Redazione

DODICESIMO UOMO – Posizione Privilegiata

Inizia la sosta e il Napoli finisce anche questo ulteriore blocco di gare in testa al Campionato, in una posizione che sicuramente è da considerare privilegiata. Tanti tifosi, anche i più ottimisti, ad inizio anno non avrebbero nemmeno osato sperare in un Napoli primo in classifica a questo punto del torneo, soprattutto alla luce del disastroso finale di campionato dell’anno scorso.
Posizione privilegiata, che poteva essere idilliaca se solitaria… Se soltanto domenica in campo anche Ayroldi da Molfetta, nell’esercizio delle sue funzioni di arbitro, si fosse trovato in una posizione privilegiata, necessaria a fargli vedere e capire che il buon Osimhen non aveva commesso fallo, ma che anzi al contrario su di lui c’era un chiaro, netto, e sacrosanto rigore.

A questa mia affermazione mi sembra già di sentire i soliti inquisitori che in queste occasioni vengono fuori pronti ad accusarci di professare la “cultura del lamento”…a questi grandi saggi mi è facile rispondere.
Per amore della verità, questa “cultura”, in quasi novantacinque anni di storia, non mi sembra aver dato tanti frutti alla mia squadra del cuore. A voler mettere i puntini sulle i, al Calcio Napoli per vincere è stato necessario prendere il più forte di tutti i tempi.
Mi direte sì, ma alla fine i rigori e gli elementi penalizzanti al termine di un campionato si compensano, ed io vi risponderò che non sempre in passato, per quanto mi riguarda, è stato così. A tal proposito sto ancora aspettando con ansia di ascoltare il famoso audio VAR di Inter Juve del 2018.

Mi direte che lamentarsi è da “sfigato”…ed io vi risponderò: qua non si tratta di lamentarsi, ma giustamente di evidenziare la mediocrità degli attuali direttori di gara.
Infatti, fatto salva la buona fede che nessuno oggi vuole mettere in discussione, con il presente articolo si vuole semplicemente rimarcare che l’attuale classe arbitrale non è degna del blasone dei vari mostri sacri arbitrali italiani che il nostro calcio nel tempo ha avuto: i vari Lo Bello, Agnolin e Collina, oggi come oggi, nella serie A non hanno degni eredi.

Ad evidenziarlo sono proprio gli addetti ai lavori: i tanti allenatori che, a diverse latitudini dello stivale, hanno già reclamato su atteggiamenti arbitrali che manifestano la voglia di protagonismo dell’attuale classe arbitrale.
Ad onor del vero va anche sottolineato che questa è la prima nidiata di direttori di gara che si vede misurata e pesata costantemente dal mezzo tecnico, la Var, che evidentemente con i suoi ripetuti interventi qualche imbarazzo di troppo lo sta creando al malcapitato arbitro di turno.
Va da sé che per noi tifosi diventa sempre più difficile trovare il bandolo della matassa, capire qual è la logica che porta all’espulsione di Koulibaly in Salernitana Napoli, e all’ammonizione di Osimhen, nettamente tirato per la maglia dal suo avversario, in Napoli Verona.

Ci vuole chiarezza e anche umiltà. Con l’inserimento dello strumento tecnologico è chiaro e lampante che la classe arbitrale ha perso in discrezionalità, ed è altrettanto chiaro e lampante che la stessa classe sta facendo di tutto per riprendersi questa discrezionalità, creando regole che limitano l’oggettività della Var.
Qualcuno prontamente ha già evidenziato che il Napoli quest’anno è la squadra che, con sette rigori, ha avuto più rigori a favore di tutti, e che pertanto non converrebbe parlar male degli arbitri perché se no questi si possono mettono contro….
Come si vede che non vi è chiara la mentalità del Vero tifoso napoletano! Noi vogliamo vincere sul campo per merito, lasciamo agli altri le vittorie effimere e studiate a tavolino. 

A differenza di quello che si scrive sugli stadi di altri club, quello che conta qui non è solo vincere…. ma farlo con pieno merito, nel rispetto di tutte le regole e degli avversari. Ed è per questo che il nostro non è un lamento, ma una vera e propria preghiera, un’esortazione affinché si presti la massima attenzione.
Questo campionato noi non vogliamo che passi tristemente alla storia per gli errori di quell’arbitro o per lo svarione di quella determinata terna arbitrale.
Da tifoso chiedo dei correttivi che permettano di non vedere più partite che lasciano l’amaro in bocca per decisioni non facilmente capibili da regolamento.
Auspico ad esempio che si faccia qualcosa anche per il tempo effettivo di gioco. Il filmato della partita Napoli Verona andrebbe immediatamente fatto visionare ai vertici della Lega e AIA; diciotto minuti di tempo effettivo nel secondo tempo sono uno spettacolo indecoroso per il gioco del Calcio.
A proposito di tempo, inviterei in fine Giovanni Ayroldi a cambiare orologio. Fischiare addirittura un minuto prima dei sei minuti di recupero di tempo concesso è chiaramente sinonimo di un segnatempo di scarsa qualità.

Gennaro Di Franco

Risposta

  1. Sottolineare errori arbitrali non è, a mio parere, piagnucolare. È vero che il Napoli poteva e doveva fare di più ma far notare che un rigore è sacrosanto rientra nelle (ormai poche) facoltà dei tifosi. Inoltre, il rigore poteva incanalare la partita su binari più congeniali e sicuramente il Verona non avrebbe fatto quel gioco ostruzionistico che ha caratterizzato il secondo tempo. Bravo Gennaro👏🏼👏🏼👏🏼

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