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Ancelotti esonerato, dai giocatori una tardiva presa di coscienza

Un gesto può valere più di mille parole, tanto più se quel gesto arriva da un giocatore, un uomo, che di parole non ne ha mai dette tante, che ha sempre misurato ogni gesto, ogni reazione. Quel lungo abbraccio tra Callejon e Ancelotti rubato dagli obiettivi al momento del cambio esprime ciò che ha provato ieri lo spogliatoio azzurro.

Il cambio della guardia era stato deciso già prima del match. Ancelotti lo sapeva, la squadra ne era consapevole, a nulla è servita la bella vittoria e il passaggio agli ottavi di Champions. Come a nulla sono servite le dichiarazioni nel post partita di diversi giocatori a supporto del proprio allenatore.

Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna ha tentato una ricostruzione della reazione dello spogliatoio nelle ore precedenti e successive alla partita. Un clima pesante, i calciatori consapevoli di aver avuto un ruolo determinante nell’esonero di Ancelotti e assaliti dai rimpianti. Sembrerebbe che nel post partita diversi giocatori si son lasciati trasportare dall’emotività fino a cedere al pianto per il destino dell’allenatore ormai chiaro a tutti. Troppo tardi per correre ai ripari, la levata di scudi in difesa di Ancelotti ai microfoni e sui social è talmente tardiva da apparire fuori luogo. Fuori tempo massimo, come l’abbraccio di Callejon.

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