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De Laurentiis: “Osimhen? Va aspettato. Assurdo giocare a porte chiuse…”

Inizia il ritiro del Napoli ed arrivano anche le prime parole del presidente Aurelio De Laurentiis dal ritiro estivo di Castel di Sangro, dove gli azzurri si sono ritrovati oggi per il primo giorno. Il numero uno azzurro ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli proprio ed ha toccato vari temi: “Forza Napoli, un grazie soprattutto al sindaco Caruso, al presidente della Regione Abruzzo Marsilio, che vedremo sicuramente domani. Domani alle 15 ci sarà la presentazione ufficiale. Mi hanno lasciato senza parole, non ha nulla da invidiare alle altre regioni italiane alpine, questo è un posto dove si può preparare bene la stagione calcistica, le strutture sono straordinarie, manto erboso perfetto, palazzetto organizzato. Abbiamo montato 3-4 negozi del Napoli dove dal 27 presenteremo le prime nuove maglie. Io vi ho seguito per le vostre lamentele, a parte che se uno non si lamenta non può essere tifoso del Napoli, è giusto che vi lamentiate. Dal punto di vista estetico, dispiace doverlo far notare, su questi colori che abbiamo scelto insieme ai designer di Kappa, abbiamo stabilito che il colore rosso, non per fare assist alla Lete, era quello che avrebbe risaltato di più, creando una corretta contaminazione di colori e quello che c’era nel retromaglia riguardo il caffè Kimbo“.

Il presidente ha poi proseguito: “Grazie a Gattuso, qui non si fanno sconti a nessuno, per esprimere questo spirito di appartenenza bisogna dare tutto, non bisogna essere a semi riposo come è successo nel recente passato. Tifosi sugli spalti? Mi auguro sia una grande apertura, poi quando verrà ne parleremo con Gravina. Qui ci stiamo muovendo molto male a livello nazionale, il problema è che se io fossi stato nel governo avrei preteso che in entrata non doveva venire nessun straniero, in uscita non doveva uscire nessun italiano. Ci lamentiamo che tutti vanno a stronzeggiare alla Maldive, Dubai, quando noi abbiamo le zone più belle del mondo che molto ignorantemente non conoscono. I soldi li dobbiamo lasciare a casa nostra“.

Arriva poi una battuta sul nuovo attaccante azzurro Victor Osimhen: “È stato sette mesi fermo, deve conoscere il calcio italiano, bisogna dargli tempo e spazio. Prego i tifosi di supportarlo invece di sopportarlo, cosi arriverà l’aiuto che lo farà crescere ed inserire in un contesto dove Rino Gattuso non farà sconti a nessuno, assolutamente“.

“In questo momento sono avvilito, non stuzzicato – ha continuato De Laurentiis – si pensa solo a fare un assist a Ceferin, come se lui fosse il finanziatore di tutti i sistemi calcistici europei. Sono sorpreso da tutte le leghe, bisognerebbe che siano più unite tra di loro. Non possiamo dire apriamo per fare un assist a Ceferin visto che ci sono i campionati europei, il tifoso è per i campionati nazionali. Se tieni gli stadi chiusi stai facendo un autogol a tutto il calcio italiano, stai offendendo milioni di tifosi che al voto potrebbero sfancularvi, attenzione a fare cavolate”. 

L’intervento si è poi chiuso con una domanda sulle possibili rivali nel corso della prossima stagione e sullo scottante tema dei diritti tv: “Non ci sarà solo la Juventus di Pirlo. Avremo un Inter che si è rafforzata, la Roma con una nuova proprietà, la Fiorentina al secondo anno cercherà di fare meglio, ma è inutile che spendiamo soldi e ci rafforziamo se poi ci fanno giocare a porte chiuse, è la più grossa stronzata del secolo! Non è che perchè io devo fare i campionati europei devo distruggere le altre squadre facendo tre partite a settimana. Nessuno alza ma la voce, la Uefa ha da perdere, dovrebbe essere al nostro servizio, invece sembra che noi siamo al servizio della Uefa. Diritti televisivi? Io ho dato la strada dell’autonomia e della maturità, siamo tutti industriali ma se siamo legati al passato allora siamo industriali superati, ho cercato di aprire una riflessione. Non dico sia il modello Aurelio De Laurentiis, dico che è un modello che funziona, potrebbe determinare anche la ricchezza dei club minori, l’importante è dotare i club medio-piccoli di una capacità economica per competere anche con quelli medio-grandi, altrimenti si ha un torneo squilibrato. Quando arriva una squadra femmina che gioca con una squadra minore, allora perde, si ferma. Il campionato è tutto da rivedere, bisognerebbe mettere dei premi, mettendo quel fatturato in più che ho scritto si potrebbero mettere premi. Poi metterei un obbligo, non ci si può sempre far dare giocatori in prestito, il 65% di quegli introiti bisogna investirli sul mercato”.

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