Redazione

Milan-Napoli, sfida tra deluse in cerca di rilancio

Ai nastri di partenza gli obiettivi di Napoli e Milan erano diversi, ma entrambi ambiziosi. La squadra guidata da Ancelotti puntava decisa al tricolore in una corsa a tre con Juventus ed Inter. Il Milan invece, senza il doppio impegno dopo aver rinunciato all’Europa, sognava il quarto posto per rilanciarsi in Champions League. L’attesa per il match di San Siro è coinciso con la sosta nazionali, un vuoto riempito come sempre da notizie di calciomercato spesso sorrette dalle fantasie dei tifosi più che da fonti e fatti concreti. Notizie che riportano indietro nel tempo, a quando Zlatan Ibrahimovic trascinava il Milan al successo. Era il 28 febbraio 2011, Milan-Napoli finiva 3-0 ed era anche l’ultimo centro tricolore di Ibra nella stagione del 18° Scudetto rossonero.

Un viaggio della memoria che continua a ritroso nel tempo fino agli anni in cui la sfida tra Napoli e Milan era caratterizzata dalla presenza in campo di Maradona che cullava i sogni dei tifosi partenopei. In quegli anni la sfida tra le due squadre era semplicemente “la partita”, dal momento che rossoneri e azzurri erano le squadre favorite per vincere lo scudetto. Match che sono rimasti impressi nella mente dei tifosi di Napoli e Milan, oltre che di qualsiasi appassionato di calcio. Sfide come quella del Gennaio 1978. Le due squadre sono ai vertici, la Juventus di Trapattoni non è più un miraggio, allo scontro diretto le squadre arrivano con le migliori formazioni a disposizione. Da una parte Capello, Rivera, Collovati, guidati da Liedholm in panchina. Dall’altra il Napoli spavaldo di Di Marzio con Bruscolotti e Ferrario. Savoldi deciderà il match su rigore ma si rivelerà un fuoco di paglia e la solita Juventus vincerà alla fine il campionato.

È solo il preludio di quel che saranno i “fantastici anni 80”. Gli anni delle sfide tra personaggi che faranno la storia del calcio oltre che delle due squadre. E’ l’estate del 1985, precisamene il 5 Luglio, quando dagli spogliatoi del San Paolo sale Diego Armando Maradona. Bisogna invece attendere il 20 febbraio 1986 perchè alla guida del Milan arrivi Silvio Berlusconi. Quelli che verranno saranno gli anni della rivalità tra il Milan degli olandesi e il Napoli di Maradona e per tre stagioni la posta in palio sarà il tricolore. Nel 1987 sarà il trionfo per 2-1 al San Paolo con supergol di Maradona a firmare il trionfo dei partenopei. Vendetta rossonera l’anno dopo col 3-2 al San Paolo con Van Basten trascinatore e lo stadio che sportivamente applaude lo show dello squadrone di Sacchi.

I favolosi anni 80 del Napoli finiscono proprio nel 1988, un anno che porta via il sogno di quella squadra bella e vincente nel peggior modo possibile. Sul campionato italiano e sul calcio mondiale si è ormai affacciato il Milan di Arrigo Sacchi. Per gli azzurri le due sfide contro il Milan sono una debacle. A San Siro il Napoli si presenta come miglior squadra del campionato e i favori del pronostico. Nonostante ciò sarà il Milan ad imporsi per 4-1, con le marcature di Careca, Angelo Colombo, Virdis, Gullit e Donadoni. Quella partita cambierà qualcosa nella convinzione dell’ambiente Milan, facendo nascere l’idea che Maradona e la sua squadra potevano essere battuti, come puntualmente avverrà nel ritorno del primo maggio quando il Milan supererà per la prima volta in stagione il Napoli in classifica avviandosi a vincere lo scudetto. Una sfida epocale, tanto che in un periodo storico in cui il calcio era un evento quasi esclusivamente radiofonico, la Rai decise di trasmettere in diretta il secondo tempo del match. La decisione di viale Mazzini fu un successo.

Al termine della stagione così mestamente conclusasi, Bagni insieme al portiere Garella e a Bruno Giordano, eroi del primo scudetto partenopeo, abbandonarono Napoli. La città non esitò a vedere in quella fuga la prova della colpa dei tre giocatori nella controversa e mai provata vicenda che narra di uno scudetto “venduto”. Da lì in poi sarà il Milan a dominare. L’ultimo atto della magnifica storia di Maradona a Napoli si consuma nel 1989: 4-1 del Napoli con splendido pallonetto di testa di Maradona. Poi l’argentino lascia Napoli e il cigno di Utrecht si prende incontrastato la scena. Clamoroso il doppio risultato del 1992: 5-0 a San Siro con un gol, 5-1 al San Paolo con un leggendario poker che costa la panchina a Ranieri. Il peggior incontro tra Napoli e Milan è sicuramente quello del 1998. I rossoneri in trasferta vincono 2-1. Il Napoli precipita in B.

Arriva poi la storia recente, il Napoli di Sarri che umilia per 4 reti a 0 a San Siro un Milan in piena fase di ricostruzione. Le due squadre si ritrovano adesso a cercar di rimettere insieme i pezzi per affrontare il resto della stagione e salvare il salvabile. Questa è la missione di Pioli e Ancelotti ad oggi, uscire dal tunnel con in mano qualcosa che possa dare un senso a una stagione che per il momento vede gli azzurri lontanissimi e ormai fuori dalla lotta scudetto, il Milan a dover fare i conti con le squadre in lotta per la salvezza.

Una sconfitta per il Napoli potrebbe avere conseguenze devastanti su un ambiente così fragile e sul piede di guerra. Pioli se non dovesse quantomeno pareggiare si ritroverebbe a far seriamente i conti con la zona rossa della classifica. Sullo sfondo il malinconico incontro tra Ancelotti e Maldini, due monumenti del calcio italiano. Non è la prima volta che si incontrano così, l’anno scorso ricoprivano già i rispettivi ruoli, ma oggi è diverso e la posta in palio è altissima. Nelle bacheche i trofei, nel presente acque tempestose. Parte del futuro passa proprio per il match di San Siro.

A cura di Gianmarco Torelli

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