Redazione

C’è poco da festeggiare

Aurelio De Laurentiis ha festeggiato al traguardo della qualificazione in Champions League. Obiettivo principale del patron azzurro, che così potrà far rifiatare le casse societaria con la partecipazione alla massima competizione continentale. Questa volta, però, rimane il malumore per non aver alzato, per l’ennesima volta, l’asticella, permettendo al Milan di vincere un importante scudetto. I giocatori hanno fatto anche mea culpa, ma non sembrano preoccupati dall’ennesimo piazzamento europeo senza trofei di rilievo. Siamo sempre al solito discorso, finché non cambierà qualcosa a livello mentale, questo club rimarrà sempre con la stessa bacheca.

Risposta

  1. Spalletti ha chiesto la conferma di Ospina, Koulibaly e Mertens. ADL ha altre idee. Il tecnico toscano vorrebbe aggiungere all’organico personalità, centimetri, chili e aggressività. Il presidente punta ad un robustro ridimensionamento del monte ingaggi. E’ necessario un chiarimento fra i due (con un eventuale conferenza stampa che chiarisca, per rispetto dei tifosi, qual è il vero obiettivo del Napoli per la stagione 2022-23), per evitare l’ennesimo stillicidio (si ricordino gli ultimi anni di contratto dei vari Mazzarri, Benitez, Sarri e Gattuso), che si scatenebbe contro l’allenatore a partire dall’inizio del 2023 (se non prima). Molti giornalisti napoletani (chiarisco, non tutti) preferiscono da anni l’amicizia (con annessa telefonata quotidiana) di De Laurentiis all’esercizio pieno del loro diritto/dovere di critica contro la società. L’allenatore, qualunque nome porti, ha sempre torto. Il presidente mai. Possibile?

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