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Insigne, dubbi sul futuro e lo sprone di Ancelotti

Insigne

Insigne è partito bene un anno fa, nel finale si è ripreso dal calo e con la nazionale ha ritrovato entusiasmo. È il nostro capitano, da lui mi aspetto un comportamento e atteggiamento da capitano”.

Parole inequivocabili quelle di Carlo Ancelotti, che nel corso della conferenza ha voluto lanciare un chiaro segnale a Lorenzo Insigne, chiamato a riscattare una stagione altalenante. L’attaccante ha infatti vissuto un’annata dai due volti: primi 4 mesi esaltanti, con 4 assist e 10 reti (di cui due nella doppia sfida di Champions contro il PSG); seconda parte di stagione da dimenticare, con soli tre gol all’attivo e le polemiche successive alle sfide con Juventus e Arsenal, caratterizzate da incomprensioni ed alterchi con l’allenatore che gli sono costati il posto da titolare. Il numero 24 azzurro ha probabilmente subito il peso e le responsabilità della fascia di capitano, passata sul suo braccio dopo l’addio nel mercato invernale di Marek Hamsik, non riuscendo più ad esprimersi in campo come nelle prime uscite. Almeno fino al doppio exploit in Nazionale contro Grecia e Bosnia.

A causa dei dissapori con l’ambiente ma anche della decisione di affidarsi al potente manager Mino Raiola, si è ipotizzata la possibile cessione dell’attaccante al Liverpool, vista la stima per il ragazzo da parte dell’allenatore Jurgen Klopp. Ma anche e soprattutto al PSG e all’Atletico Madrid, in cerca dei possibili sostituti di Neymar e Griezmann. Tutto però sembra rientrato dopo il summit a casa Ancelotti di metà Giugno, organizzato per ricomporre una frattura che appariva insanabile.

Adesso, ad inizio ritiro, le parole dell’allenatore vanno colte in un duplice ambito: in campo Insigne deve trovare continuità, la stessa che ci si aspetta quest’anno da tutta la squadra per migliorare i risultati della stagione precedente; soprattutto, però, deve essere in grado di reggere le pressioni di un grande club, visto che le qualità tecniche non sono in discussione. Ci si aspetta quindi uno step in avanti dal punto di vista del carattere per essere uno dei leader di questo gruppo. Soprattutto dopo la partenza, negli ultimi anni, di personaggi carismatici come Reina, Hamsik, Raul Albiol.

A cura di Danilo Casano.

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