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Il San Paolo compie 60 anni: la storia della casa del Napoli

Dalla vittoria in casa contro la Juve il giorno dell’inaugurazione all’ammutinamento e alla difficile situazione attuale: la storia del Napoli è indissolubilmente legata a quella dello stadio San Paolo. Era il 6 dicembre 1959 (esattamente 60 anni fa) e gli azzurri, che si erano appena trasferiti dal vecchio e scomodo stadio Collana del Vomero al nuovo impianto di Fuorigrotta chiamato all’epoca Stadio del Sole, batterono all’esordio per 2-1 i bianconeri grazie ai gol di Vitali e Vinicio e da lì partì la grande storia del Napoli all’interno della sua nuova casa. Successivamente l’impianto progettato dall’architetto Carlo Cocchio fu denominato “San Paolo” prendendo spunto dalla leggenda dello dello sbarco di Paolo di Tarso nella zona proprio di Fuorigrotta. Da quel momento il Napoli e i propri tifosi hanno vissuto lì grandi emozioni, nel bene e nel male.

Alterne fortune acccompagnarono gli azzurri negli anni successivi a quel 6 dicembre 1959 fino a quando, in un torrido pomeriggio del 5 luglio 1984, la storia del Napoli e anche della città stessa prese una piega del tutto impensabile fino a poco tempo prima. Sul terreno di gioco, accolto da circa settantamila festanti ed increduli spettatori, si presentò al pubblico napoletano Diego Armando Maradona appena prelevato per 13 miliardi e mezzo di lire dal Barcellona. Fu quello il momento in cui Napoli ed il Napoli si fissarono in maniera indelebile sulla mappa calcistica italiana ed europea e iniziarono la loro battaglia sportiva contro le superpotenze del Nord. Fino a quel momento gli azzurri avevano vinto poco o nulla ma nel periodo ‘maradoniano’ l’allora presidente Ferlaino si decise a costruire una grande squadra. Fu quello il periodo più vincente della storia azzurra che vide il Napoli ottenere ben due Scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una storica Coppa Uefa eliminando persino la Juve ai quarti di finale grazie ad una incredibile rimonta ai supplementari. Il San Paolo, gremito come non mai e vestito a festa, poté così iniziare ad essere la casa di una squadra vincente che diventò l’orgoglio di un intero popolo.

Dagli anni ’90 in poi però la storia iniziò a cambiare e al progressivo peggioramento strutturale dell’impianto si accostò quello della squadra azzurra che iniziò un agonizzante processo di ridimensionamento che portò gli azzurri a retrocedere in Serie B nel 1998. Da lì prese il via un lungo periodo che vide il Napoli alternarsi tra la serie cadetta e la Serie A fino a quando nel 2004 la società all’epoca presieduta da Francesco Naldi fallí definitivamente. Erano lontani gli antichi fasti del decennio precedente e i tifosi azzurri iniziarono a pensare di non poter tornare più a riempire gli spalti di un ormai fatiscente San Paolo. Arrivò però quella estate un noto imprenditore cinematografico che colse l’occasione e diede nuova vita al Napoli: Aurelio De Laurentiis. Il resto è storia. Una rapida ascesa dalla Serie C (con i cinquantamila tifosi presenti al San Paolo per Napoli-Cittadella) alla Serie A nel giro di tre anni e il ritorno ai palcoscenici europei.

Sono passati ormai 12 anni ed il San Paolo ha potuto in questo periodo tornare a ruggire e diventare la casa di nuovi campioni che hanno vestito la maglia azzurra facendo innamorare di nuovo i tifosi napoletani: da Hamsik a Lavezzi, da Cavani a Higuain, fino a giungere agli attuali Mertens e Callejon ormai destinati a partire. I tempi bui del fallimento sono apparsi così finalmente lontani nell’ultimo decennio ed il Napoli è tornato a lottare per il titolo e a giocarsela con le big europee come non mai (sono impresse nella memoria di ogni tifoso azzurro infatti le vittorie interne in Champions League contro corazzate del calibro di Manchester City, Chelsea, Arsenal e Borussia Dortmund).

Veniamo dunque così ai giorni nostri. Lo stadio, grazie ai fondi investiti per le Universiadi, ha subito questa estate un urgente e doveroso restyling che lo ha portato all’attuale conformazione e colorazione. Al cambiamento, seppur parziale dell’impianto, ha fatto seguito anche quello della squadra che dopo l’esaltante triennio sarrista (privo però di titoli) ha cambiato totalmente filosofia con la fin qui deludente gestione di un grandissimo allenatore come Carlo Ancelotti. Ad inizio stagione si pensava che con un San Paolo migliorato si potesse avere ad ogni partita una grande cornice di pubblico, eppure così non è stato. Le deludenti prestazioni della squadra e la vicenda legata alle multe arrivate ai tifosi presenti soprattutto nelle curve stanno invece soltanto lentamente allontanando i tifosi dallo stadio che mai come nelle ultime settimane è apparso freddo e vuoto. Per il bene della squadra e dei suoi appassionati tifosi la speranza è che durante la stagione in corso si trovino le giuste contromisure per riportare la situazione alla normalità, nel frattempo non possiamo far altro che ribadire i nostri auguri alla casa che ospita gli azzurri ormai da sessanta anni. Auguri San Paolo.

A cura di Simone Santacroce

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