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FOCUS – Difesa da incubo, l’obiettivo ora è ritrovare l’equilibrio

L’attesa è terminata ed è arrivato il miglior regalo di Natale possibile per i tifosi azzurri: dopo poco più di due mesi il Napoli, infatti, è tornato alla vittoria in campionato sul campo del Sassuolo. La gioia finale però non basta a cancellare un primo tempo decisamente deludente che, ancora una volta, ha evidenziato le incredibili difficoltà difensive che il gruppo azzurro si trascina dietro dall’inizio della stagione. I numeri parlano chiaro e risultano impietosi ed insostenibili per una squadra con la qualità e le ambizioni del Napoli: 22 gol subiti in appena 17 giornate (una media di 1,2 gol subiti a partita) e conseguente settimo posto tra le difese della Serie A. Non che l’attacco vada poi così meglio (27 gol realizzati ed ottavo posto al pari del Bologna) ma la rinascita degli uomini di Gattuso dovrà necessariamente passare dalla crescita della fin qui disastrosa fase difensiva.

Ma da dove derivano le palesi difficoltà del reparto arretrato azzurro? Uno dei motivi risiede sicuramente nelle scelte fatte in estate dalla società che ha forse sottovalutato l’addio di un leader come Albiol. L’esperto centrale spagnolo negli ultimi anni aveva infatti non solo favorito la crescita esponenziale di Koulibaly, ma anche guidato l’intera difesa con maestria aggiungendo la non banale capacità di saper impostare il gioco dal basso. Con la cessione dell’iberico si è persa così gran parte della solidità difensiva mostrata dal Napoli nelle scorse stagioni e si è pensato di poterla rinnovare con l’arrivo di Manolas che avrebbe dovuto formare con lo stesso Koulibaly una coppia formidabile, ma così non è stato. I due, che hanno giocato anche poco assieme a causa di diversi infortuni, si sono dimostrati fin troppo simili per caratteristiche e ciò ha contribuito al disastro ammirato fino a questo momento. Se a tutto questo aggiungiamo le poche e confuse idee messe in mostra sotto la gestione Ancelotti e il conseguente squilibrio tattico che ne è derivato il quadro è completo.

La speranza adesso è che con l’avvento di Gattuso e la sua nuova idea di gioco il Napoli possa invertire la rotta e ripartire per dare un senso alla stagione. In tal senso, nelle prime due uscite degli azzurri con l’allenatore calabrese in panchina, si è intravisto qualcosa di diverso ma la strada verso la totale ripresa è apparsa ancora lunga e tortuosa. La scalata che attende il Napoli è infatti assai ardua da compiere e d’ora in avanti, per cercare di riuscire nell’impresa, le parole d’ordine dovranno essere due: continuità ed equilibrio. Quello stesso equilibrio che “A questa squadra è mancato per tantissimo tempo” per usare le parole dello stesso Gattuso chiamato ora a guidare un gruppo malato verso una rapida e convincente guarigione.

A cura di Simone Santacroce

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