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De Laurentiis: “Il calcio italiano è arretrato, De Magistris bocciò il mio progetto per lo stadio”

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto a Palazzo Reale per i 130 del quotidiano Il Mattino. Ecco le sue dichiarazioni: “I signori che comandano non sanno quello che davvero accade nel calcio. Abbiamo visto che fine hanno fatto Blatter e Platini. I politici italiani sono stati un problema, ora la Vezzali – che è una atleta – ci sta dando una mano”.

LA CHAMPIONS E IL CALCIO INGLESE. L’Europa cosa fa? Conference e Europa League non sono all’altezza della Champions ma accontentare tutti aiuta la rielezione. E noi siamo i loro Pulcinella. Il calcio inglese pensa alle imprese, quello italiano ha creato un disastro con la Legge Melandri. Noi dobbiamo pensare solo ai tifosi. Gli inglesi hanno fermato gli hooligans, noi abbiamo ancora episodi come quello di La Spezia”.

IL PROGETTO BOCCIATO. “Stadi? Se io non so chi lo frequenta perché devo investire milioni in una struttura che viva sette giorni su sette? Nel 2008 presentai un progetto nemmeno preso in considerazione. Proposi 70 milioni per un altro stadio da 40mila posti ma De Magistris ne voleva almeno 55mila. In questa città è complicato fare ragionamenti concreti. Sono arrivato a Napoli che non sapevo nulla di calcio e non avevamo niente: sono passato da Angelina Jolie agli sputi sui campi di Serie C”.

CALCIO ITALIANO VECCHIO. “I più giovani stanno abbandonando la visione del calcio, quelli che comandano non lo sanno. La partita sta diventando una rottura di palle per loro. Ceferin dovrebbe cambiare il calcio, non pensare al portafogli. Bisognerebbe svecchiare tutto: non si può avere 25 giocatori e poi non farli giocare, non si può guardare la tv e vedere solo vecchi a commentare le partite”.

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