Champions League Flash

Ancelotti in conferenza: “La valigia è sempre pronta ma io resto ottimista”

Carlo Ancelotti e Alex Meret hanno parlato in conferenza stampa a Castel Volturno alla vigilia della decisiva sfida di Champions League contro il Genk. A prendere la parola per primo è stato l’allenatore azzurro: “Parlo col presidente tutti i giorni, siamo tutti super concentrati sulla partita di domani. Vivo questa vigilia come una grande opportunità di riuscire attraverso la partita ad ottenere un risultato importante, non ho altri pensieri al momento”.

Ancelotti ha poi parlato delle eventuali decisioni che potrebbe prendere nel post partita con il Genk: “In queste ore devo prendere delle decisioni perché devo scegliere la formazione giusta, la strategia migliore per la partita per giocare bene, tornare a fare con la squadra quello che abbiamo fatto tante volte, in Champions soprattutto quest’anno e quindi fare una gara convincente. Dopo la gara farò sicuramente delle riflessioni legate alla partita, come ho fatto dopo Udine, spero siano positive perché sono state poche ultimamente le riflessioni positive”.

“Sappiamo tutti che non è un momento positivo, ma siamo tutti vogliosi di ripartire, di ritrovare la vittoria che non arriva da troppo tempo – ha confessato il portiere azzurro Meret – domani è fondamentale per passare il turno, è tutto nelle nostre mani. Dipende solo da noi, siamo concentrati e con la mentalità giusta davanti ai nostri tifosi”.

Sui risultati estremamente negativi in campionato Ancelotti ha poi dichiarato: “Certo, si deve valutare quanto di buono fatto in Champions e proprio per questo bisogna capire perché s’è fatto poco bene in campionato. Una qualificazione non cancella ciò che non s’è fatto bene, ma ci può dare stimoli per risolvere i problemi in campionato sicuramente”.

Ad Ancelotti è stato poi chiesto se inserirebbe nel suo staff una figura come quella dello psicologo: “Ho lavorato per anni con uno psicologo al Milan, è una figura importante ma dipende dalla valutazione che ne fanno i giocatori di questa figura. Se la intendono come un valorizzatore di risorse umane allora sì, ma è negativo se la intendono come uno psichiatra”.

A Meret è stato chiesto poi quale è il problema principale di questo Napoli: “Non riusciamo a tenere i ritmi alti durante tutta la gara, ma è un fatto mentale perché stiamo bene ed in Champions lo facciamo per 90 minuti quindi dobbiamo trovare continuità. E’ una questione mentale che dobbiamo risolvere assolutamente”.

Al mister è stato poi chiesto se la valigia nel caso è già pronta: “Per un allenatore deve essere sempre pronta, essere messo in discussione è normale per un allenatore quando le cose vanno male. Sono esperienze che ho già vissuto in passato, in tutte le squadre e quindi non mi spaventa che la società un giorno possa esonerarmi o che io possa decidere di andare via. Se non si verificano determinate situazioni, io devo andare avanti, altrimenti è giusto da entrambe le parti chiudere il rapporto, ma io non ci sto pensando ora. Vedo che ci sono tante cose che vengono dette, ma io penso alla squadra e mi sento coinvolto in questo periodo negativo, non posso far finta di niente, la squadra non esprime ciò che potrebbe e l’abbiamo visto in Champions. Se avessimo avuto lo stesso andazzo in campionato sarebbe stato diverso, ma in Champions ho visto prove di grande livello. É un periodo che finirà, ma non possiamo andare troppo per le lunghe, è già durato troppo”.

A Meret è stato chiesto poi se domani si giocherà per l’allenatore: “La partita è per tutti, per noi come gruppo, per ritrovare la fiducia come gruppo. Ci può dare quella motivazione che ci sta mancando in campionato”. Il portiere azzurro ha poi aggiunto: “Sappiamo che dobbiamo dare qualcosa in più, in campo ci andiamo noi, dobbiamo dare il massimo per uscirne. Non seguiamo le voci, ma pensiamo al campo soltanto”.

Sulle condizioni di Milik e Allan: “Sta bene, si è allenato in questi giorni con la squadra e lo valuteremo ancora oggi ma credo sarà disponibile già da domani, come Allan che ha un colpo alla costola ma ieri s’è allenato e speriamo ci sia per domani. Maksimovic invece dovrebbe essere out”.

Sul cosa si aspetta dalla squadra domani Ancelotti ha risposto: “Una prova convincente, come parecchie di Champions dove il cammino è stato ben fatto fino ad ora positivo, non era facile il girone e continua a non esserlo. Il fatto di essere ad un passo significa che almeno in questa competizione abbiamo fatto bene”. Sulla differenza tra campionato e Champions poi aggiunge: “La squadra è preoccupata per quello che non riesce a fare, è un aspetto mentale. In Champions a Liverpool era molto più libera, con meno responsabilità rispetto al campionato. Questo peso mentale ha condizionato molto”.

Sul centrocampo che non funziona soprattutto senza Allan: “Paradossalmente Allan non ha la qualità come migliore caratteristica, è considerato uno di carattere e intensità, ma la presenza di Allan dimostra più qualità e questo può essere un paradosso. Senza Allan, ma con giocatori di più qualità, troviamo difficoltà nel gioco e nella copertura. Allan dà quell’equilibrio che diventa fondamentale per difendere bene e giocare meglio”.

Una breve battuta sulle voci che legano Ibrahimovic al Napoli: “Oggi non l’ho sentito ma ieri sera si. E’ a Los Angeles, sta bene”.

Sulle sensazioni per la partita di domani: “Ho la sensazione che faremo una grande partita, che passeremo e speriamo di farlo da primi per avere un ottavo più abbordabile. Sono ottimista, a meno che l’allenatore non sbagli del tutto la formazione”.

Ad Ancelotti viene poi chiesto se esiste qualcosa che non rifarebbe nella sua esperienza napoletana: “Si c’è una cosa ma non ve la dico” la sua lapidaria risposta.

La conferenza si chiude poi parlando del famoso frame di Mario Rui ad Udine che camminando si guarda attorno e non vede compagni muoversi: “Ho visto quel frame lì, mi sono arrabbiato pure io, ma è cattiva informazione perché era un’azione difensiva che abbiamo fatto con 6 giocatori offensivi, tranne Llorente e Callejon che aveva fatto il cross precedente, gli altri 8 erano rientrati velocemente, poi quando Mario Rui prende palla rifiata assieme agli altri. Per 10 secondi se uno cammina non significa che l’ha fatto per tutti i 90 minuti del match”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *