Redazione

FOCUS – Che fine ha fatto Koulibaly?

La crisi del Napoli passa senza dubbio anche per gli evidenti problemi denunciati fin da inizio stagione dalla retroguardia azzurra, incapace finora di garantire sicurezza agli altri reparti ed apparsa tanto discontinua quanto perforabile sia nell’organizzazione complessiva che nelle singole prestazioni dei suoi interpreti. Tra questi il calciatore che forse ha più manifestato tale processo di involuzione è stato Kalidou Koulibaly, lontano parente del centrale dominante delle ultime due stagioni e sempre più al centro della critica dopo partite negative in cui molti suoi errori sono risultati decisivi ai fini del risultato. Le motivazioni di quella che, primo anno con Benitez di ambientamento a parte, può a tutti gli effetti esser considerata finora la peggior stagione del difensore in maglia azzurra possono essere molteplici: dall’addio in estate di Albiol, grande punto di riferimento per lui sia in fase di impostazione che di non possesso, al forse eccessivo carico di responsabilità addossategli da stampa ed ambiente, fino al ritardo di preparazione causa coppa d’Africa passando per le costanti voci di mercato che vogliono i maggiori top club europei pronti da tempo a sferrare l’assalto decisivo al calciatore.

Non andando a discutere sull’immenso potenziale del difensore a tutti ormai noto, è un dato di fatto però che l’insieme di tutte queste componenti ha sicuramente tolto punti al Napoli attraverso gli errori individuali del senegalese che andiamo ora ad analizzare nel dettaglio. Che non sarebbe stata una stagione facile per la linea difensiva azzurra lo si è intuito fin dall’esordio stagionale al Franchi dove la vittoria degli uomini di Ancelotti sulla Fiorentina non ha del tutto convinto, visti i tre gol presi e l’enorme sofferenza patita nella prima parte di gara. Già da Firenze infatti Koulibaly, appena tornato dalla rassegna continentale con la propria nazionale e con una sola settimana di allenamento con i compagni, è apparso oltremodo svogliato tanto da soffrire parecchio i giovani Sottil e Vlahovic e soprattutto da perdersi Milenkovic sul gol del momentaneo 2-2 viola. Se però il successo del Napoli ed il pieno calcio d’agosto in cui eravamo aveva buttato un po’ di fumo negli occhi a tutti dopo la prima di campionato, la trasferta di Torino contro la Juve ed i quattro gol subiti hanno confermato che i problemi dietro c’erano ed erano anche piuttosto gravi. Disastrosa la prova del senegalese contro i bianconeri sia in occasione del momentaneo 2-0 di Higuain in cui l’ex attaccante del Napoli supera troppo facilmente in area il difensore e poi conclude a rete, sia ovviamente per lo sfortunato autogol al 92esimo che regala la vittoria ai bianconeri dopo l’incredibile rimonta azzurra.

Dopo le prime due gare sottotono ed i numerosi messaggi di sostegno al difensore da parte dei tifosi ci si aspettava una reazione da parte sua che invece è andato giù insieme al resto della squadra. Eloquente la partita interna contro il Cagliari alla quinta giornata dove sbaglia un gol di testa da pochi passi ed è in ritardo sulla ripartenza sarda che genera il gol di Castro, abile a colpire completamente indisturbato in area su cross di Nandez: Koulibaly dopo il gol vittoria degli ospiti nel recupero si lascia scappare qualche parola di troppo contro il direttore di gara che gli mostra il rosso diretto e lo costringe a due giornate di squalifica. Dopo il ritorno in campo e la vittoria sul Verona ancora una prestazione sottotono in Champions League a Salisburgo, in cui KK soffre tremendamente il giovanissimo Haaland e va praticamente a vuoto sul secondo gol di testa del centravanti norvegese che porta in parità un match poi per fortuna vinto dal Napoli grazie alla rete di Insigne.

Ma non è finita qui, visto che solo una settimana dopo, nella partita forse più ricca di polemiche e decisioni arbitrali controverse contro l’Atalanta, rigore negato a Llorente a parte nell’azione successiva in cui bergamaschi pareggiano il match è ancora una volta Koulibaly a sganciarsi impunemente dalla linea difensiva senza un apparente motivo liberando così Ilicic al taglio ed alla rete che impatta sul 2-2. Ad aggiungersi a questi due mesi infernali per il 26 del Napoli il netto fallo da rigore di ieri su Hwang Hee-Chan del Salisburgo che permette agli austriaci di passare in vantaggio al San Paolo, il Napoli poi troverà il gol del pareggio ma non riuscirà a ribaltare definitivamente la sfida. Segnali quindi complessivamente poco incoraggianti che non sminuiscono il valore del calciatore ma che fanno riflettere, Kalidou Koulibaly resta un patrimonio immenso per questo Napoli che può risollevarsi anche e soprattutto grazie al suo punto di riferimento maggiore nel reparto difensivo, ad oggi ancora alla ricerca disperata di ritrovare quell’identità e quell’organizzazione che sembrano improvvisamente smarrite.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *