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FOCUS – Di Lorenzo, la volontà più forte del destino

Giovanni Di Lorenzo al termine della stagione 2015 è un giocatore senza contratto, senza agente, improvvisamente senza un futuro. Strano destino il suo, passato nel 2009 dalla Lucchese alla Reggina, si è messo in mostra negli ultimi due anni in amaranto, ma il fallimento della società l’ha colto impreparato. Senza qualcuno che cura i suoi interessi, apparentemente senza estimatori, Di Lorenzo sembra avviarsi ad una prematura conclusione della sua carriera, o quantomeno della sua scalata alla serie A.

Un uomo che non ha mai smesso di credere nelle capacità di Di Lorenzo a dire il vero c’è, e il giovane terzino lo ricorda bene dai tempi della Lucchese: il direttore sportivo Paolo Giovannini, grande estimatore del calciatore fin da quando giocava mediano.

Giovannini prende ancora un volta per mano il giocatore indirizzandolo al Matera, per ripartire così dalla Lega Pro e dare la possibilità al ragazzo di riprendersi in campo ciò che adesso sembrava sfumare. Dopo appena due anni l’Empoli bussa alle porte del Matera e Di Lorenzo ottiene la possibilità di salire sul treno che lo riporta in quella serie B soltanto provata con la Reggina. Da qui in poi è storia abbastanza nota. La promozione al primo anno con l’Empoli di Andreazzoli, l’ottima annata in serie A nonostante la retrocessione dell’Empoli e infine il trasferimento al Napoli.

31 Maggio 2019, la cifra versata dal club azzurro è di 9.5 milioni di euro. La finestra di mercato che dovrebbe portare la firma di Ancelotti con tanti top player all’ombra del Vesuvio si apre così, con un terzino che nel 2015 era senza contratto, proveniente da una squadra di provincia appena retrocessa. Sono pochi i tifosi soddisfatti dall’operazione, in molti nemmeno se ne accorgono del suo arrivo nei giorni del tormentone estivo James Rodriguez. In quei giorni sembrava più importante veder arrivare a Capodichino un aereo proveniente dalla Colombia, nessuno diede particolare importanza a quel treno che, partito dalla Lucchese, dopo un lungo giro, aveva scelto come destinazione Napoli per consacrare al calcio che conta l’ormai non più giovanissimo Di Lorenzo.

La prima stagione al Napoli è fino ad ora perfetta. In campionato 1440 minuti giocati da titolare rispetto ai 1530 disponibili, facendo addirittura meglio in Champions dove ha giocato tutte e 6 le partite di qualificazione, 540 minuti su 540. In parole povere Di Lorenzo è sempre stato in campo. Poche partite sottotono, mai errori clamorosi. In campo Di Lorenzo mostra una sicurezza e una determinazione che non ci aspettava da un giocatore che avrebbe dovuto sentire la pressione del grande salto. Invece il terzino venuto dalla provincia ha lasciato tutti a bocca aperta, anche i più pessimisti, quelli che per un’intera estate e ancora fino a Novembre criticavano la società per il suo acquisto. In campo contro il Liverpool con la serenità e l’atteggiamento delle partite che lo vedevano affrontare squadre molto meno blasonate e forti. Oggi in molti considerano l’esplosione del terzino azzurro una sorpresa. Senza ombra di dubbio una tale affermazione non era facilmente preventivabile, non da tutti almeno. Ma chi l’ha sempre seguito, chi lo conosce da quando giocava in attacco e veniva chiamato “Bati” in onore di Batistuta, non è poi molto sorpreso. E se ancora avete qualche dubbio, chiedete pure al direttore Giovannini che solo qualche tempo fa disse:”Per ora non ho ancora contattato Giovanni, lo farò dopo il suo esordio in Nazionale”.

A cura di Gianmarco Torelli

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