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FOCUS – Lobotka, la chiave del nuovo equilibrio

L’acquisto di Stanislav Lobotka dal Celta Vigo, qualora si concretizzasse nelle prossime ore, sarebbe certamente importante per il Napoli ma rappresenterebbe altresì un segnale fondamentale per il nuovo (o “vecchio”, dipende dai punti di vista) progetto tattico di Rino Gattuso. L’allenatore azzurro infatti, fin dalla prima conferenza stampa di presentazione a Castel Volturno, non ha mai nascosto la sua volontà di mettere da parte l’ancelottiano 4-4-2 per ritornare a giocare con le tre punte e con altrettanti centrocampisti. Un sistema di gioco che per anni ha esaltato squadra e tifosi.

Ritrovare compattezza e armonia non è però cosa facile. Il calcio non è solo questione di numeri, contano tanto anche le qualità dei calciatori a disposizione. Lo sa bene soprattutto Gattuso che nelle due gare contro Parma e Sassuolo, nonostante il diverso schieramento tattico e un atteggiamento mentale almeno in parte ritrovato, è incappato nello stesso problema del suo illustre predecessore: la mancanza di equilibrio. Un enigma collegato in particolar modo alle caratteristiche della mediana azzurra e sul quale si è provato a intervenire sperimentando temporaneamente Fabián come regista. I risultati però sono stati decisamente deludenti, tanto da spingere l’allenatore a richiedere interventi importanti sul calciomercato in quel settore.

La società in questo senso non si è lasciata cogliere impreparata, vagliando tanti nomi e puntando in primis su Lucas Torreira (prima emarginato all’Arsenal con Emery, successivamente rilanciato dal subentrante Arteta), per poi virare con decisione sul regista slovacco già consigliato da Hamsik nell’estate del 2018 (prima che arrivasse proprio il veto di Ancelotti proprio in favore dello spagnolo, a quei tempi in forza al Betis Siviglia). Una trattativa, quella per il classe ’94, che ha subito una forte accelerata in questi giorni non solo a causa delle difficoltà riscontrate per l’uruguaiano dei Gunners ma anche per il benestare della guida tecnica, fortemente convinta delle qualità del giocatore per svolgere il ruolo di vertice basso.

Un acquisto che, se azzeccato come fu quello di Jorginho (avvenuto anch’esso proprio in una sessione invernale di mercato del 2014), potrebbe restituire al Napoli geometrie e disciplina tattica nella zona nevralgica del campo: elementi che da troppo tempo sono venuti a mancare e che sono necessari per rilanciarsi per ottenere il massimo possibile nella seconda parte di stagione.

A cura di Danilo Casano

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