Opinioni

Ancora un “caso” Insigne: un’esclusione tutta da spiegare

Punto e a capo, come in una storia già vista. Lorenzo Insigne finisce fuori, non in panchina ma in tribuna. A Genk il campo lo vede da lontano come non era mai capitato ultimamente e gli spettri di una nuova “crisi” calano sull’attaccante azzurro. Uno che sotto i riflettori ci era finito già qualche mese fa. Non è nuovo, Lorenzo, a questi episodi: il lancio della maglia alla sostituzione quando era ancora giovanissimo, poi quel gesto di stizza un anno fa, durante il match contro l’Arsenal: Ancelotti lo sostituisce, il Napoli sta per essere eliminato dagli inglesi, il San Paolo fischia quello che da pochi mesi è il suo nuovo capitano. Un napoletano a Napoli.

Ma Insigne è un napoletano atipico e il rapporto con Ancelotti ora sembra soffrire ancora di troppi alti e bassi. Anche quest’anno, come un anno fa, il capitano azzurro è partito forte in stagione: 3 gol in 6 gare, l’impressione di poter essere nuovamente un punto di riferimento. Come si fa a spiegare la poca brillantezza palesata in conferenza stampa post gara dallo stesso Ancelotti? E dunque giù con le nuove parole, fiumi di chiacchiere che la scorsa estate erano state frenate solo da un’uscita in pubblico.

“Lorenzo Insigne non se ne va”. Lo avevano detto in coro la società, il calciatore, lo stesso neo agente Mino Raiola, che al Napoli nel frattempo aveva dato una mano enorme anche negli arrivi di Manolas dalla Roma e Lozano dal Psv. Il mercato è stato quel che è stato – non di certo esaltante -, ma la situazione di Insigne sembrava chiara. Di offerte irresistibili non ne sono arrivate, le voci di un interessamento forte di Inter e Atletico Madrid sono state subito fermate, quindi la permanenza e il rafforzamento del suo ruolo di capitano sembravano l’unica fine possibile.

Dopo il Cagliari, però, qualche frizione deve esserci stata. Il Napoli perde la sua seconda gara di campionato contro i sardi, per di più al San Paolo, quando sembrava già sentirsi i tre punti in tasca. Insigne non è tra i migliori, si accomoderà in panchina contro il Brescia nella domenica successiva, quindi addirittura in tribuna ieri, contro il Genk, in una partita che – oggettivamente – poteva essere giocata meglio da chi è poi andato in campo. Il “caso” Insigne, dunque, si riapre, così come, però, non sembra riaprirsi la ferita che c’era stata con la tifoseria. Napoli, ieri sera, si è prima sorpresa dell’esclusione e poi interrogata, cercando i veri motivi della scelta di Ancelotti. Ma è pronta a riaccogliere il suo capitano già domenica a Torino, in caso dei granata. Sempre che Ancelotti decida di mandarlo in campo.

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