Rassegna Stampa Serie A

Di Lorenzo: “Giocare in nazionale emozione indescrivibile, ringrazio Mancini”

Prima convocazione in Nazionale e prima intervista sui canali social azzurri per Giovanni Di Lorenzo che per celebrare la sua prima volta con la maglia dell’Italia ha raccontato quali fossero state tutte le sue dieci “prime volte” in ambito calcistico che lo hanno portato ad essere oggi tra i 23 calciatori selezionati dal commissario tecnico Mancini: “La prima volta che ho tirato calci a un pallone avevo 4-5 anni, giocavo con mio fratello in cortile, spesso andavo a vedere i suoi allenamenti nella sua scuola calcio e non perdevo occasione per giocare”.

Sulla prima volta in cui lo hanno chiamato Batigol quando faceva l’attaccante: “C’era un dirigente di questa società di mio fratello che era tifosissimo della Fiorentina, io ero attaccante e facevo molti gol, così mi mise questo soprannome”.

Sul primo brutto voto a scuola: “Non sono stato molto bravo a scuola, forse alle medie”.

Sulla prima volta lontano da casa: “A 15 anni quando fui chiamato alla Reggina. Io ero alla Lucchese. Fu un’esperienza davvero bella anche se all’inizio un po’ difficile”.

La prima volta che si è tatutato: “A 18 anni ho fatto con mio fratello un gladiatore sul braccio. Andando avanti mi sono riempito il corpo”.

Si passa sul lato personale, ed a Di Lorenzo viene chiesto il primo regalo a sorpresa alla fidanzata Clarissa: “Ogni tanto cerco di sorprenderla, l’ultima volta le ho fatto una borsa a sorpresa. Le donne vanno matte per la borsa“.

Sulla prima maglietta scambiata con un avversario: “Era un Reggina-Brescia, ricordo scambiai la mia maglia con quella di Budel”.

Sulla prima maglia della nazionale indossata: “Nel 2013 nel torneo 4 nazioni in Polonia con Di Biagio e fu una bellissima emozione e una bella esperienza”.

Sulla prima chiamata del ct Mancini: “Ero a casa con la mia ragazza sul divano, è arrivata la chiamata, è stata una bella emozione, non me l’aspettavo, lo ringrazio e ora voglio godermela alla grande”.

Ultima domanda per il terzino azzurro infine sulla prima esultanza per la Nazionale: “Nel 2006 nell’anno dei Mondiali: ero coi miei amici, vedevamo le partite tutti insieme, è stato veramente bellissimo”.

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