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Caso Ghoulam: da 2 anni l’ombra di se stesso. Arriverà la svolta?

Settecentoquattro giorni. Un intervallo temporale relativamente immenso, nella carriera di un calciatore. Lo ‘Stargate’ tra il vecchio e il nuovo Faouzi Ghoulam. Con due date emblematiche agli estremi: il 1 novembre del 2017 e il 6 ottobre 2019.

Il primo riferimento è quello più triste e malinconico possibile, quando si parla del terzino algerino. Napoli-Manchester City 2-4, Champions League, stadio San Paolo, minuto 31 del primo tempo. Il ginocchio destro che si rompe, gli esami strumentali che non lasciano speranze. Rottura del legamento crociato e tanti saluti al rettangolo verde. Stop forzato di quattro mesi, la speranza di tornare prima del previsto. Ma siccome le disgrazie non vengono mai da sole, il 9 febbraio del 2018 ecco un’altra tegola: rottura trasversale della rotula. Allo stesso ginocchio operato in precedenza. Sipario sulla stagione.

Bisognerà aspettare fino al 2 novembre per rivederlo finalmente in campo. Un rientro in grande stile: è il giorno di Napoli-Frosinone 4-0, condito da Ghoulam con due assist per Milik. Per la prima volta, da capitano azzurro dopo la sostituzione di Hamsik. Sembrava che l’incubo della precaria tenuta atletica fosse ormai definitivamente alle spalle. Invece – purtroppo per lui e per i tifosi – quella maiuscola prova si trattava soltanto di un isolato episodio. Lo testimoniano i numeri: al primo anno con Ancelotti ha collezionato appena 16 presenze (e 1 gol) in campionato, una in Coppa Italia e quattro nelle coppe europee. E, soprattutto, sensazioni contrastanti sulla speranza più ambita: rivedere all’opera il laterale devastante di una volta.

E qui arriviamo all’altro estremo temporale di cui sopra. Roba di appena tre giorni fa, precisamente la gara dell’Olimpico col Torino. Nonostante il problema muscolare di Mario Rui, l’allenatore del Napoli preferisce adattare a sinistra Hysaj, ormai da mesi ai margini di squadra e club e destinato a dire addio forse già a gennaio. Solo il caso (e la sfortuna, vedasi l’infortunio rimediato dallo stesso albanese) gli hanno permesso di entrare a gara in corso. Peraltro, senza lasciare particolari tracce positive. Ma ciò che più conta è il segnale (negativo) lanciato da Ancelotti. Per la serie: in questo momento, meglio un ‘epurato’ che lui. Con tutte le conseguenze del caso.

Il dado è tratto: Ghoulam è da quasi due anni l’ombra di se stesso. Al netto dei primi tentativi andati spesso a vuoto, il compito non così agevole dell’Ancelotti 2.0 sarà proprio questo: riuscire a recuperare, fisicamente e anche mentalmente, un giocatore potenzialmente da top assoluto in Europa nel suo ruolo. Riportandolo ai fasti di un tempo nemmeno così lontano. Siete pronti a scommetterci?

A cura di Gianmarco Della Ragione

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