Tra José Mourinho ed Antonio Conte non è mai sbocciato un rapporto di stima reciproca. Anzi, i due sono stati più volte protagonisti di episodi travagliati, come liti o dichiarazioni accese.
In occasione di Benfica-Napoli, in cui gli allenatori si ritroveranno l’uno contro l’altro, ripercorriamo il loro travagliato passato, a cominciare da circa un decennio fa.
Quando tutto ebbe inizio
Ottobre 2016. Mourinho e Conte si affrontano in Premier League, sedendo rispettivamente sulla panchina del Manchester United e su quella del Chelsea.
Quando i Blues segnano il gol del 4-0 finale, l’allenatore italiano incita lo stadio, lasciandosi andare ad un’esultanza plateale ed irrefrenabile.
A fine partita, un Mourinho visibilmente amareggiato e su tutte le furie si avvicina all’orecchio dell’avversario e lo riprende: “Non si esulta così sul 4-0, è un’umiliazione per noi.”
Parole a cui Conte risponde prontamente ai microfoni della stampa, affermando: “Non sbeffeggio nessuno. Volevo che lo stadio facesse un applauso alla squadra, perché se lo meritava.”
Il secondo round
Nel marzo del 2017, le due squadre – e di conseguenza i due allenatori – si incontrano nuovamente in una partita tesa e non facile da gestire per la terna arbitrale.
Conte, nonostante il successo, denuncia apertamente il comportamento dei calciatori avversari: “Abbiamo preso solo calci, questo non è calcio.”
Mourinho replica in maniera iconica: “Finché un allenatore non vince quattro titoli [ovvero uno in più rispetto a sé, ndr] al Chelsea, io sono il numero uno.”
“Non ho intenzione di perdere i capelli”
Nella primavera del 2017, Antonio Conte vince effettivamente la Premier League alla guida del Chelsea.
Prima dell’inizio del nuovo campionato, l’italiano non dimentica quello che ormai era diventato il suo acerrimo rivale: “Sappiamo che la prossima stagione sarà difficile, cercheremo di evitare quanto successo con Mourinho nel 2015. Due anni fa, il Chelsea è arrivato decimo dopo aver vinto la Premier League, non può succedere di nuovo. Gli allenatori delle precedenti squadre campioni d’Inghilterra, Chelsea e Leicester, sono stati esonerati l’anno successivo.”
Il portoghese, anche in questo caso, non manca l’occasione per dire la sua: “Non so, potrei rispondere in tanti modi. Ma sicuramente non ho intenzione di perdere i capelli parlando di Antonio Conte.”
L’apice: dal “pagliaccio” alla “demenza senile”
Nel gennaio del 2018, Mourinho coglie un’altra occasione per stuzzicare l’attuale allenatore del Napoli, affermando: “Solo perché non mi agito come un pagliaccio in panchina, non significa che abbia perso la passione.”
Conte, per ovvi motivi, si sente obbligato a rispondere in maniera netta: “Credo che dovrebbe riguardare quello che faceva in passato. A volte le persone si dimenticano, credo che si tratti di demenza senile.”
La faccenda, però, non finisce qui: lo Special One nega di essersi riferito a Conte, dicendo che le sue parole erano state malinterpretate, e che faceva effettivamente riferimento a se stesso.
Infine, però, aggiunge l’ennesima esca per il rivale: “Non serve che Conte mi ricordi che ho commesso degli errori. Ne farò anche altri, ma almeno non sarò mai squalificato per calcioscommesse.”
La vigilia
Alla vigilia di Benfica-Napoli, Mourinho si è espresso così in conferenza stampa, provocando ancora una volta Conte: “Non fatemi ridere! Non parlate delle assenze [per infortunio, ndr] del Napoli, le mie fanno piangere.”
Stavolta, però, l’allenatore azzurro non è caduto nella trappola: “Provocazioni di Mourinho? Va bene così. Ci sono delle cose oggettive. Mi auguro che sia una bella partita.”
Benfica-Napoli ha tutti i presupposti per essere una partita avvincente. E chissà che tra Mourinho e Conte non si accendi l’ennesima miccia.
Fabrizio Parascandolo


