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Insulti razziali su Instagram, la Roma denuncia e annuncia il Daspo per l’utente

di Gianmarco Torelli

Anno calcistico nuovo, vecchie abitudini in alcuni stadi italiani. Dalle tribune si preferisce insultare gli avversari più che sostenere i propri colori, una climax di stupidità e mancanza di qualsivoglia forma di cultura che conduce a considerare l’insulto razziale alla stregua di un qualsiasi altro strumento utile a turbare gli avversari. Un concetto chiaro, ripetuto negli anni, ribadito poche settimane fa dalla curva dell’Inter capolista a sostegno della curva cagliaritana: discriminiamo a parole, ma siamo bravi ragazzi.

Succede anche che al termine di una prestazione negativa ci si rivolga ai propri giocatori con toni duri, ma anche in questo caso la sottocultura di certi ambienti considera normale costringere la propria squadra alla resa delle maglie o molto più semplicemente utilizzare parole come “scimmione negro” verso un calciatore protagonista di una prestazione mediocre. Tutto normale, questo è il calcio.

Non la pensa così la Roma che ha deciso di non essere indulgente, come troppo spesso si dimostrano istituzioni, società e tesserati, verso un proprio supporter colpevole di insulti a sfondo razziale a mezzo Instagram all’indirizzo di Juan Jesus.

La società capitolina ha segnalato il profilo dell’utente agli organi competenti, annunciando il Daspo a vita per la persona responsabile degli insulti. Molte volte ci si è nascosti dietro un dito, sostenendo l’impossibilità di risalire ai colpevoli degli insulti che dagli spalti raggiungono i giocatori in campo. La decisione della Roma, per quanto possa sembrare una goccia nell’oceano dell’indifferenza, rappresenta un punto da cui partire per arginare quantomeno il fenomeno che dagli stadi si trasferisce nell’arena virtuale.

Di seguito il tweet con l’annuncio dell’AS Roma.

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