Le decisioni della classe arbitrale italiana continuano a far discutere: ogni settimana c’è sempre più confusione.
Ciò accade per via delle linee guida diramate dal responsabile dell’AIA, Gianluca Rocchi. A differenza del regolamento, queste non sono scritte nero su bianco, ma vengono “solamente” spiegate. Questo comporta che, nell’applicazione delle stesse, la soggettività del direttore di gara influisca significativamente.
Ieri, in Napoli-Verona, l’ennesima polemica per il concetto più discusso degli ultimi tempi: quello di immediatezza. Un concetto che rientra nelle linee guida, e su cui ci si affida quindi all’interpretazione dell’arbitro in campo e del VAR.
Questa “libertà” decisionale diventa la causa principale dell’incostanza nelle decisioni, influendo sui risultati delle partite. Se poi a tutto ciò si aggiunge l’indicazione del “meglio fare una revisione in più, che una in meno”, ecco che gli episodi controversi si verificano con una frequenza preoccupante.
Insomma, sarà anche sbagliato parlare di malafede, ma urge una soluzione al più presto. Perché, proseguendo lungo questa via, la situazione può solo peggiorare. E il calcio italiano non se lo può permettere.
Fabrizio Parascandolo


