Flash

Gattuso: “La squadra è forte, ora dobbiamo lavorare a testa bassa”

Gennaro Gattuso, nuovo allenatore del Napoli, è stato appena presentato in conferenza stampa al centro tecnico di Castel Volturno accompagnato anche dal presidente Aurelio De Laurentiis che però non ha voluto rilasciare dichiarazioni tranne ad inizio conferenza dove ha salutato Ancelotti: “Mi sembra doveroso ringraziare Ancelotti che ci ha seguito fino ad ora. Rimango suo amico, lo ero prima e lo sarò dopo. Tra noi c’è un rapporto limpido e sincero. Ho letto da qualche parte che tra me e lui ci sono stati contrasti, non è vero, l’ho sempre rinnegato. Dispiace che le cose siano andate così ma molto spesso tra marito e moglie ci si divide ma si mantengono buoni rapporti. Noi non siamo né marito né moglie ma due persone che hanno lavorato insieme coltivando un sogno, ci siamo svegliati all’improvviso e a un certo punto con grande responsabilità per non rovinare il suo palmares di vittorie straordinarie ho cercato di salvaguardarlo e di dire, caro Carlo, è arrivato il momento di dividerci. Non mi fate domande perché non vi risponderò, non fatemelo ripetere, oggi è solo il momento di Ringhio Star, uno che non ha bisogno di presentazioni e vuole darvi delle risposte perché è uno che ha assimilato nel passato il Napoli osannato da Sacchi e lo ha applicato anche al Milan cercando di fare meglio di quanto si potesse fare arrivando quinto”. 

Ha poi preso la parola Rino Gattuso: “Perché ho scelto Napoli? È facile dire sì al Napoli, è una grande società e penso che questa squadra, nonostante il momento non positivo, è grande. Come qualità dei giocatori mi piace tantissimo e il 99% di questi sono funzionali al mio tipo di calcio. La prima volta che mi sono visto col presidente è stato domenica, ho fatto 6 ore ad andare e tornare per non farmi beccare da nessuno. Ci siamo visti alla Filmauro alle 21.30. Con Ancelotti ci siamo sentiti stamattina, volevo chiamarlo già ieri sera ma sapevo stava con moglie e familiari. Sono stati due giorni non facilissimi, sapevo che dovevo chiarirmi con lui, spiegare perché ho scelto. Mi ha messo in difficoltà anche il fatto di dover lasciare qualche membro dello staff solito. Lui è stato un papà, con lui ho fatto più di 400 partite, siamo riusciti a vincere tanto e nei momenti di difficoltà l’ho sempre chiamato e oggi per l’ennesima volta ho avuto la conferma dell’uomo che è. Mi ha chiesto le cose dove può migliorare questa squadra e si è dimostrato un grande uomo. Non fate però i paragoni perché lui ha vinto tutto nel mondo da allenatore e io sono un allenatore giovane e sicuramente devo ancora dimostrare tanto e spero di fare il 10% di quello che ha fatto lui nella sua intera carriera”. 

Sull’obiettivo stagionale: “Il Napoli è costruito per andare in Europa, so che è difficile ma è cosi. Non alzo le asticelle. Questa squadra non può stare fuori dall’Europa che conta. Il momento in campionato non è positivo ma ci rialzeremo. Bisogna ripartire a testa bassa, lavorare, pedalare, riuscire a vincere queste due partite prima della sosta natalizia. Dobbiamo recuperare, abbiamo l’obbligo di comandare le partite. So quello che posso dare ma squadra e società devono aiutarmi e io devo aiutare loro. Si deve viaggiare di pari passo. Si esce da questo momento pensando solo al lavoro, soltanto così potremo riportare i tifosi allo stadio ovvero con i risultati”.

Sui dettagli del contratto con il club azzurro e sul possibile modulo che utilizzerà: “Mi fate ridere quando parlate di contratti, chi fa questo mestiere è legato al risultato sempre, poi 6 mesi e opzione è relativo. Domenica il presidente mi proponeva solo 6 mesi e io sarei venuto uguale perché è una grande opportunità. Questa è una squadra di qualità, non potevo scegliere di meglio per il tipo di gioco che voglio provare a fare, sono giocatori che sembrano fatti col pennello per me. Vedremo come giocare e non voglio dare vantaggi, tra due giorni giochiamo. In questo momento ho in testa il 4-3-3 perché ho i giocatori giusti”.

Una battuta sul possibile approdo in azzurro di Zlatan Ibrahimovic: “Voglio parlare di chi c’è. In questo momento è troppo facile parlare di Ronaldo, Ibra o Ronaldinho. Parlo di chi c’è adesso”.

Sul cosa non va nel Napoli al momento ha poi risposto: “Quando le cose non vanno bene si va sempre alla ricerca degli alibi, è un problema di noi essere umani. In questo momento dobbiamo pensare cosa non ha funzionato in campionato. Possiamo migliorare la difesa, su come tenere il campo, su come palleggiare. Secondo me possiamo palleggiare decisamente meglio di quanto fatto fino ad ora”. 

Sul contatto che ha avuto con Ancelotti e sulle prime impressioni che ha avuto durante il primo allenamento: “Lui è una persona navigata, sa cosa può dire o no a un collega, ma ho visto da parte sua grande apertura e disponibilità. Abbiamo parlato e quello che abbiamo detto me lo tengo. La squadra è consapevole che può fare di più, neanche loro si aspettavano questo momento e hanno voglia di rivalsa, vogliono far vedere che ci sono. Ho avuto sensazioni buone, ho fatto i complimenti al presidente, non mi aspettavo un’organizzazione così alta, ci sono tre campi, gli spogliatoi, le strutture. Non pensavo di trovarmi tutto quello che ho visto e sono rimasto molto colpito al mio arrivo”.

Sulle responsabilità che derivano dalla panchina del Napoli: “So in che posto sono venuto, che aria si respira in città, sono uno che ama il mare e vengo da lì. Ma ora mi sono messo in un mare grande e devo stare attento altrimenti annego. Chi mi conosce, chi sa la mia storia umana e calcistica sa che non ho paura di nulla, vado ovunque, ho la consapevolezza di avere grande professionalità attorno a me con persone dello staff davvero preparate. Poi è normale che devono arrivare i risultati e spero di riuscire a farli. Per me è motivo d’orgoglio essere qua. Ho rifiutato tante squadre che non mi convincevano mentre qui so che posso fare bene lavorando tanto. Non c’è cosa più bella quando mi piace tutto. Ora sta a me”.

Sull’esigenza di acquistare un regista nel mercato di gennaio: “Vale per quello che ho detto su Ibra, oggi parlo di chi c’è, del mio organico attuale. Quando volete parlare di mercato non vi risponderò. Se un allenatore parla di giocatori non suoi è una mancanza di rispetto. Se volete fate domande a De Laurentiis o Giuntoli sul mercato”.

In passato Gattuso dichiarò di essere orgogliosamente terrone e gli è stato chiesto se la panchina del Napoli rafforzi questa sua dichiarazione: “Mia moglie è italo-scozzese e quando ragiona pensa in inglese. Io, invece, penso in calabrese, poi dal dialetto devo trasformare quello che ho pensato in italiano. Ma è giusto così. Ho lasciato casa a 12 anni ma le tradizioni restano. Ecco perché sono orgoglioso di essere del sud”.

Sulla percezione che si ha del Napoli all’estero: “La percezione che c’è all’estero è più importante di quello che pensate voi qui. Ci sono giocatori che hanno mercato e non sono stati venduti per merito della società. Quindi la mia considerazione è altissima”.

Da due mesi ormai il Napoli non gira e a Gattuso è stato chiesto se il problema è sanabile dal suo punto di vista: “Non lo so, non c’ero, ma devo essere bravo a farmi raccontare meno cose possibile. Da solo devo capire cosa non va. Non voglio che la gente mi riporti le cose che sono accadute. Voglio toccare con mano la situazione. Voglio parlare con l’animo dei giocatori. Ovvio che qualcuno non sia contento ma i rancori non ti portano da nessuna parte. Bisogna pedalare e vincere le prossime due partite tutti assieme, poi si vedrà in che direzione andare”.

Sul cosa si aspetta dalla partita con il Parma e sul momento di Insigne: “Affrontiamo una squadra carica a pallettoni, vanno forte, bisogna fare molta attenzione. Non è un caso che stiano facendo buoni risultati. Insigne? Punto su tutti. Insigne è un patrimonio e devo riuscire a trasmettere fiducia a lui e a tutti gli altri. Parliamo del capitano di questa squadra, è nato qui, ma vale per tutti gli altri, non solo per lui. Da allenatore ho il dovere di far esprimere al massimo tutti i giocatori a disposizione”.

Sulle possibili differenza tra il suo gioco e quello di Ancelotti: “Dipenda da una cosa: se credere oppure no nei moduli. Alla fine ci sarà qualche cambiamento di posizione sicuramente. Ma vi dico che non mi piace giocare con due linee da quattro. E non faremo test su condizioni fisiche dato che c’è il Parma a breve, vedremo dopo. Lo staff di Carlo aveva una metodologia di lavoro non tanto diversa dalla mia ma qualcosa cambierà. Valuteremo dalla prossima settimana”.

Sui sorteggi degli ottavi di Champions che avverranno lunedì a Nyon: “In Champions giocheremo a febbraio, ho altri problemi adesso. Prima ci sono tante partite. So che è una grande vetrina soprattutto per il Napoli ma poi vedo le squadre che si possono affrontare e alla fine mi faccio il segno della croce perché dive capiti capiti ne becchi una forte”.

Chiude la conferenza stampa il presidente De Laurentiis: “Vi ringrazio, vi farò sapere quando ci possiamo incontrare per una lunga chiacchierata tra di noi. Per il momento forza Napoli e ci vediamo allo stadio sabato contro il Parma”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *