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ADL: “Napoli unico club non indebitato, regole da cambiare”

Lunga intervista rilasciata dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis durante il convegno “Ricostruire parola alle Imprese”, tenutosi ieri sera presso il Palazzo dello Sport di Castel di Sangro, in cui il numero uno azzurro ha spaziato tra vari argomenti legati sia agli effetti che l’epidemia di Coronavirus ha avuto sull’economia legata al mondo del calcio, sia su come le principali istituzioni calcistiche hanno reagito di fronte all’emergenza: “La Figc aspetta la Lega, cioè noi. I club non sono capaci di decidere, i 20 club tranne il Napoli hanno collezionato 3 miliardi di debiti, questo va bene? Per la Figc non sarebbero neanche ammissibili, ma poi il povero Gravina dice: cosa devo fare? Non partiamo? Solo quattro squadre dovrebbero iniziare? Io ero l’unico che mi battevo per i 5 cambi, prima ancora per la panchina, si mandavano i giocatori pagati in tribuna durante le partite. Poi c’è il fair play finanziario per chi fa le coppe, gli altri 13 non partecipano e su molte scelte vai in minoranza in assemblea. Ora -ha poi concluso ADL- c’è il problema che in Francia sono tornati i focolai, in Spagna anche, i casi aumentano, aspettiamo, ma siamo ancora lontani da un vaccino ed il problema è di capire se dobbiamo lavorare per la nazionale di Mancini o per i tifosi napoletani, la Juve per i tifosi juventini e così via, tutti dovrebbero partire quando è tutto sanificato”.

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