Resto per vincere ancora”, dichiara Conte ai microfoni della stampa. Con il senno di poi, non dovrà aspettare tanto per trasformare quelle parole in realtà.

(Foto del 26 giugno 2024, presentazione di Antonio Conte come nuovo allenatore del Napoli, Palazzo Reale)
6) L’arrivo di De Bruyne
A questo punto, il Napoli può iniziare a preparare la nuova stagione. Il direttore sportivo Giovanni Manna ed il suo staff lavorano intensamente sul calciomercato. L’obiettivo è uno solo: consegnare ad Antonio Conte una rosa competitiva, in grado di poter fare la differenza in quattro competizioni (Serie A, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa Italiana).
Il primo tassello di questo processo porta il nome di Luca Marianucci, difensore centrale italiano classe 2004 in arrivo dall’Empoli per una cifra intorno ai 9 milioni di euro.
Poi, però, succede quello che fino a qualche settimana prima sarebbe stato soltanto un miraggio: l’arrivo di Kevin De Bruyne a parametro zero.
Il belga è un fuoriclasse assoluto, probabilmente il giocatore più importante ad aver sposato la causa del Napoli nell’era di Aurelio De Laurentiis.
La sua caratura non si discute, nonostante l’età (34 anni); così come la sua capacità di determinare partite – se non intere stagioni – a suon di gol e di assist.
Il 19 luglio, il Napoli presenta il centrocampista alla stampa e le parole del calciatore sono chiare: “Questo è il posto migliore per me”. E la piazza lo accoglie incredula, con quella sensazione di star assistendo a un altro momento storico.

7) Il ritorno della Champions League
La stagione del Napoli inizia com’era finita la precedente: da primo in classifica. Gli azzurri trionfano contro Sassuolo, Cagliari e Fiorentina, mantenendo la vetta del campionato a punteggio pieno dopo tre giornate.
Poi, però, arriva quello che è stato definito da Conte come “il momento della verità”: il ritorno in Champions League.
Il destino, talvolta, sa scrivere delle sceneggiature perfette, da film. L’esordio del Napoli nella massima competizione europea sarà a Manchester, contro il City, nello stadio che per quasi 10 anni ha ospitato Kevin De Bruyne.
Il destino, talvolta, però, sa anche essere estremamente beffardo: dopo l’espulsione di capitan Di Lorenzo, avvenuta al 20′, il belga lascia il campo per questioni tattiche, prendendosi però gli applausi del suo vecchio pubblico.
Il Napoli perderà quella partita con il risultato finale di 2 reti a 0, ma avrà la possibilità di rifarsi appena due settimane dopo, contro lo Sporting Lisbona.
Dopo 587 giorni, l’inno della Champions League torna a suonare allo Stadio Maradona, e l’urlo “The Champions” torna a supportare la squadra.

Napoli-Sporting 2-1, 1 ottobre 2025, Stadio Maradona
La doppietta di Rasmus Højlund, arrivata su due stupendi assist di Kevin De Bruyne, sancisce la prima vittoria stagionale degli azzurri nella competizione. Ma le settimane successive saranno complicate.
8) La risposta alla bufera mediatica contro l’Atalanta
Nel periodo tra fine settembre ed inizio novembre, il Napoli è incostante nei risultati: dalla sconfitta contro il Torino ai pareggi anonimi contro Como ed Eintracht Francoforte, passando per la fantastica vittoria contro l’Inter.
C’è un’ultima partita da affrontare prima che arrivi l’ultima sosta per le Nazionali del 2025: quella contro il Bologna di Vincenzo Italiano, allo Stadio Dall’Ara.
Una partita in cui gli azzurri mettono nuovamente in mostra le proprie difficoltà e perdono nettamente per 2-0.
Le parole di Antonio Conte nel post-gara sono nette: “Non voglio accompagnare il morto”, e scatenano una bufera mediatica senza precedenti.
Nei giorni successivi all’incontro si parla di possibili dimissioni, di possibili sostituti del leccese in panchina. E l’allenatore decide di prendersi una pausa, tornando a Castel Volturno solamente la settimana successiva. Quella che precede la sfida con l’Atalanta.
Per il Napoli, la partita con la Dea è un crocevia della stagione. Una vittoria metterebbe a tacere le voci, ma una sconfitta potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso.
Conte lo sa più di chiunque altro. Percepisce l’importanza dell’incontro. Ridisegna la squadra con un nuovo assetto tattico (il 3-4-2-1) e diversi nomi nuovi tra gli undici titolari (Beukema, Neres e Lang).
La prestazione dei suoi calciatori in campo è dominante: 3 a 0 alla fine del primo tempo. La partita finirà 3-1, ei tifosi si godono una serata trionfale, che risponde a tutti gli interrogativi dei giorni precedenti. E la risposta è chiara: mai dare per morto il Napoli.

Napoli-Atalanta 3-1, 22 novembre 2025, Stadio Maradona
9) La conferma dell’imbattibilità al Maradona
Da quel momento in poi, gli azzurri inanellano una serie di 5 vittorie consecutive: anche Qarabag, Roma, Cagliari e Juventus non riescono a contrastare questo “nuovo” Napoli.
La partita contro i bianconeri, peraltro contro il grande ex Luciano Spalletti, fa sì che gli azzurri concludano l’anno solare da imbattuti allo Stadio Maradona, riscrivendo così un record che non si verificava dal 1987.
Un record storico anche a livello europeo: nessun’altra squadra dei migliori 5 campionati è riuscita in quest’impresa nel 2025.

Napoli-Juventus 2-1, 7 dicembre 2025, Stadio Maradona
Con 16 vittorie e 5 pareggi in 21 incontri, il Napoli consolida la propria forza: davanti al proprio pubblico, la squadra di Conte è letteralmente imbattibile. Un altro grande segnale di forza di un gruppo sempre più consapevole dei propri mezzi. Mezzi che saranno messi in forte dubbio nella settimana successiva.
10) Il trionfo in Supercoppa
La striscia di successi si interrompe con una doppia sconfitta: contro il Benfica di Mourinho prima e contro l’Udinese poi.
Due risultati che, di certo, non rappresentano quello che gli azzurri avrebbero voluto alla vigilia della prima possibilità stagionale di portare a casa un trofeo: la Supercoppa Italiana.
Il Napoli vola verso l’Arabia Saudita con la voglia di vendicare la sconfitta di campionato, arrivata nel mese di settembre, contro il Milan. Prima i rossoneri, poi l’eventuale finale, ma l’appello di Conte è chiaro: “Siamo qui per vincere”.
Detto, fatto: gli azzurri dominano la sfida contro la squadra di Allegri. Le reti di Neres e Højlund permettono alla squadra di strappare il pass per la finale, aspettando la vincente di Bologna-Inter.
A vincere l’altra semifinale sono i rossoblù e per il Napoli si configura un altro scenario ideale per conquistare un’altra rivincita.
La finale di Riad vale molto più di un “semplice” trofeo: è un’occasione per chiudere un cerchio, per lasciare definitivamente nel passato quella dolorosa – seppur decisiva, con il senno di poi – sconfitta di Bologna.
Il Napoli lo sa e non si fa pregare: dopo un’altra prestazione dominante, e con la complicità di un David Neres in formato fuoriclasse, gli azzurri alzano al cielo la coppa.

Per la prima volta dal 2014, il Napoli vince due trofei in un singolo anno solare. Per la prima volta dal 1990, affianca allo Scudetto un altro successo nel giro di pochi mesi.
Il 2025 degli azzurri non si poteva concludere in maniera migliore. Ma chissà che il prossimo anno non abbia in serbo qualcosa di ancor più memorabile.
Verso il 2026
Il Napoli inizierà il nuovo anno trovandosi in piena corsa in ogni competizione: 3° (a -2 dalla prima, l’Inter) in Serie A, 23° (in zona play-off) in Champions League e ai quarti di finale di Coppa Italia, aspettando la vincente di Fiorentina-Como.
Le possibilità per scrivere altre pagine di storia ci sono tutte. Un altro Scudetto significherebbe il primo “back-to-back” – ovvero vittoria di due titoli consecutivamente – di sempre per il club.
L’eventuale, seppur complicato, accesso ai quarti di finale di Champions eguaglierebbe il miglior risultato mai ottenuto, alla pari del magico Napoli di Spalletti del 2022/23. E una semifinale sarebbe un miracolo sportivo. Non si può definire altrimenti.
Trionfare in Coppa Italia significherebbe entrare nella top 5 dei club più vincenti di sempre della competizione (dietro a Juventus, Inter e Roma, alla pari della Lazio).
È difficile, quasi impossibile, prevedere quello che succederà nel prossimo anno, ma una cosa è certa: ciò che non verrà a mancare, qualsiasi saranno i risultati, è l’affetto e la gratitudine di una piazza che ha assistito a qualcosa di indimenticabile negli ultimi 12 mesi.
Grazie, 2025. Sei stato indimenticabile.
2026, per te c’è una trepida attesa. La speranza è che non deluderai le aspettative.
Fabrizio Parascandolo

